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Clafoutis alle Prugne e scaglie di cocco: ti AUGURO tempo

“Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guadarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per guardare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.”

(Elli Michler)

Oggi sono 12… dodici anni che il mio cuore ha iniziato a battere per amore, un amore unico, quello di una madre per una figlia, la sua prima figlia! Sei la mia vita, la mia gioia, il mio grande amore. Grazie a te sono diventata mamma ed esserlo è la cosa più bella del mondo! Siamo unite, complici, amiche e confidenti. Siamo madre e figlia, un legame unico e profondo… per sempre! Auguri amore mio, goditi la vita, vivi a pieno ogni cosa, si sempre meravigliosamente bella come adesso!

Per festeggiare al meglio non potevo che preparagli uno dei suoi dolci preferiti: il CLAFOUTIS! Dopo le amate versione con i lamponi e alle ciliegie, oggi per questa occasione speciale, ho preparato quella con le PRUGNE, uno dei frutti preferiti da Serena, e scaglie di cocco! Un dolce semplicissimo, in versione senza glutine e senza lattosio, con pochi ingredienti, frutta di stagione e tanto tanto amore! Vi lascio la ricetta e torno a festeggiare la mia fantastica “bimba”!

Ingredienti:

3 uova
90gr di farina di riso
prugne gialle
100gr di zucchero di cocco integrale
200ml di latte di riso
3 cucchiai di scaglie di cocco

                

In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero fino ad ottenere una crema. Aggiungete piano piano la farina continuando a mescolare senza formare grumi e per ultimo unite il latte.
Lavate le prugne, tagliatele a spicchi e disponetele in una pirofila precedentemente unta e cosparsa di zucchero integrale di cocco, aggiungete le scaglie di cocco e versate il mix di uova e farina. Infornate a 170° per 40 minuti circa. Sfornate, fate raffreddare, cospargete con zucchero a velo e, con un grande cucchiaio, gustatevi questo dolce fantastico!

Biscotti al Miele senza glutine senza lattosio: C’era una Volta… L’APE MAIA e il Miele

In questa meravigliosa e colorata stagione tanti piccoli e grandi insetti ci fanno compagnia, svolazzando nell’aria e sorvolando i meravigliosi prati fioriti. Tra loro c’è un insetto che spesso spaventa, ma che è fondamentale per l’equilibrio della natura: L’APE! E quando si parla di APE tanti di noi pensano subito alla nostra amica APE MAIA, che con le sue divertenti avventure ci ha fatto compagnia!

“Si sveglia il mondo lo accarezza il sole
si sveglia l’ape Maia dentro un fiore
Apre i suoi occhi sorridenti
stropiccia le sue ali trasparenti

Vola, vola, vola vola, vola l’ape Maia
gialla e nera nera e gialla, tanto gaia
Vola sopra un monte, sfiora il cielo
per rubare il nettare da un melo

Vola, vola, vola vola, vola l’ape Maia
gialla e nera nera e gialla, tanto gaia

Il grillo canterino s’è svegliato
fa la serenata a tutto il prato
In quel prato verde come il mare
l’importante è un fiore da trovare

Bzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

Vola, vola, vola vola, vola l’ape Maia
gialla e nera nera e gialla, tanto gaia
Finché il ragno tesse la sua tela
mentre il vento la sua trama svela

Vola, vola, vola vola, vola l’ape Maia
gialla e nera nera e gialla, tanto gaia

Bzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

Vola, vola, vola vola, vola l’ape Maia
gialla e nera nera e gialla, tanto gaia
Nuvole di panna su nel cielo
brilla sulla Terra e sotto un melo

Vola, vola, vola vola, vola l’ape Maia
gialla e nera nera e gialla, tanto gaia”

Adoro questa sigla, io e la piccola Greta la cantiamo ogni volta che un ape ci ronza intorno!
Ed eccola qui l’Ape Maia  che vive in un campo di fiori, ama la libertà e le regole dell’alveare le vanno un po’ strette. Assieme al suo migliore amico Willy, e a molti altri amici del prato, Alessandro il topo, Kurt lo scarafaggio, Tecla il ragno, Max il lombrico, è sempre alla ricerca di nuove avventure. Spesso le appassionanti situazioni che si trova ad affrontare si complicano e, con l’aiuto del saggio grillo Flip, riesce sempre a trovare una soluzione adeguata. Il suo carattere vivace e curioso unito alla sua grande sete di scoperta la portano a sperimentare avventure sempre nuove e diverse, espolarndo un mondo di bellezze, muovendosi in meravigliosi e avvolgenti paesaggi. Una storia fantastica che ha fatto amare questo importantissimo insetto a tanti di noi.
Ma perché le Api sono così importanti? Le api non si possono addomesticare, eppure da millenni vivono in simbiosi con gli apicoltori, producendo miele, pappa reale, cera, polline e propoli. Inoltre, volando di fiore in fiore, impollinano circa il 70% di tutte le piante al mondo. Le api si nutrono infatti del nettare contenuto nei fiori e sono attratte dai loro colori, profumi e forme. Nei fiori si trova però anche il polline, una “polverina gialla” attraverso la quale le piante si riproducono. Il polline resta attaccato alle api che lo trasportano di pianta in pianta. Si può dire che in cambio del nettare, le api donano al mondo la vita. Frutta, ortaggi, foraggi per animali, piante officinali e diverse colture, come il cotone o la soia, non esisterebbero, senza l’impollinazione effettuata dalle api e da altri insetti. Quindi quando un ape vi ronza intorno, o entra in casa, non uccidetela… lasciatela volare via, aiutatela a liberarsi senza agitarvi: sapete bene che punge solo perché vuole difendersi !

E poi voi rinuncereste a un prodotto buono come il miele? La ciurma dice NO!!! Il miele, prodotto della trasformazione effettuata dalle api del nettare e della melata, è un alimento importantissimo, che andrebbe portato in tavola ogni giorno! E’ composto da zuccheri semplici, facilmente digeribile, contiene  enzimi, vitamine, oligominerali, sostanze antibiotico-simili e sostanze che possono favorire i processi di accrescimento.

I suoi benefici sul nostro corpo sono tantissimo:
– azione decongestionante, calmante della tosse
– aumento della potenza fisica e della resistenza
– azione cardiotropa
– azione protettiva e disintossicante sul fegato
– azione protettiva, stimolante, regolatrice sull’apparato digestivo
– azione diuretica
– azione antianemica

A voi piace il miele? e ai vostri piccoli? Greta ne mangia regolarmente un paio di cucchiai al giorno e naturalmente lo usiamo per dolcificare un po’ di tutto, dal thè, al latte alle spremute! Ma la cosa che piace di più alla ciurma sono i biscottini al miele, buoni in ogni momento della giornata! Le ragazze si divertono moltissimo a prepararli e per una merenda speciale in compagnia di amici, abbiamo voluto preparali a forma di fiorellino. Ho usato la mia semplice frolla #senzaglutine e #senzalattosio con farine naturali, arricchita da tanto buon miele. Che dite? Andiamo a prepararli ?

Ingredienti:

150gr di farina di riso
70gr di maizena
80gr di olio di mais
80gr di miele
1 uovo
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di lievito per dolci S.Martino senza glutine
miele q.b.
zucchero integrale di cocco q.b.
fiocchi di cocco essiccati q.b.

Unite e setacciate le farine insieme al lievito. Lavorate l’uovo con il miele, il pizzico di sale, aggiungete le farine e iniziate a lavorare fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo. Avvolgetelo nella pellicola e lasciate riposare in frigorifero per 30 minuti. Riprendete l’impasto, stendetelo e ritagliate tanti fiorellini con lo stampino. Su metà dei fiori ritagliate anche il centro con un piccolo bicchierino. Ora prendete un fiorellino normale, spalmate con un pochino di miele e adagiate sopra un fiorellino con il buco. Aggiungete al centro un pochino di zucchero integrale di cocco oppure dei fiocchi di cocco essiccati. Infornate a 180° per 15/20 minuti! Fate raffreddare e godetevi questi buonissimi e dolci biscottini al miele!

Crostata fredda con budino alla vaniglia e tartare di pesche e menta senza lattosio senza glutine

Grazie a qualche temporale che ha rinfrescato l’aria, i giorni scorsi ho riacceso dopo tanto il forno! Teglie di biscotti hanno fatto da padrone alle infornate seguite a ruota da qualche torta ( come la Torta soffice al Cioccolato glassata con lamponi e mirtilli e la mia Focaccia dolce di Albicocche) tra le quali la Crostata che vi presento oggi. In dispensa una scatola  di preparato per crostate senza glutine della Cameo mi guardava già da un po’, così ho deciso di provarla: qualche ingrediente in aggiunta ed ecco una semplice frolla pronta in 5 minuti. Come farcirla? Basta marmellata, dovevo trovare un sostituto. Il budino alla vaniglia è uno dei dolci più gustati in questa stagione estiva e che la piccola Greta non solo adora ma che mi aiuta a preparare: proviamo a farcirci la crostata? Devo dire che il risultato è stato fantastico: una crostata fredda golosissima, fresca e leggera! E il tocco delle pesche insieme alla menta ha reso questa torta perfetta come dolce estivo!!!
A voi la ricetta della nostra CROSTATA FREDDA CON BUDINO ALLA VANIGLIA senza lattosio e senza glutine.

Ingredienti:

1 confezione di Preparato per crostate Senza glutine Cameo
100gr di burro senza lattosio
1 uovo

per il budino
500 ml latte soia
3 cucchiai di stevia
3 fogli di colla di pesce
stecca di vaniglia

3 pesche
menta q.b.

Foderate con carta da forno il fondo di una tortiera. Versate in una ciotola la miscela, aggiungete il burro tagliato a pezzetti, e lavorate il tutto con le mani per pochi secondi. Unite l’uovo e lavorate il tutto rapidamente con le mani fino ad ottenere una pasta liscia. Stendetela subito creando un bordo, ricoprite con un foglio di carta forno e versate sopra dei fagioli. Infornate per 30-40 minuti. Nel frattempo ammorbidite i fogli di colla di pesce in acqua fredda. Scaldate il latte in un pentolino, unite i semi di vaniglia, la stevia e la colla di pesce strizzata. Mescolate, versate in una grande ciotola e fate raffreddare.
Togliete dal forno la base e lasciate riposare per dieci minuti prima di sformare il dolce e riempirlo con il budino alla vaniglia. Ora non vi resta che pulire le pesche e tagliarle a tartare insieme a foglie di menta fresca. Ricoprite il dolce con la frutta e mettete in frigorifero almeno 30 minuti prima di servire.

Crostata al profumo di Lavanda con ripieno di Mele e Marmellata di Mele e Lavanda senza lattosio: C’era una volta … La leggenda della Primavera

Nell’aria si sente già profumo di Primavera, sui rami degli alberi si scorgono i primi germogli e nei campi qualche margherita già si vede. Oggi, per la Rubrica C’era una Volta…, voglio condividere con voi una meravigliosa Favola che ho trovato in un bellissimo libro lasciatomi dal mio caro nonno Luigi, anche lui amante della lettura e della natura. Ricordo ancora le giornate passate nel suo orto insieme… ci manca tanto a tutti!
Vi porto con me dentro questa bellissima favola…

LA LEGGENDA DELLA PRIMAVERA

“Era una mattina soleggiata.
La foresta riprendeva vita. Il sole sorgeva imponente su tutto, la neve dello scorso inverno stava scomparendo grazie ai deboli ma tenaci raggi di sole.
Gli animali si svegliavano dal loro letargo. I prati verdi cominciavano a muoversi grazie alla fresche brezza mattutina.
Improvvisamente tutti gli animali scattarono a quel suono: lei si era svegliata.
Tutti si diressero al centro della foresta verde, dove si trovava una caverna.
Da li proveniva un dolce profumo di fiori appena sbocciati e una melodia allegra alleggiava nell’aria.
Poco dopo presero a crescere fiori di ogni genere e colore. Era davvero bellissimo.
Poi da quel buco nella pietra s’intravide una luce, riscaldava l’animo dei nostri giovani amici, i quali si sentivano di nuovo pieni di energie .
Infine si fece vedere. Aveva un vestito lungo e azzurro fino ai piedi, i capelli lunghi e biondi intrecciati con una corona fatta di fiori, le orecchie a punta s’intravedevano appena tra quei fili d’oro, gli occhi verdi ed un bellissimo sorriso.
Intorno a lei volteggiavano milioni di farfalle dai variopinti colori, e graziosissime api e coccinelle.
Mentre usciva da quella caverna, rimasta a riposo, troppo a lungo, danzava. Perché lei era cosi, un animo puro che ballava felice.
Lei rabbrividì leggermente al contatto dei suoi piedi con l’umido terreno della foresta.
Gli animali la guardavano tranquilli. Sapevano perfettamente che quella melodia era prodotta dal suo cuore di fata. Loro non la temevano.
Lei era la vita, il risveglio dopo il lungo ed interminabile sonno della natura.
Colei che faceva sbocciare i fiori, risvegliare dal letargo gli animali, lo scorrere di tutto viene ripreso non appena il suo cuore di fata riprende a battere.
Dopo un po’, si gira verso l’orizzonte e guarda oltre la foresta, lontano da quel luogo, finché lo si sente arrivare: al galoppo, più veloce della luce, allora il sorriso della nostra Fata si allarga sempre più.
Un unicorno bianco, dagli occhi blu ed il corno argentato fa la sua comparsa proprio davanti a lei.
Lei si avvicina cauta, quella creatura è ancora più fragile di lei. Apre la mano e da li appare magicamente un semino che ben presto diventa un pomo d’argento.
Lei s’inchina con eleganza degna di una vera principessa, davanti all’unicorno con il pomo d’argento rivolto verso il muso del cavallo.
Lui dapprima lo annusa con sospetto, poi lentamente lo mangia.
A quel punto lei si alza velocemente e lo accarezza con dolcezza, baciandolo sul muso.
Poi si alza in volo leggiadra come una piuma ed atterra sul cavallo, ad amazzone. Lui non sembra a disagio. Poi con un piccolo colpetto all’unicorno da parte della fanciulla, lui si volta e parte al galoppo, da dove era arrivato.
Mentre sfrecciava via, la melodia della giovane scompariva pian piano, lasciando al suo posto un dolce aroma.
E com’era apparsa, si era volatilizzata.
Gi animali che erano rimasti ad osservare la scena sapevano cosa sarebbe successo da li a poco. La fata, avrebbe passato a cavallo svariati territori, risvegliando la natura con il dolce profumo della vita.
Perché lei, è la Primavera.”
E’ bellissima vero? Un sogno ad occhi aperti, che lascia una dolcezza unica nel cuore. E questa dolcezza io e la mamma l’abbiamo trasformata in un Dolce troppo troppo buono!!! Un abbraccio a tutti, passo la parola al nostro Capitano e vi ricordo che la Rubrica tornerà entro fine mese per la favola che ha scelto la mia sorellina Greta!
ciao SERENA!

Come vi raccontava Serena oggi portiamo in tavola un buonissimo dolce: UNA CROSTATA integrale  al PROFUMO DI LAVANDA, con un RIPIENO DI DOLCI MELE e MARMELLATA DI MELE e LAVANDA, senza lattosio e senza burro! Andiamo subito in cucina a preparare questa delizia!

Ingredienti :

200gr farina per dolci
100gr di farina integrale
120gr di farina di riso
2 uova grandi
110 ml di olio di semi di mais o girasole
200 gr zucchero di canna
1 bustina di lievito per dolci
mezza tazzina di infuso di lavanda
un pizzico di sale
Marmellata di Mele e Lavanda
3 Mele Fuji

In una ciotola unite le farine, le uova, l’olio, lo zucchero, il lievito, il sale e iniziate a lavorare insieme tutti gli ingredienti aggiungendo piano piano l’infuso di lavanda fino ad ottenere un bel panetto omogeneo. Fate una palla, ricoprite con la pellicola e mettete in frigorifero per almeno 30 minuti. Riprendente l’impasto, tiratene via un terzo che rimetterete in frigorifero e iniziate a stendere la restante parte con l’aiuto di farina e di un mattarello. Oliate una teglia, infarinatela e disponete questo primo cerchio che io lascio abbastanza spesso. Lavate, sbucciate e tagliate le mele a fette. Disponetele all’interno e alternate gli strati con la marmellata di mele e lavanda. Riprendete la pasta rimasta in frigorifero, stendetela e ricoprite completamente la crostata, rifinendo bene i bordi.  Con i residui rimasti decorate la superfici, Serena ha fatto un cuoricino e con la forchetta dei decori. Bucherellate la superficie e infornate a 180° per 40/45 minuti circa. Ora non vi resta che far raffreddare, tirare via dalla teglia e godervi una fetta di questa buonissima, leggera e profumata Crostata!

 

Bugie ripiene di Crema pasticcera senza lattosio: C’Era una Volta… La Fuga di Pulcinella …

Per questo Giovedì Grasso abbiamo deciso di dedicare il post alla nostra Rubrica del cuore “C’era una Volta…”. Dopo la bellissima Filastrocca di Greta “CARNEVALE” di Gianni Roderi dove abbiamo preparato delle buonissime Chiacchiere al Cioccolato senza glutine, oggi è il turno di Serena che ha voluto raccontarvi la storia di uno dei personaggi storici del nostro Carnevale: Pulcinella!

untitled-90“C’era una volta… Nel teatrino di legno tante marionette: Arlecchino, Pantalone, Colombina, Brighella… La più irrequieta di tutte era però Pulcinella. Non faceva altro che protestare: il burattinaio non gli assegnava mai la parte che avrebbe preferito, aveva fame e invece gli toccava andare in scena. Ma soprattutto era stufo di essere sempre manovrato da quei fili e di non poter fare quello che voleva.“Un giorno o l’altro” diceva sottovoce ad Arlecchino “taglio la corda.” Ebbene, un giorno – anzi, una sera – riuscì a impadronirsi di un paio di forbici e… zac, zac! Tagliò i fili che lo tenevano prigioniero. Finalmente la libertà!tumblr_inline_mg10dacoqb1qf3dsk
Pulcinella propose ad Arlecchino di fuggire insieme a lui, ma la marionetta dai tanti colori non volle separarsi dalla sua amata Colombina. E quella smorfiosa rifiutò decisamente di unirsi all’avventura!
Perciò Pulcinella fuggì da solo. Saltò coraggiosamente dal palcoscenico del teatrino sulla strada e via, di corsa! Che bello” pensava mentre scappava “non sentirsi più addosso quegli odiosi fili e poter mettere i piedi dove si vuole!”
Presto però cominciarono i guai: i gatti, vedendolo correre nel buio della notte, iniziarono a inseguirlo. Che lo avessero scambiato per un topo? Ma i gatti per una povera marionetta sono davvero grandi!
Il povero Pulcinella, spaventato, cominciò a correre più forte che poteva. Ma non riuscì a staccare i due micioni che si ostinavano a inseguirlo. Fortunatamente a un certo punto si accorse che stava costeggiando il muro di un giardino: svelto, lo scavalcò quando i gatti non avevano ancora svoltato l’angolo ed… era fatta! Pulcinella era in salvo!
images2tv66v2aStanchissimo, si sedette contro il muro e si addormentò. Al mattino, quando si svegliò, scoprì di essere finito in un posto incantato. Intorno a lui solo fiori: tulipani, margherite, rose, viole, gerani… Certo, Pulcinella aveva fame, e non c’era traccia di panini croccanti o di pizze profumate. Ma la marionetta non si perse d’animo: prese un tulipano e lo assaggiò. Beh, non era male. Certo, sarebbe stato meglio avere una brioscina, ma anche il tulipano poteva andare. E poi, lì era così bello!
Pulcinella passò l’estate nel giardino, dormendo sotto una grande magnolia che lo riparava dalla pioggia e nutrendosi di fiori. Ogni tanto gli sarebbe piaciuto riempirsi la pancia di qualcosa di più sostanzioso – un piatto di spaghetti, una bella bistecca… -, ma resisteva: la libertà valeva ben più di questo, e il giardino era così bello!
Poi arrivò l’autunno e le aiuole diventarono spoglie. La povera marionetta non aveva più nulla da mangiare.
“Pazienza” pensò, “aspetterò la primavera!”
Si rannicchiò tra le radici della magnolia e si addormentò, in attesa della neve. “Mamma, mamma! Guarda che cosa ho trovato! Posso portarlo a casa?”
Pulcinella si svegliò di soprassalto: un bambino era inginocchiato accanto a lui e lo accarezzava per liberarlo dalle foglie che l’avevano coperto.pulcinella
Fu così che la marionetta si trovò nella cesta dei giocattoli, in una bella cameretta con le pareti azzurre. C’era un bel calduccio, lì, ed era divertente giocare con il bambino. Ma ancora più divertente era potersene andare a zonzo di notte, quando tutta la casa dormiva. Pulcinella girava per le stanze, mangiava un biscotto che il bambino aveva lasciato nel piatto o una caramella caduta sotto il divano, e ogni tanto, nella bella stagione, usciva  in giardino, per andare a trovare i suoi amati fiori.”

Bella vero? Non la conoscevo ma quando l’ho letta l’ho trovata molto carina e poi piace tantissimo anche a Greta.  In cucina con mamma abbiamo deciso di preparare un piatto tipico del Carnevale: le Bugie ripiene , nel nostro caso di Crema pasticcera. Lascio la parola alla mamma. Io e Greta Vi aspettiamo a Marzo con la nostra Rubrica “C’Era una volta…”

Bugie ripiene di crema pasticcera senza lattosio è la ricetta che vi proponiamo oggi! Facilissime da preparare, in una versione non molto salutare, perché fritte, ma in queste occasioni possiamo anche chiudere un occhio!

Ingredienti per circa 20 bugie:

250gr di farina 00
40gr di zucchero di canna integrale
2 uova
1 cucchiaio di olio
1/2 bustina di lievito
1 cucchiaio di olio
1 bicchierino di liquore (io ho usato l’amaretto)
1 pizzico di sale
olio per friggere
200ml circa di crema pasticcera senza lattosio (qui la ricetta)

In una ciotola mettete la farina, lo zucchero, un pizzico di sale e il lievito. Mescolate il tutto, unite l’uovo, il liquore e l’olio. Impastate il tutto fino ad  ottenere un bel panetto che dividerete in due. Con l’aiuto di altra farina stendete entrami gli impasti cercando di dargli una forma rettangolare e uno spessore non troppo sottile. Su una metà della sfoglia mettete la crema a piccole cucchiaiate distanti tra loro. Ricoprite con la restante sfoglia di pasta e tagliate i bordi con l’aiuto di una rondella formando dei rettangoli ripieni di crema. Sigillate bene i bordi.  Mettete l’olio a friggere e quando è ben caldo immergete le bugie. Fate scolare su carta assorbente e cospargete a piacere di zucchero a velo!

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Buon Giovedì Grasso a tutti!!!

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Biscotti al Profumo di Rosa Canina e gocce di cioccolato … la storia di San Valentino

100x-amore-cuore-in-legno-matrimonio-tavolo-decorQuesto nostro appuntamento mensile con la Rubrica “Bellissime Mamme” cade il giorno prima di San Valentino.
San Valentino, nato a Interamna Nahars, l’attuale Terni, nel 176 d.C. era un vescovo romano che era stato martirizzato.  È considerato il patrono degli innamorati poiché la leggenda narra che egli fu il primo religioso che celebrò l’unione fra un legionario pagano e una giovane cristiana:
Si dice che un giorno San Valentino sentì passare, vicino al suo giardino, due giovani fidanzati che stavano litigando. Allora gli andò incontro con in mano una rosa che regalò loro, pregandoli di riconciliarsi stringendo insieme il gambo della stessa, facendo attenzione a non pungersi e pregando affinché il Signore mantenesse vivo in eterno il loro amore. Qualche tempo dopo la coppia gli chiese la benedizione del loro matrimonio. Quando la storia si diffuse, molti decisero di andare in pellegrinaggio dal vescovo di Terni il 14 di ogni mese, il giorno dedicato alle benedizioni. Poi la data è stata ristretta solo a febbraio, perché in quel giorno del 273 San Valentino morì.
rosa-caninaPer questo meraviglioso giorno ho voluto preparare dei semplicissimi biscotti al profumo di Rosa Canina, senza glutine e senza lattosio, con gocce di cioccolato, in ricordo della rosa donata da San Valentino. La Rosa Canina è un arbusto spinoso, appartenente alla famiglia delle Rosaceae. Già conosciuta al tempo degli Antichi Romani, la rosa canina deve il suo nome a Plinio il Vecchio che curò, dai sintomi della rabbia, un soldato della legione romana morso da un cane infetto, facendogli bere un decotto ricavato dalle radici di questa pianta. Sempre Plinio il Vecchio, poi, utilizzò la rosa canina per altri scopi terapeutici e raccolse in un trattato tutti i suoi utilizzi. Risalgono al Medio Evo erbari medici con la descrizione di vari rimedi naturali a base di rosa canina; per lo più tisane e sciroppi per curare le affezioni delle vie respiratorie, ma anche marmellate e salse utilizzate per preparare dolci tipici di quel periodo storico. Durante la Seconda Guerra mondiale, in Inghilterra, la rosa canina venne utilizzata massivamente, per la preparazione di uno sciroppo da somministrare ai bambini come integratore di vitamina C, al posto delle arance. Ai giorni nostri, si fa largo uso di tisane e infusi a base di rosa canina. E’ proprio con uno di questi infusi che ho voluto profumare i miei biscotti.
Ma prima della ricetta scopriamo le caratteristiche di questo magnifico arbusto:
uid_1555eeef9dd-650-340La rosa canina è ricchissima di vitamina C, tanto che 100 grammi di queste bacche hanno lo stesso contenuto di vitamina C che può avere un chilo di arance. Altre vitamine in essa contenute sono le vitamine A, E, K e alcune del gruppo B. Contiene inoltre, acido folico, flavonoidi, tannini, carotenoidi (tra cui licopene e beta-carotene) e acidi grassi (tra cui acido oleico, palmitico, oleanolico, stearico e linoleico). E’ ricca anche come contenuto di sali minerali, in particolare ferro, zinco, rame, calcio, manganese, boro, sodio, fosforo, potassio e magnesio. Le bacche di rosa canina sono ricche di acqua (75%) e fibre (24%), proteine (7,2%), pectina (5,1%).
Le bacche le trovate in qualsiasi erboristeria. * L’infusione va fatta con acqua calda, ma non bollente, altrimenti si perde in contenuto vitaminico, per almeno 10 minuti. Filtrare e dolcificare a piacere con miele o succo d’agave. Gustare la bevanda calda, per un effetto rilassante, oppure anche fresca, per un effetto rinvigorente.
Non mi resta che lasciarvi la ricetta e augurare a tutti voi un FAVOLOSO SAN VALENTINO!

Ingredienti:

70gr di farina di riso Almaverde
70gr di maizena
70gr di farina di mais per dolci senza glutine
80gr di olio di mais
80gr di zucchero di canna integrale
cioccolato senza glutine e senza lattosio (io ho usato Cioccolato fondente Leoni)
1 uovo
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di lievito per dolci S.Martino senza glutine
infuso di rosa canina*

Preparate l’infuso di rosa canina come descritto sopra* e lasciatelo raffreddare. Tritate il cioccolato grossolanamente e unitelo alle farine setacciate insieme al lievito. Lavorate l’uovo con lo zucchero, il pizzico di sale, aggiungete le farine e iniziate a lavorare. Ora unite un pochino di infuso di rosa canina, fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo. Avvolgetelo nella pellicola e lasciate riposare in frigorifero per 30 minuti.
Stendete l’impasto con l’aiuto di altra farina e ritagliate i vostri biscottini con la formina a cuore. Noi ne abbiamo fatti un po’ a cuore e un po’ a forma di sole.
Infornate a 180° per 10 minuti circa. Spolverate con zucchero a velo a piacere!

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Chiacchiere senza glutine con cioccolato fondente: C’era una volta … il Carnevale!

Questo mese per la Rubrica ” C’era una volta…” coloriamo queste pagine con i colori del Carnevale. Oggi è il turno di Greta che, da bimba piccolina, ha scelto una bellissima filastrocca :

stellefilanti-000-7322CARNEVALE di Gianni Rodari

Viva i coriandoli di Carnevale,
bombe di carta che non fan male!
Van per le strade in gaia compagnia
i guerrieri dell’allegria:
si sparano in faccia risate
scacciapensieri,
si fanno prigionieri
con le stelle filanti colorate.
Non servono infermieri
perché i feriti guariscono
con una caramella.images-55
Guida l’assalto, a passo di tarantella,
il generale in capo Pulcinella.
Cessata la battaglia, tutti a nanna.
Sul guanciale
spicca come una medaglia
un coriandolo di Carnevale.

 

E cosa prepariamo per questo Carnevale 2017? Ho voluto fare un esperimento seguendo una ricetta presa da qui  : le CHIACCHIERE SENZA GLUTINE con farine naturali e, su suggerimento di Greta che le aveva mangiate all’asilo, le abbiamo ricoperte con un po’ di cioccolato fondente. Sono venute buonissime, molto friabili e leggere e il tocco del cioccolato è stata una fantastica idea! Mettiamoci ai fornelli … evviva il Carnevale!

Ingredienti:

200 gr di farina di riso
100 gr di fecola di patate
50 gr di zucchero
2 uova
30 gr di burro
zucchero a velo
Olio di semi

Mescolate in una terrine le due farine con lo zucchero. Aggiungete prima le uova, mescolate e poi unite il burro ammorbidito. Impastate energicamente fino ad ottenere un composto elastico e liscio. Fate una palla, avvolgete nella pellicola e fate riposare in frigorifero per circa 30 minuti. Trascorso il tempo stendete l’impasto in una sfoglia aiutandovi con altra farina di riso e fate dei rettangoli aiutandovi con il taglia biscotti a rondelle. All’interno di ogni rettangolo praticate una incisione central per il verso della lunghezza con l’aiuto della rondella. A questo punto friggete le chiacchiere senza glutine in abbondante olio di semi bollente fino a quando non saranno diventate croccanti e dorato. Scolate le chiacchiere dall’olio in eccesso su un foglio di carta assorbente da cucina e fate raffreddare. Nel frattempo sciogliete il cioccolato fondente e con l’aiuto di un cucchiaino colatelo a ragnatela sopra le chiacchere. Fate raffreddare e … abbuffatevi!!!

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Come potete vedere sono molto molto friabili, si sciolgono in bocca!

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