Linguine alla Canapa con Pomodorini, Acciughe e Casciotta D’Urbino

Eccoci con l’appuntamento mensile “L’Angolino del Papà”. Qualche giorno fa il marito ha portato a casa della Pasta “nuova”:  Linguine alla CanapaAvevo sentito parlare di questa farina e di questi nuovi prodotti ma ancora in giro non avevo avuto modo di incrociarla. Così, come per tutte le prime volte, ho fatto alcune ricerche in internet per capire cosa avevo tra le mani.
La Farina di Semi di Canapa è la polpa finemente macinata, che rimane dopo che i Semi di Canapa vengono trochiati per estrarne l’Olio. Ricca di nutrienti benefici per l’organismo, è utile per rinforzare e regolare la risposta del sistema immunitario, del sistema ormonale e del sistema nervoso. La farina di Canapa contiene tutti gli 8 amminoacidi essenziali, inclusi metionina e cisteina che normalmente sono scarsamente rappresentati in altre proteine di origine vegetale. Il 65% delle proteine della canapa è rappresentato dalla edestina, una proteina che si digerisce facilmente, mentre sono completamente assenti la gliadina e la glutenina, ovvero il glutine. Per questo motivo la farina di canapa è adatta alle persone affetta da celiachia. uinLe fibre sono molto abbondanti e la rendono un alimento ideale per la lotta o la prevenzione alla stitichezza. I Sali minerali presenti in modo significante sono: potassio, magnesio, ferro e zinco, mentre per quanto riguarda le vitamine sono presenti prevalentemente i tocoferoli (vitamina E).
La farina di semi di Canapa è un alimento ricco di omega 3 e omega 6, acidi grassi importanti per il nostro organismo per le loro proprietà antiossidanti, utile inoltre per la prevenzione dei disturbi cardiovascolari.
La farina di canapa può essere anche aggiunta ad altre farine e utilizzata nella impanature, nelle fritture e negli impasti di pizza, pane e dolci e per la preparazione di Pasta. Eccoci qui quindi con un nuovo prodotto da sperimentare, perfetto anche per me e per la mia intolleranza al glutine. Come condirla? Ho optato per un sughetto molto semplice ma allo stesso tempo gustoso: pomodorini, acciughe e Casciotta d’Urbino, omaggiatami gentilmente dalla Cooperativa Agricola TreValli Cooperlat che aderisce al progetto “Qui da Noi” di Confcooperative. Un formaggio eccezionale a pasta semicotta prodotto con una miscela di latte ovino (70 – 80%) e latte vaccino (20 – 30%) interi pastorizzati.
E’ facilmente digeribile, prezioso di vitamine e di sostanze antiossidanti che aiutano a combattere l’invecchiamento delle cellule e presenta un basso tasso di colesterolo.
Non mi resta che lasciarvi la ricetta e darvi appuntamento al mese prossimo con un altro gustoso piatto per gli eroi di casa!!

Ingredienti per 2 persone:

200gr di linguine alla Canapa*
20 pomodorini ciliegina
10 acciughe
Casciotta D’Urbino
olio evo q.b.

*la mia pasta era preparata con farina di canapa e farina di grano duro quindi NON ADATTA AI CELIACI

In una padella abbastanza larga fate sciogliere i filetti di acciuga con due cucchiai di olio evo. Lavate i pomodorini, tagliateli a pezzetti e aggiungeteli nel tegame delle acciughe. Mescolate il tutto e lasciate insaporire ed ammorbidire i pomodorini così che perdano la loro acqua. Mentre la pasta cuoce, grattugiate la Casciotta d’Urbino.
Scolate la pasta al dente, versatela con un filo di acqua di cottura nella padella, aggiungete la Casciotta e mantecate il tutto con il sugo. Servite nei piatti e a piacere aggiungete altra Casciotta grattugiata! Buon appetito!!

Involtini alla valdostana con Prosciutto e Fontina senza glutine: la Fontina e la sua storia

La Valle D’Aosta è la regione più piccola d’Italia ed è come un quadro incorniciato dai monti più alti della nostra nazione. Confina con la Francia, la Svizzera e il Piemonte cui si deve la maggiore influenza culinaria e non. La Valle d’Aosta ha un passato gastronomico fondato su piatti semplici, rustici e prodotti con le risorse locali e che sono diventati famosi per la loro genuinità e bontà. La cucina valdostana è quella tipica montanara, gustosa e sostanziosa.
Sin dai tempi più antichi sono stati fondamentali gli allevamenti di bestiame per la produzione del latte, con cui sono stati creati i famosi formaggi bovini e caprini locali, ed in particolare la Fontina, divenuta simbolo della Valle d’Aosta e che ha anche conquistato il marchio DOP.
In un affresco del castello di Issogne, dimora feudale nella bassa Valle d’Aosta, si trova la più antica testimonianza visiva dell’esistenza della Fontina: nella pittura infatti, risalente alla fine del XV° secolo, è rappresentata una bottega sul cui banco si nota una pila di formaggi praticamente uguali alla Fontina prodotta ancora oggi. Il termine fontina compare per la prima volta in un documento del 1270, redatto in lingua latina, ma è utilizzato come toponimo per individuare un appezzamento di terreno. Il nome viene successivamente utilizzato, a partire dal 1700, per indicare il formaggio in manoscritti, testi, atti pubblici e inventari; esso secondo alcuni potrebbe derivare dall’alpeggio Fontin ovvero dal villaggio di Fontinaz o ancora dal cognome di una famiglia. Da quel momento entra però nel linguaggio corrente a indicare il noto e inconfondibile formaggio. La Fontina è un formaggio dalla pasta elastica e dal colore giallo tenue ed è alla base di tantissime ricette tipiche valdostane. Oggi ho voluto raccontarVi la storia di questo buonissimo formaggio, che non manca mai nella nostra scatola dei formaggi, perchè molto amato dalla ciurma.  Come ben sapete io e Serena, per la nostra intolleranza al lattosio, non possiamo consumare tutti i formaggi o per lo meno limitarne il consumo al minimo. Ma la ricetta di oggi è  troppo buona e perfetta per i nostri piccoli di casa, ed è proprio una di quelle a cui non si riesce a dire mai di no!!! Oggi in tavola vi portiamo degli sfiziosi involtini, semplici e gustosissimi, che potete preparare con l’aiuto dei piccoli di casa: fette di prosciutto cotto, fette di fontina, uova e pangrattato senza glutine ! Laviamoci le mani e via in cucina!

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

200gr di fontina
300gr di prosciutto cotto a fette di 1/2 cm
2 uova
150gr di pangrattato senza glutine
olio di semi di arachidi per friggere
sale

Riducete la fontina in dodici fette. Disponete le fette di prosciutto sul piano di lavoro e adagiate al centro di ognuna una fettina di formaggio. Arrotolate le fettine su se stesse, in modo da formare degli involtini, ripiegate le estremità verso l’interno, per evitare che la fontina, fondendo, fuoriesca.
In una ciotola sgusciate le uova e sbattetele con una presa di sale. Passate gli involtini prima nelle uova e poi nel pangrattato, ripetendo l’operazione per due volte in modo da ottenere una doppia impanatura.
In un tegame scaldate abbondante olio di semi di arachidi e friggete gli involtini rigirandoli su se stessi con l’aiuto di una spatola, finché avranno assunto una doratura uniforme. Scolateli su carta assorbente affinché perdano l’unto in eccesso.
Servite subito in tavola con una tenera insalata!

L’ Aloe e la sua storia

L’appuntamento mensile con la Rubrica “Bellissime Mamme” ci porta oggi a viaggiare nel passato dagli antichi egizi ad oggi per scoprire una pianta magnifica e dai “poteri magici” di guarigione: L’ ALOE!

Per gli antichi Egizi, l’Aloe vantava proprietà addirittura immortali: questa pianta aiutava i faraoni defunti a trovare il cammino verso la terra dei morti. Infatti, secondo il “papiro di erbes” l’Aloe assicurava una lunga vita al corpo mummificato del faraone. Per Cleopatra, l’utilizzo dell’Aloe, associato ai bagni di latte, era prodigioso per la sua bellezza.

Gli antichi romani sfruttavano l’Aloe per le sue proprietà cicatrizzanti: era utilizzato sottoforma di balsamo lenitivo e cicatrizzante per il trattamento delle ferite di guerra dei soldati.

Nel trattato “Historia Naturalis” di Plinio il Vecchio, venivano descritte le proprietà terapeutiche dell’Aloe per i disturbi di stomaco, per accelerare la guarigione delle ferite, per il mal di testa, per i problemi di stipsi, per le irritazioni cutanee e addirittura per la calvizie.

I Maya utilizzavano l’Hunpeckin-ci (l’Aloe, appunto) per contrastare il mal di testa. L’Aloe riveste un’importanza tale da essere citata persino nel Kamasutra, guida sessuale di fama mondiale, per le sue (presunte) proprietà afrodisiache.
Esistono centinaia di specie di Aloe: quella che noi conosciamo di più è l’ALOE VERA. Ad essere utilizzate per l’estrazione sia del gel (per uso esterno) che del succo (per uso interno) sono le foglie di questa pianta che si può anche coltivare facilmente sul balcone. Il gel e il succo d’Aloe sono davvero molto versatili e possono essere utilizzati al bisogno in tante situazioni.

Il succo e il gel di Aloe apportano benefici perché:

•Depura l’organismo
•Protegge il cuore
•Protegge la pelle
•Fa bene alle gengive e alla bocca
•Salvaguarda la salute dentale
•Riduce l’infiammazione
•Regola gli zuccheri nel sangue
•Migliora la digestione
•Rafforza il sistema immunitario
•Ha un’azione anti-age
•Ha un’azione ipoglicemizzazione
•Cura la pelle
•Protegge l’intestino
•È antinfiammatorio
•Aiuta la guarigione di ustioni e ferite

Estrarre il gel è molto semplice: tagliate la foglia di Aloe Vera dalla vostra pianta partendo dal basso. Incidetela lungo tutto il suo contorno con un coltello. Eliminate la parte spinosa, incidete bene un punto della foglia e lasciate fuoriuscire il liquido giallo presente (che ha effetto lassativo). In questo modo potrete spremere la foglia in modo da avere a disposizione soltanto del gel d’Aloe Vera. Se il gel d’Aloe Vera così conservato dovesse cambiare colore, significa che si è rovinato e non è più utilizzabile. Dovrete procedere ad estrarre del nuovo gel d’Aloe Vera da una foglia della pianta al momento del bisogno.

Ma come tutte le piante l’aloe è sconsigliato in alcuni casi, come in gravidanza (non ci sono studi che ne provino la sicurezza) e durante l’allattamento (renderebbe il latte amaro e poco gradito al bambino).Il gel invece non ha dimostrato effetti collaterali e può essere utilizzato da tutti, ottimo anche per i bambini. VI consiglio comunque di chiedere sempre il parere del vostro medico curante!

Non posso certo lasciarvi così a mani vuote dopo tutti questi bei consigli di utilizzo. Ecco quindi per voi una “ricettina” semplicissima per preparare in casa uno SCRUB all’ALOE :

Unite il gel (sia da estrazione che quello comprato in erboristeria) con dello zucchero o del sale (un cucchiaio per ogni cucchiaio di gel d’aloe). Per avere un effetto maggiormente idratante si può aggiungere anche un cucchiaio di olio d’oliva. Applicatelo delicatamente sulle zone del corpo che ne hanno bisogno, massaggiate per qualche minuto e poi risciacquate. La pelle risulterà liscia e morbida e i segni della ritenzione scompariranno. Mi raccomando da usare su pelle asciutta non più di due volte alla settimana!

A presto amiche Donne e Mamme, vi abbraccio!

Spiedini con bocconcini di salsiccia e provola senza lattosio ricoperti di zucchine

Per questo Venerdì insieme alla Rubrica “L’ Angolino del Papà”, prepariamo un piatto molto semplice e gustoso, ideale per i primi pranzi sotto il sole primaverile: buonissimi spiedini con bocconcini di salsiccia e provola, ricoperti di zucchine.
Prodotti di prima qualità, salsiccia magra arricchita da pezzettini di provola senza lattosio, il tutto avvolto da fettine sottili di zucchine, le prime che iniziamo a trovare sui banchi del mercato. Io li ho cotti in forno, ma sono perfetti anche in padella o addirittura sulla griglia di ghisa!

Ingredienti:

250gr di salsiccia magra*
120gr di provola senza lattosio
1 zucchina
1 rametto di rosmarino fresco
sale e pepe q.b.
pangrattato senza glutine
stuzzicadenti grandi per spiedino
olio evo q.b.

*controllare per i celiaci e intolleranti che sia senza glutine

In una ciotola sbriciolate la salsiccia, unite una spolverata di pepe e un pizzico di sale. Tagliate la provola a pezzetti piccolini oppure grattugiatela con la classica grattugia per il formaggio. Lavate il rosmarino e tagliatelo finemente. Unite il tutto nella ciotola della salsiccia e iniziate a lavorare l’impasto in modo da amalgamare tutti gli ingredienti. Fate tante polpettine ovali. Lavate la zucchina e tagliatela a fette sottilissime: io ho usato l’apposito attrezzo. Ora avvolgete ogni polpettina con la fettina di zucchina e infilzate negli stuzzicadenti. Una volta ultimato il tutto oliate ogni spiedino: io ho usato lo spruzzino da olio apposito e passate nel pangrattato. Disponete su una teglia e infornate a 180° per i primi 15 minuti e poi alzate a 200° per altri 10 minuti. Servite con una spolverata di pepe macinato fresco!

Buon appetito!!!

Crostata al profumo di Lavanda con ripieno di Mele e Marmellata di Mele e Lavanda senza lattosio: C’era una volta … La leggenda della Primavera

Nell’aria si sente già profumo di Primavera, sui rami degli alberi si scorgono i primi germogli e nei campi qualche margherita già si vede. Oggi, per la Rubrica C’era una Volta…, voglio condividere con voi una meravigliosa Favola che ho trovato in un bellissimo libro lasciatomi dal mio caro nonno Luigi, anche lui amante della lettura e della natura. Ricordo ancora le giornate passate nel suo orto insieme… ci manca tanto a tutti!
Vi porto con me dentro questa bellissima favola…

LA LEGGENDA DELLA PRIMAVERA

“Era una mattina soleggiata.
La foresta riprendeva vita. Il sole sorgeva imponente su tutto, la neve dello scorso inverno stava scomparendo grazie ai deboli ma tenaci raggi di sole.
Gli animali si svegliavano dal loro letargo. I prati verdi cominciavano a muoversi grazie alla fresche brezza mattutina.
Improvvisamente tutti gli animali scattarono a quel suono: lei si era svegliata.
Tutti si diressero al centro della foresta verde, dove si trovava una caverna.
Da li proveniva un dolce profumo di fiori appena sbocciati e una melodia allegra alleggiava nell’aria.
Poco dopo presero a crescere fiori di ogni genere e colore. Era davvero bellissimo.
Poi da quel buco nella pietra s’intravide una luce, riscaldava l’animo dei nostri giovani amici, i quali si sentivano di nuovo pieni di energie .
Infine si fece vedere. Aveva un vestito lungo e azzurro fino ai piedi, i capelli lunghi e biondi intrecciati con una corona fatta di fiori, le orecchie a punta s’intravedevano appena tra quei fili d’oro, gli occhi verdi ed un bellissimo sorriso.
Intorno a lei volteggiavano milioni di farfalle dai variopinti colori, e graziosissime api e coccinelle.
Mentre usciva da quella caverna, rimasta a riposo, troppo a lungo, danzava. Perché lei era cosi, un animo puro che ballava felice.
Lei rabbrividì leggermente al contatto dei suoi piedi con l’umido terreno della foresta.
Gli animali la guardavano tranquilli. Sapevano perfettamente che quella melodia era prodotta dal suo cuore di fata. Loro non la temevano.
Lei era la vita, il risveglio dopo il lungo ed interminabile sonno della natura.
Colei che faceva sbocciare i fiori, risvegliare dal letargo gli animali, lo scorrere di tutto viene ripreso non appena il suo cuore di fata riprende a battere.
Dopo un po’, si gira verso l’orizzonte e guarda oltre la foresta, lontano da quel luogo, finché lo si sente arrivare: al galoppo, più veloce della luce, allora il sorriso della nostra Fata si allarga sempre più.
Un unicorno bianco, dagli occhi blu ed il corno argentato fa la sua comparsa proprio davanti a lei.
Lei si avvicina cauta, quella creatura è ancora più fragile di lei. Apre la mano e da li appare magicamente un semino che ben presto diventa un pomo d’argento.
Lei s’inchina con eleganza degna di una vera principessa, davanti all’unicorno con il pomo d’argento rivolto verso il muso del cavallo.
Lui dapprima lo annusa con sospetto, poi lentamente lo mangia.
A quel punto lei si alza velocemente e lo accarezza con dolcezza, baciandolo sul muso.
Poi si alza in volo leggiadra come una piuma ed atterra sul cavallo, ad amazzone. Lui non sembra a disagio. Poi con un piccolo colpetto all’unicorno da parte della fanciulla, lui si volta e parte al galoppo, da dove era arrivato.
Mentre sfrecciava via, la melodia della giovane scompariva pian piano, lasciando al suo posto un dolce aroma.
E com’era apparsa, si era volatilizzata.
Gi animali che erano rimasti ad osservare la scena sapevano cosa sarebbe successo da li a poco. La fata, avrebbe passato a cavallo svariati territori, risvegliando la natura con il dolce profumo della vita.
Perché lei, è la Primavera.”
E’ bellissima vero? Un sogno ad occhi aperti, che lascia una dolcezza unica nel cuore. E questa dolcezza io e la mamma l’abbiamo trasformata in un Dolce troppo troppo buono!!! Un abbraccio a tutti, passo la parola al nostro Capitano e vi ricordo che la Rubrica tornerà entro fine mese per la favola che ha scelto la mia sorellina Greta!
ciao SERENA!

Come vi raccontava Serena oggi portiamo in tavola un buonissimo dolce: UNA CROSTATA integrale  al PROFUMO DI LAVANDA, con un RIPIENO DI DOLCI MELE e MARMELLATA DI MELE e LAVANDA, senza lattosio e senza burro! Andiamo subito in cucina a preparare questa delizia!

Ingredienti :

200gr farina per dolci
100gr di farina integrale
120gr di farina di riso
2 uova grandi
110 ml di olio di semi di mais o girasole
200 gr zucchero di canna
1 bustina di lievito per dolci
mezza tazzina di infuso di lavanda
un pizzico di sale
Marmellata di Mele e Lavanda
3 Mele Fuji

In una ciotola unite le farine, le uova, l’olio, lo zucchero, il lievito, il sale e iniziate a lavorare insieme tutti gli ingredienti aggiungendo piano piano l’infuso di lavanda fino ad ottenere un bel panetto omogeneo. Fate una palla, ricoprite con la pellicola e mettete in frigorifero per almeno 30 minuti. Riprendente l’impasto, tiratene via un terzo che rimetterete in frigorifero e iniziate a stendere la restante parte con l’aiuto di farina e di un mattarello. Oliate una teglia, infarinatela e disponete questo primo cerchio che io lascio abbastanza spesso. Lavate, sbucciate e tagliate le mele a fette. Disponetele all’interno e alternate gli strati con la marmellata di mele e lavanda. Riprendete la pasta rimasta in frigorifero, stendetela e ricoprite completamente la crostata, rifinendo bene i bordi.  Con i residui rimasti decorate la superfici, Serena ha fatto un cuoricino e con la forchetta dei decori. Bucherellate la superficie e infornate a 180° per 40/45 minuti circa. Ora non vi resta che far raffreddare, tirare via dalla teglia e godervi una fetta di questa buonissima, leggera e profumata Crostata!

 

Torta salata con Carciofi, Zucca e pomodorini secchi senza glutine … regala il tuo tempo

LA RAGAZZA CHE REGALAVA IL TEMPO
da Storie del Tic-Tac di Marcello Argilli
1988
non-ho-tempo“Chi ha bisogno di un’ora? Gliela regalo…
Lo diceva camminando per la strada, come un ambulante che offra mazzetti di fiori e accendini.
naturalmente nessuno le badava, pensavano che scherzasse o fosse un po’ matta.
Solo una donna le si avvicinò: stava andando all’ospedale dal vecchio padre moribondo e per
questo le prestò ascolto.
– Davvero puoi darmela? – chiese.
– Certo, – disse la ragazza, e gliela diede.
La donna corse a portarla al padre, che potè così vivere un’ora in più.
Quando la cosa si riseppe, la voce che una ragazza regalava il tempo si sparse in un baleno. La
casetta dove abitava fu assediata, la gente non bussava alla porta, ma anche ai vetri delle finestre.
– A me! … A me! – gridavano.
– Regalami un mese, te lo pago a peso d’oro! …
– Dammi una settimana!… – Un giorno solo!
Lei accontentava tutti, e senza farsi pagare.
Una madre le chiese un mese per la sua bambina gravemente ammalata e lo ebbe.
Un’altra, sofferente di cuore, aveva un unico figlio emigrato in Australia.
– Posso morire da un momento all’altro, disse, – e lui ha bisogno di tempo per mettere da
parte i soldi per venire a trovarmi. Posso non rivederlo più, capisci?
La ragazza le regalò un anno.
Regalava ore, mesi, anni, ed erano pezzetti della sua vita che dava via.
Quando le chiedevano: – Perchè lo fai? – non sapeva rispondere.
Qualcuno diceva addirittura: – Non lo farà perchè non ama vivere?
tempo1Invece chi è generoso non sa spiegare perchè lo è, o forse lei si vergognava di dire che, essendo molto povera, non aveva nient’altro da regalare.
Si penserà che a furia di dar via pezzetti della sua vita morì giovane. Invece no: chi regala il suo  tempo agli altri, non lo perde, lo guadagna: gliene ricresce tanto.”

Il tempo non è mai sprecato… è importante, sia quello dedicato a se stessi che agli altri…. specialmente ai bambini!

Con questo bel pensiero oggi voglio entrare nella mia cucina e preparare un piatto veloce e semplice, UNA TORTA SALATA, molto amata da tutti e farcita con dei buonissimi CARCIOFI, dei POMODORINI SECCHI sott’olio e l’ ultimo pezzo di ZUCCA ancora buona di fine stagione, il tutto ricoperto da una spolverata di gomasio! Per noi pasta sfoglia senza glutine!  Un piatto saporitissimo, leggero, vegetariano e completo, perfetto quando si ha poco tempo ma si vuole sfruttarlo al meglio portando in tavola qualcosa di BUONO! Prima di lasciarvi la ricetta due parole veloci sul GOMASIO: non è altro che un preparato naturale di origine nipponica, costituito da semi di sesamo (goma, in giapponese) tostato e sale (shio). Può essere utilizzato come condimento, per insaporire insalate, carne, pesce e verdure, ma ha anche specifiche funzioni curative, che gli derivano dal sesamo. I semi di questa pianta, infatti, sono particolarmente nutrienti, ricchi di vitamine e sali minerali. Inoltre, essi hanno benefiche proprietà antiossidanti e naturalmente privo di glutine.

Vi lascio la ricetta … torno al comando, la ciurma mi aspetta!

Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia senza glutine
4 carciofi
200gr di zucca già pulita e lessata
100gr di pomodorini secchi sott’olio
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.
brodo vegetale q.b.
1 rametto di timo
gomasio q.b.

Per prima cosa pulite i carciofi. Il carciofo appena tagliato tende a scurire a contatto con l’aria, poiché si ossida molto velocemente, per questo è necessario tuffarli appena puliti in acqua acidulata con limone. Per pulire i carciofi utilizzate sempre un paio di guanti, altrimenti le mani diventeranno nere, ed eliminate inizialmente le foglie dure più esterne, fino ad arrivare al cuore tenero e chiaro. (non buttata le foglie dure, sono perfette per una tisana al carciofo). Tagliate sia le punte del carciofo a circa metà altezza che il gambo, da conservare a parte. Dividete il carciofo a metà e rimuovete la peluria interna utilizzando un coltello a punta arrotondata.20170108_124855 AffettaTe il carciofo e il gambo e mettete tutto nella ciotola con il limone. Nel frattempo pulite la zucca, tagliatela a pezzetti piccoli e fatela cuocere in una larga padella con un cucchiaio di olio e del timo. Aggiungete i carciofi con i gambi e i pomodorini secchi a pezzetti ben scolati dall’olio. Mescolate tutto insieme , aggiungete un pochino di brodo e portate a cottura aggiustando di sale e pepe, senza esagerare con il sale visto che dopo aggiungeremo il gomasio. Fate raffreddare e una volta a temperatura ambiente farcite la sfoglia che avrete steso in una teglia con la sua carta da forno. Spolverate con il gomasio e infornate a 180° per 40 minuti circa.  Non vi resta che far raffreddare qualche minuto e poi gustarvi questa buonissima Torta molto rustica!

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Bugie ripiene di Crema pasticcera senza lattosio: C’Era una Volta… La Fuga di Pulcinella …

Per questo Giovedì Grasso abbiamo deciso di dedicare il post alla nostra Rubrica del cuore “C’era una Volta…”. Dopo la bellissima Filastrocca di Greta “CARNEVALE” di Gianni Roderi dove abbiamo preparato delle buonissime Chiacchiere al Cioccolato senza glutine, oggi è il turno di Serena che ha voluto raccontarvi la storia di uno dei personaggi storici del nostro Carnevale: Pulcinella!

untitled-90“C’era una volta… Nel teatrino di legno tante marionette: Arlecchino, Pantalone, Colombina, Brighella… La più irrequieta di tutte era però Pulcinella. Non faceva altro che protestare: il burattinaio non gli assegnava mai la parte che avrebbe preferito, aveva fame e invece gli toccava andare in scena. Ma soprattutto era stufo di essere sempre manovrato da quei fili e di non poter fare quello che voleva.“Un giorno o l’altro” diceva sottovoce ad Arlecchino “taglio la corda.” Ebbene, un giorno – anzi, una sera – riuscì a impadronirsi di un paio di forbici e… zac, zac! Tagliò i fili che lo tenevano prigioniero. Finalmente la libertà!tumblr_inline_mg10dacoqb1qf3dsk
Pulcinella propose ad Arlecchino di fuggire insieme a lui, ma la marionetta dai tanti colori non volle separarsi dalla sua amata Colombina. E quella smorfiosa rifiutò decisamente di unirsi all’avventura!
Perciò Pulcinella fuggì da solo. Saltò coraggiosamente dal palcoscenico del teatrino sulla strada e via, di corsa! Che bello” pensava mentre scappava “non sentirsi più addosso quegli odiosi fili e poter mettere i piedi dove si vuole!”
Presto però cominciarono i guai: i gatti, vedendolo correre nel buio della notte, iniziarono a inseguirlo. Che lo avessero scambiato per un topo? Ma i gatti per una povera marionetta sono davvero grandi!
Il povero Pulcinella, spaventato, cominciò a correre più forte che poteva. Ma non riuscì a staccare i due micioni che si ostinavano a inseguirlo. Fortunatamente a un certo punto si accorse che stava costeggiando il muro di un giardino: svelto, lo scavalcò quando i gatti non avevano ancora svoltato l’angolo ed… era fatta! Pulcinella era in salvo!
images2tv66v2aStanchissimo, si sedette contro il muro e si addormentò. Al mattino, quando si svegliò, scoprì di essere finito in un posto incantato. Intorno a lui solo fiori: tulipani, margherite, rose, viole, gerani… Certo, Pulcinella aveva fame, e non c’era traccia di panini croccanti o di pizze profumate. Ma la marionetta non si perse d’animo: prese un tulipano e lo assaggiò. Beh, non era male. Certo, sarebbe stato meglio avere una brioscina, ma anche il tulipano poteva andare. E poi, lì era così bello!
Pulcinella passò l’estate nel giardino, dormendo sotto una grande magnolia che lo riparava dalla pioggia e nutrendosi di fiori. Ogni tanto gli sarebbe piaciuto riempirsi la pancia di qualcosa di più sostanzioso – un piatto di spaghetti, una bella bistecca… -, ma resisteva: la libertà valeva ben più di questo, e il giardino era così bello!
Poi arrivò l’autunno e le aiuole diventarono spoglie. La povera marionetta non aveva più nulla da mangiare.
“Pazienza” pensò, “aspetterò la primavera!”
Si rannicchiò tra le radici della magnolia e si addormentò, in attesa della neve. “Mamma, mamma! Guarda che cosa ho trovato! Posso portarlo a casa?”
Pulcinella si svegliò di soprassalto: un bambino era inginocchiato accanto a lui e lo accarezzava per liberarlo dalle foglie che l’avevano coperto.pulcinella
Fu così che la marionetta si trovò nella cesta dei giocattoli, in una bella cameretta con le pareti azzurre. C’era un bel calduccio, lì, ed era divertente giocare con il bambino. Ma ancora più divertente era potersene andare a zonzo di notte, quando tutta la casa dormiva. Pulcinella girava per le stanze, mangiava un biscotto che il bambino aveva lasciato nel piatto o una caramella caduta sotto il divano, e ogni tanto, nella bella stagione, usciva  in giardino, per andare a trovare i suoi amati fiori.”

Bella vero? Non la conoscevo ma quando l’ho letta l’ho trovata molto carina e poi piace tantissimo anche a Greta.  In cucina con mamma abbiamo deciso di preparare un piatto tipico del Carnevale: le Bugie ripiene , nel nostro caso di Crema pasticcera. Lascio la parola alla mamma. Io e Greta Vi aspettiamo a Marzo con la nostra Rubrica “C’Era una volta…”

Bugie ripiene di crema pasticcera senza lattosio è la ricetta che vi proponiamo oggi! Facilissime da preparare, in una versione non molto salutare, perché fritte, ma in queste occasioni possiamo anche chiudere un occhio!

Ingredienti per circa 20 bugie:

250gr di farina 00
40gr di zucchero di canna integrale
2 uova
1 cucchiaio di olio
1/2 bustina di lievito
1 cucchiaio di olio
1 bicchierino di liquore (io ho usato l’amaretto)
1 pizzico di sale
olio per friggere
200ml circa di crema pasticcera senza lattosio (qui la ricetta)

In una ciotola mettete la farina, lo zucchero, un pizzico di sale e il lievito. Mescolate il tutto, unite l’uovo, il liquore e l’olio. Impastate il tutto fino ad  ottenere un bel panetto che dividerete in due. Con l’aiuto di altra farina stendete entrami gli impasti cercando di dargli una forma rettangolare e uno spessore non troppo sottile. Su una metà della sfoglia mettete la crema a piccole cucchiaiate distanti tra loro. Ricoprite con la restante sfoglia di pasta e tagliate i bordi con l’aiuto di una rondella formando dei rettangoli ripieni di crema. Sigillate bene i bordi.  Mettete l’olio a friggere e quando è ben caldo immergete le bugie. Fate scolare su carta assorbente e cospargete a piacere di zucchero a velo!

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Buon Giovedì Grasso a tutti!!!

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