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Risotto al lardo

La Rubrica del Venerdì “L’Angolino del Papà” oggi vi propone uno dei piatti più buoni in assoluto: il Risotto al Lardo! Un piatto semplicissimo, un risotto cremoso e confortante, pochissimi ingredienti insieme che per magia creano qualcosa di unico e speciale! Vi lascio la ricetta e auguro a tutti voi un SERENO week end!

Ingredienti:

100gr di lardo
320gr di riso vialone nano
1 bustina di zafferano
50gr di raspadura
olio evo q.b.
brodo vegetale q.b.

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Per prima cosa scegliete un buonissimo lardo: io ho comprato un pezzo di lardo del trentino, aromatizzato con erbe… SUPERLATIVO! Tagliatelo a fettine sottilissime e poi a pezzetti. Mettetelo nel tegame insieme al riso e a fuoco bassissimo fatelo sciogliere ed amalgamare al risotto che nel frattempo si tosterà leggermente. Unite ora piano piano il brodo e a metà cottura aggiungete la bustina di zafferano. Portate a cottura, spegnete il fuoco e mantecate il tutto con la raspadura, quel formaggio tipico lodigiano senza lattosio che sapete è sempre presente nella mia cucina e nei miei piatti. Il risotto è pronto e, come potete leggere, non c’è nessun grasso aggiunto!

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Scaloppine di Pollo allo Zafferano e Nergi: l’unione fa la forza

La mia principessa più grande ha iniziato il suo nuovo percorso scolastico: la scuola Media e lo ha fatto, come sempre, con lo spirito giusto e io ne sono tanto felice, specialmente dopo gli anni “particolari” delle elementari. E’ molto brava a scuola, gli piace studiare, imparare cose nuove, farle fare i compiti non è mai stato un problema, insomma da lei sempre grandi soddisfazioni. L’unico difetto, se così si può chiamare, è che è troppo, troppo, troppo emotiva e spesso insicura,  vive le cose al 100%, anche se non la riguardano personalmente e questo, negli anni passati, le ha fatto vivere momenti spiacevoli. Così, dopo una lunga chiacchierata, abbiamo deciso di affrontare le cose insieme, perché L’UNIONE FA LA FORZA e oggi più di ieri, grazie anche al suo nuovo orario scolastico, passeremo più tempo insieme da sole prima dell’arrivo della piccola Greta!  Così, mentre prima pranzavo spesso sola con la nonna e ci arrangiavamo con un piattino di pasta e qualche insalata,  oggi siamo in tre a sederci a tavola e bisogna preparare qualcosa di buono, confortante e gustoso per il rientro da scuola della mia Serena! Come sapete la mia ciurma mangia praticamente tutto e si diverte ad assaggiare abbinamenti e piatti nuovi. Ieri per pranzo un secondo di carne un po’ particolare: delle tenere SCALOPPINE di POLLO aromatizzate allo ZAFFERANO e accompagnate dalla dolcezza del NERGI, di cui ve ne ho parlato i giorni scorsi qui. Adoro abbinare la carne a frutta e verdura, il mio arrosto alle mele è uno dei piatti preferiti dalle bimbe, insieme allo spinacino con mele e carciofi e al mio pollo con le prugne (che vi posterò a breve). Così ho pensato di arricchire delle semplici scaloppine con questo nuovo frutto di bosco, dal gusto dolce e unico, che ha resto questo secondo piatto veramente SPECIALE. Serena, che è la più critica di tutta la ciurma, lo ha apprezzato tantissimo: questo sapore agrodolce l’ha conquistata immediatamente! Non mi resta che lasciarvi la ricetta!

Ingredienti per 4 persone:

8 filetti di pollo
farina di riso q.b.
1 bustina di zafferano
1 bicchiere di vino bianco secco
12 nergi (1 vaschetta)
1 limone bio
menta fresca
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.

20160909_103243Passate i filetti di pollo nella farina. In una padella antiaderente versate due cucchiai di olio evo, fate scaldare e poi aggiungete le scaloppine. Rosolatele a fiamma media in entrambi i lati, sfumate con il vino bianco, mettete il coperchio e fate cuocere per qualche minuto. Aggiustate di sale e pepe e aggiungete lo zafferano sciolto in un cucchiaio di acqua calda o brodo vegetale. Quando la carne è cotta togliete dalla padella e tenete da parte. Nella stessa padella, con tutto il condimento rimasto, aggiungete i Nergi, la scorza del limone grattugiata, un pochino del succo e la menta fresca. Fate saltare un paio di minuti. Rimettete le scaloppine nella padella e fate insaporire il tutto. Servite con una spolverata di pepe.

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Lo Zafferano

La spezia di questo mese di Ottobre è il nostro amato Zafferano. Il crocus sativus, o zafferano, è una pianta della famiglia delle Iridaceae, coltivata in Asia Minore e in molti paesi del Mediterraneo, e in Italia nella regione Marche, Umbria, Abruzzo, Toscana e Sardegna. Da questa pianta nasce un bel fiore il cui colore varia dal lilla chiaro al viola purpureo. All’interno della sua corolla si trovano, al termine di un filamento bianco, 3 stimmi di colore rosso vivo, e proprio da questi ultimi si ricava lo zafferano. La parola zafferano deriva dalla parola latina safranum, che a sua volta deriva dall’arabo zaʻfarān , che significa GIALLO.

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Sin dall’antichità lo zafferano era considerato una spezia preziosa: in oriente si regalava per augurare vita lunga, prospera e tanta felicità; veniva utilizzato per dipingere gli abiti dei re Assiri, le scarpe dei re Babilonesi e le spose dell’antica Roma dipingevano il loro velo nuziale; Cleopatra , regina d’Egitto, colorava la sua pelle per dare un colore dorato; il dio Hermes lo utilizzava come spezia afrodisiaca.
Da sempre utilizzato in cucina, lo zafferano è simbolo di ricchezza : nel Medioevo 500gr di zafferano valevano quanto un cavallo. Ancora oggi per produrre un Kg di zafferano è necessario raccogliere circa 150.000 fiori e ci vogliono circa 500 ore di lavoro.

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Oltre a regalare ai piatti bontà e sapore, lo zafferano ha il grande pregio di non apportare grassi e di avere grandi proprietà benefiche:
Super antiossidante, combatte radicali liberi e protegge dall’invecchiamento
Favorisce la digestione e la riattivazione del metabolismo
Siamo entrati nell’autunno, ma grazie a questa meravigliosa spezia, le nostre tavole questo mese di coloreranno di giallo oro e, come diceva Archestrato, cuoco e poeta greco, un pizzico di zafferano rende un piatto “degno delle divinità immortali”!

Muffin salati con zafferano, senape nera e rosmarino

Un sabato fantastico: sole, aria fresca di primavera e per pranzo mio fratello con la mia piccola nipotina Victoria!
Alla fine uno può dire e pensare quello che vuole, ma la famiglia è la cosa più bella e importante al mondo. Vic, con quel suo faccino da mordere, sempre sorridente, 9 mesi di adorabile bambina: mangia e dorme, cosa volere di più?
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Ditemi voi se non è bella! Da mangiare! E come noi, anche mio fratello e mia cognata hanno fatto una FEMMINA!
Il trio delle bambole!
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Oggi quindi un pranzo dedicato a loro: un buffet di antipasti dove, accanto ad affettati, formaggi e marmellate, ho voluto preparare non il solito pane, ma bensì questi profumatissimi muffin salati, arricchiti da spezie e erbe!
Morbidissimi, gustosissimi e colorati! Seguiti da una pastasciutta e da un fresco gelato con macedonia!

Ecco la ricetta dei muffin, auguro a tutti un magico week end!

Ingredienti:

300gr di farina 00
1 cucchiaio di semi di senape nera
1 cucchiaino di sale
2 cucchiai di rosmarino tritato
1 cucchiaio di nocciole tritate
1 bustina di zafferano
1 uovo
180 ml di latte di soia

In una ciotola unite gli ingredienti secchi: farina, semi di senape, sale, rosmarino, nocciole e zafferano.

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In un’altra unite invece l’uovo e il latte e mescolate bene il tutto.

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Unite i due composti, mescolate e, dopo aver leggermente unto gli stampini dei muffin, versate il composto.

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Infornate a 180° per 20 minuti circa.
Ottimi serviti leggermente tiepidi e perfetti nel cestino da pic nic!

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Ciumbia che risott: Risotto alla milanese con ossobuco

A diesen la canzon la nass a Napuli
e francament g’han minga tutti i tort
Surriento, Margellina tucc’i popoli
i avran cantà on milion de volt
mi speri che se offendera nissun
se parlom un cicin anca de num

O mia bela Madunina che te brillet de lontan
tuta d’ora e piscinina, ti te dominet Milan
sota a ti se viv la vita, se sta mai coi man in man
canten tucc “lontan de Napoli se moeur”
ma po’ i vegnen chi a Milan

Ades ghè la canzon de Roma magica
de Nina er Cupolone e Rugantin
se sbaten in del tever, roba tragica
esageren, me par on cicinin
Sperem che vegna minga la mania
de metes a cantà “Milano mia”

O mia bela Madunina che te brillet de lontan
tuta d’ora e piscinina, ti te dominet Milan
sota a ti se viv la vita, se sta mai coi man in man
canten tucc “lontan de Napoli se moeur”
ma po’ i vegnen chi a Milan

Si vegni senza paura, num ve songaremm la man
tucc el mond a l’è paes e semm d’accord
ma Milan, l’è on gran Milan!

E’ proprio vero, Milano è Milano. Nata e cresciuta nella sua vicina periferia, il mio cuore, ora che sono lontana, è sempre là. Fin da ragazzina, passavo i miei pomeriggi tra piazza Duomo e San Babila, tra via Torino e i Navigli. Non dimentichiamo il Castello Sforzesco … Brera, con il suo gran fascino. Non dimentichiamoci le viettine della vecchia Milano … sì, lo ammetto, ne sono profondamente innamorata.
Cerco di tornarci ogni 15 giorni, poi in estate i navigli diventano la nostra meta del sabato sera: passeggiata con le bimbe, un happy hours con i fiocchi, un gelato e via a casa carichi di vita!
Così ieri sera, ho voluto omaggiare la mia città natale, preparando uno dei piatti tipici di Milano e dell’intera Lombardia: Il risotto allo zafferano nella sua versione originale con l’oss bus, ovvero l’ossobuco. Il risotto più classico, che riscalda il cuore e illumina con il suo colore le nostre tavole in ogni stagione, arricchito dall’ossobuco di vitello, semplice da preparare e gustosissimo, fin dal ‘700 considerato il piatto dei ricchi.
Come sapete, non amo il burro e cerco di evitarlo più possibile, anche nella mantecatura del risotto, quindi invece di burro e parmigiano, ho usato solo la raspadura, tipico formaggio lodigiano, che rende cremoso e all’onda il risotto.

Ingredienti per 4 persone:

4 ossobuchi di vitello
1 scalogno
1 carota
1 bicchiere di vino bianco
Brodo vegetale
Concentrato di pomodoro
Sale
Rosmarino
350gr di risotto carnaroli
1 bustina di buon zafferano
Olio evo
Raspadura

In un tegame con due cucchiai di olio mettete a soffriggere lo scalogno, la carota e il rosmarino tritato.

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Passate gli ossibuchi nella farina e poi aggiungeteli nel tegame al soffritto, facendoli dorare bene da entrambi i lati.

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Sfumate con il vino e una volta evaporato aggiungete il concentrato di pomodoro diluito in un bicchiere di brodo vegetale. Aggiustate di sale e coprite con un coperchio lasciando cuocere per almeno due ore a fuoco basso. Se dovesse servire, aggiungete del brodo.

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Per il risotto procedete nel modo classico, facendo tostare il riso in una pentola con dell’olio.

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Aggiungete mano mano il brodo vegetale sino a cottura.

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Qualche minuto prima unite lo zafferano, portate a cottura e poi spegnete il fuoco mantecando con il formaggio.

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Servite il vostro risotto cremoso su un piatto piano, adagiatevi sopra l’ossobuco e il suo sughetto.

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Ci vuole un po’ di pazienza per prepararlo, come ogni piatto della tradizione, ma vi assicuro che sarete ripagati e come si dice a Milan: Ciumbia che risott!

Risottino giallo al cavolfiore

Le bimbe, affacciate alla finestre, attendono con trepidazione la “famosa” nevicata di cui non fanno altro che parlare i telegiornali. Per ora solo un leggero nevischio, ma la magia che porta con sé questo evento meteorologico già è nell’aria, come una splendida poesia, e Serena, la più grande, spera di svegliarsi domani mattina e trovare tutto ricoperto di un bianco candido e splendente!

Nevica

Sopra i tetti, sulle strade
piano piano, lieve lieve
cade giù la bianca neve.
Danza, scherza, su nell’aria,
si rincorre, si riprende
e poi lenta lenta scende.
Come candida farfalla
che è già stanca del suo volo
si riposa sopra il suolo
ed in breve lo ricopre
d’un uguale bianco manto:
sembra tutto un dolce incanto. (P. Guarnieri)

Non disperate se domani mattina le strade sono bloccate, non sentitevi “prigionieri”, coprite bene i vostri bimbi e con loro tornate fanciulli giocando con la neve e ritrovando quell’innocenza e quella gioia che offrono le piccole cose che la vita frenetica di tutti i giorni ci fa dimenticare.
La gioia delle mie bimbe ha creato una bellissima atmosfera in casa, così ho pensato di coccolarle con uno dei loro piatti preferiti e secondo me perfetto per una serata in attesa della neve: un caldo e cremoso risotto!

Ingredienti:

280gr riso integrale
1 bustina zafferano
1 porro
½ cavolfiore
Brodo vegetale
Raspadüra
Olio evo
Sale

Preparate il brodo vegetale e ai soliti ingredienti come carota, zucchina, cipolla e patata unite il cavolfiore.
Filtratelo dalle verdure e rimettete dentro il cavolfiore, che avrà lasciato già il suo sapore nel brodo.
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In una casseruola mettete il porro a soffriggere con due cucchiai di olio evo.

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Aggiungete il riso e fatelo tostare leggermente.

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Unite il brodo piano piano sino a cottura.

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Ricordate che il riso integrale richiede una cottura più prolungata e non contiene amido, quindi il trucco per renderlo cremoso sta nella mantecatura. A 5 minuti dalla cottura aggiungete il cavolfiore e mescolate bene, vedrete che si disferà incorporandosi perfettamente con il risotto.

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Aggiungete per ultimo lo zafferano.

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Spegnete la fiamma e mantecate il risotto con la raspadüra (questo è il mio trucchetto per creare la famosa onda senza usare altri grassi come il burro).

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Mescolate bene il tutto e servite ben caldo con una leggera spolverata di parmigiano e gustatevi questo risotto salutare, leggero e gustosissimo, ideale per una calda cena in famiglia!

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