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Torta con farina di castagne, pere cotogne e rum senza glutine e senza lattosio

Per questo Venerdì in compagnia della Rubrica “L’Angolino del Papà” portiamo in tavola un dolce sorprendente, soffice, rustico, veramente buonissimo! La mia amica Lia mi ha omaggiato di meravigliose Pere Cotogne, un frutto eccezionale, che ho utilizzato per preparare questa profumatissima Torta senza glutine e senza lattosio con farina di castagne e un buon bicchierino di Rum! Ci spostiamo in cambusa, recuperiamo tutti gli ingredienti e poi via in cucina!

Ingredienti:

3 Pere cotogne
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaio di burro senza lattosio
1 cucchiaio di zucchero
100gr di zucchero di canna
400gr di farina di castagne
400ml di latte di riso
3 uova
120gr di burro senza lattosio
1 bicchierino di Rum
1 bustina di lievito per dolci senza glutine

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Pulite le pere cotogne, tagliatele a pezzetti e mettetele in un pentolino con un cucchiaio di burro, la cannella, e un po’ di zucchero. Fatele ammorbidire e insaporire ed eventualmente aggiungete un pochino di acqua. Fate raffreddare. In una ciotola lavorate a crema le uova con lo zucchero, unite il latte tiepido, il burro ammorbidito e il rum: mescolate bene il tutto. Aggiungete la farina e le pere cotogne, lavorate bene il composto e versate il tutto in uno stampo ricoperto da carta forno.
Infornate a 170° per circa 50/60 minuti facendo la prova stecchino.

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La vostra torta è pronta: una vera delizia!

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C’era una volta .. “La bella Addormentata del Bosco” e la sua Ciambella con Ribes e More

Dopo l’interruzione delle Vacanze di Natale, eccoci ancora qui per ritornare insieme nel Magico Mondo delle Favole, con la nostra Rubrica “C’Era una Volta…”. Oggi Serena ha scelto per Voi la romantica favola di Rosaspina, meglio conosciuta come “La Bella Addormentata nel bosco”.

C’era una volta, in un paese lontano, un re di nome Stefano e la sua regina. Dopo molti anni finalmente la regina rimase incinta e nacque una bambina che chiamarono Aurora, come la dea del mattino, perché riempiva di sole la loro vita. Organizzaro una grande festa per festeggiare la sua nascita e tra gli invitati c’era Re Umberto insieme al suo giovane figlio, il principe Filippo. I due re volevano unire i loro Paesi facendo sposare i lori figli e così quel giorno annuciarono il fidanzamento della principessa Aurora con il principe Filippo.
Alla festa c’erano anche le tre fate buone che si avvicinarono alla culla per offrire i loro doni alla principessa Aurora. “Piccola principessa, il mio dono sarà la bellezza” disse Flora, mentre la sua bacchetta spruzzava scintille di polvere fatata. “Piccola principessa, il mio dono sarà una voce dolcissima” disse Fauna.

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Ma mentre la terza fata, Serena, stava per offrire il suo dono di felicità, comparve in mezzo alla sala Malefica ,la strega cattiva, molto arrabbiata per non essere stata invitata ai festeggiamenti.

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Alzò le braccia e annunciò: “Anch’io farò un dono alla bambina. La principessa Aurora crescerà in grazia e bellezza, amata da tutti quelli che la conoscono. Ma prima che cali il sole sul giorno del suo sedicesimo compleanno, si pungerà un dito con il fuso di un arcolaio… e morirà!” e con la sua potente magia si circondò di fiamme e scomparve in una nuvola di fumo. Serena, che non aveva ancora offerto il suo dono, agitò la sua bacchetta e disse: “Re e regina non disperate! Benché non abbia il potere di annullare questa terribile maledizione, posso essere d’aiuto. Dolce principessa, un fuso ti pungerà il dito, ma non morrai; ti addormenterai e dormirai fino a quando non riceverai il primo bacio d’amore!” Re Stefano ordinò che lo stesso giorno tutti i fusi e gli arcolai del reame venissero bruciati e prepararono un grande rogo nel cortile. Le tre fate però avevano ancora paura, così dopo aver convinto il re e la regina decisero di nascondere la piccola: l’avrebbero portata a vivere in mezzo alla foresta e si sarebbero tutte travestite da contadine dando un nuovo nome alla principessa: Rosaspina Malefica cercò di trovare la ragazza negli anni successivo ma non ci riuscì mai perché le tre fate promisero di vivere come mortali e non usare mai la magia, ne l timore che , se lo avessero fatto, Malefica avrebbe potuto scoprirle . Arrivò il l giorno del sedicesimo compleanno della principessa e le tre fate decisero di farle una sorpresa: la mandarono a raccogliere bacche nel bosco mentre loro preparavano una torta e un vestito nuovo.

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Ma la torta e il vestito riuscirono proprio male così disperate presero senza pensarci le loro bacchette magiche che proiettarono raggi di magia per tutta la stanza e crearono una meravigliosa torta e un bellissimo vestito. Sfortunatamente, le scintille colorate salirono su per il camino e il corvo di Malefica, le vide e volò subito dalla sua padrona per dirle che aveva scoperto il nascondiglio delle fate. Nel frattempo il principe Filippo stava cacciando in mezzo al bosco e trovò Rosaspina che danzava e cantava con le animali. I due, dopo aver cantato insieme

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si accorsero di essersi innamorati ma la principessa doveva andare così disse al principe : “Vieni questa sera alla capanna nella foresta. Sarò là con le mie zie.” E scappò verso casa per raccontare a Flora, Fauna e Serena del suo incontro con un meraviglioso cacciatore. Ma quando arrivò le fate le dissero: “Mia cara, tu sei in realtà la principessa Aurora” cominciò Flora. “E stanotte ti riporteremo a tuo padre, il re Stefano. Devi dimenticare quel cacciatore. Non fa per te.” Triste la fanciulla lasciò la capanna e con le fate ritornò al castello dove su subito accompagnata nella sua stanza. “Lasciamola sola per un po’” disse Flora chiudendo la porta dietro di sé. “Povera cara”.
I due Re , Stefano e Umberto , che tavano festeggiando il ritorno della principessa,

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e brindando al futuro matrimonio furono interrotti dall’arrivo del principe Filippo “Padre, ho appena incontrato la ragazza che sposerò. Non la principessa Aurora, ma una contadinella.” Re Umberto s’infuriò e supplico il figlio, ma Filippo voleva sposare la fanciulla che amava e in sella al suo cavallo partì per incontrare Rosaspina nella capanna del bosco.
Intanto Rosaspina, sotto incantesimo di Malefica, segunedo una dolce voce venne condotta in una stanza segreta. Lì c’era un arcolaio, l’unico rimasto in tutto il Paese. “Cosa sarà mai?” disse Aurora. La voce le ordinò: “Tocca il fuso!” e Aurora tese la mano verso il fuso e si punse il dito. Immediatamente cadde al suolo svenuta e addormentata .

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Le tre fate la trasportarono in una meravigliosa stanza e con la magia addormentaroso tutti nel palazzo. Poi volarono via a cercare il principe Filippo, perché solo lui avrebbe potuto svegliare la principessa. Filippo venne catturato da Malefica appena arrivò nella capanna e su catturato e imprigionato nel castello della steega cattiva che gli rivelò che la sua contadinella non era altro che la principessa Aurora ormai addormentata per sempre nel castello che poteva essere svegliata solo dal suo bacio d’amore. Le tre fate riuscirono a liberare Filippo e dopo avergli dato uno scudo magico della Virtù e la Spada della Verità lo accompagnarono al castello che era circondato da una foresta di rovi, mente Malefica, trasformata in un drago che sputava fuoco, era di guardia .

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La spada magica del principe volò diritta al cuore del drago e lo uccise e lui corse a baciare la sua principessa che si svegliò dal suo sonno incantato e assieme a lei anche tutti gli abitanti del regno.

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Aurora e Filippo iniziarono a danzare felici … molto presto si sarebbero sposati e avrebbero vissuto per sempre felici e contenti!”

Quanto è bella questa favola e ci fa capire che l’amore è capace di sconfiggere ogni cosa e i veri e buoni sentimenti vincono sempre. Essere invidiosi e cattivi, come Malefica, alla fine non porta a niente! Passo la penna alla mamma, che vi spiega la ricetta che abbiamo scelto: buonissima! Ci vediamo a Marzo con un altra favola…

ciao Serena

IMMAGINI PRESE DAL WEB

Naturalmente non potevamo che preparare un dolce e, visto che Rosaspina stava raccogliendo bacche nel bosco quando ha incontrato Filippo, abbiamo pensato a una torta con tanti frutti di bosco. Ma ci voleva una torta rustica, preparata in campagna, con mani contadine, semplice e buona: una ciambella. Ribes e more sono perfetti insieme… ecco quindi la ricetta della Ciambella di Rosaspina!

Ingredienti:

300gr di farina di riso Almaverde
100gr di fecola di patate
120ml di olio di semi
200ml di latte di soia
200gr di zucchero di canna
1 bustina di lievito per dolci senza glutine S.Martino
4 uova
250gr di ribes rossi
100gr di more

Con una frusta lavorate lo zucchero con le uova fino a ottenere una crema. Aggiungete le farine setacciate e continuate a mescolare unendo piano piano il latte e l’olio. Aggiungete il lievito per dolci e lavorate sino a quando il composto non è ben amalgamato e senza grumi. Ungete e infarinate uno stampo da ciambella, versate il composto e poi a caso i ribes e le more precedentemente lavati e asciugati. Durante la cottura scenderanno piano piano all’interno della ciambella. Infornate in forno preriscaldato a 180° per 30/35 minuti, fate sempre la prova stecchino. Attendete che la ciambella si sia raffreddata e poi togliete delicatamente dallo stampo. Spolverata a piacere con zucchero a velo e decorate con qualche ribes e mora.

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Bellissima, profumata e soffice, morbida e succosa, senza burro, senza latte, senza glutine…insomma adatta proprio a tutti!

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Vi lasciamo una fettina di torta

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e vi aspettiamo a Marzo con un’altra meravigliosa favola!

Manu & Serena

 

Torta alle Mele con farina di Castagne e Timo: come sorprendere un bambino!

Mesi fa in questo articolo “Diventare Grandi a tavola “ , vi avevo parlato di come fosse importante educare, in base all’eta, i bambini ad una sana alimentazione. Questo non è facile, me ne rendo conto da mamma: sappiamo tutti quanto i bambini possano essere abitudinari, diffidenti e poco inclini alla sperimentazione, soprattutto a tavola. Tuttavia, come vi dico spesso, coinvolgerli fin da piccoli nelle attività in cucina è un ottimo modo per vincere alcune resistenze. Se diventano attivi nella preparazione del cibo, della spesa tutto diventa più semplice e loro sono più disponibile ad accettare e quindi assaggiare qualcosa alla cui creazione hanno partecipato. Può non essere facile, ma mai demordere e farsi prendere dalla fretta dei primi “No” ricevuti:  usate tanta fantasia ma non nascondete il cibo in strane preparazioni, il bimbo potrebbe percepirlo come “questo cibo non è buono, è poco appetibile” . Inoltre fate in modo che i piatti siano belli, che i cibi siano ben distinguibili fra loro, i bimbi non sopportano di vedere nel piatto tante cose troppo vicine le une alle altre, ad esempio il pezzo di prosciutto immerso nel sugo delle carote saltate in padella (vedi piatti delle mense scolastiche). Cercate sempre di essere sinceri e fidatevi del loro senso dell’appetito: non fatevi prendere dal panico se non mangiano, se hanno fame, i bimbi mangiano! Vedrete che piano piano la loro diffidenza si trasformerà in curiosità. Vi dico tutto questo per esperienza personale, prima con Serena(tutt’ora la “schittignosa” e difficile di casa) e ora con la piccola Greta. Tutta questa premessa perché? Settimana scorsa la mia amica Maria mi ha portato dalla montagna un sacchetto pieno di castagne: che bontà! Chiacchierando proprio con Serena mentre le stavamo preparando le dicevo che volevo fare una torta con la farina di castagne: “no mamma, che schifo, se fai quella roba appiccicosa che hai preparato l’anno scorso io non te la mangio”!
Si riferiva al mio adorato castagnaccio, di cui io sono estremamente golosa e che lo scorso inverno ho mangiato praticamente tutto io perché alla ciurma non piace!
Ah si?! Un capitano non si arrende mai, e così ho preso dalla dispensa la farina di castagne, le belle mele del nonno, un po’ di timo dal mio piccolo angolo di erbe aromatiche e mi sono messa subito all’opera per preparare LA TORTA di mele con farina di castagne e timo!
A parte un quarto che ho “regalato” alla mia amica Gloria, che come me adora le castagne, il resto della torta l’hanno praticamente mangiata tutta loro, la mia ciurma: tè vist che sorpresa! Bene, ho rifatto questa torta già due volte su esplicita richiesta della Signorina Serena, il vero capociurma di questa nave!
Profumatissima, soffice e morbida, succosa, ogni boccone si scioglie in bocca, leggera e semplice da fare, senza glutine e senza lattosio: che volete di più? Provatela! Il viaggio continua, la favola non è finita!

Ingredienti:
usate come dosatore un bicchiere di yogurt da 125ml

1 bicchiere di yogurt di soia
3 bicchieri di farina di castagne
1 bicchiere di zucchero di canna
1 bicchiere di olio Carapelli ai semi e cereali
1 cucchiaio di miele al timo
3 uova
3 mele annurca
1 bustina di lievito senza glutine
1 cucchiaino di timo fresco

In una ciotola unite lo yogurt, la farina, lo zucchero, l’olio, il miele, le uova, e il timo fresco. Mescolate bene sino ad ottenere un composto morbido e senza grumi, aggiungete le mele a fettine sottili e il lievito. Mescolate incorporando bene tutti gli ingredienti e versate il tutto in una tortiera precedentemente unta.

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 Infornate a 180° per 45 minuti circa.
Voilà, la torta è pronta.

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Un profumo meravigliosa avrà riempito la vostra cucina… attendete che si raffreddi bene e poi servite con una spolverata di zucchero a velo a piacere!

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Ideale come dolce dopo cena e per merenda!

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Buona vero???

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Con questa ricetta partecipo al Contest “Ricette d’Autunno” del blog C’è Crisi C’è Crisi

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Torta cioccolato bianco e barbabietola: come l’aspetto inganna!

Ieri sera è stato bellissimo: tutti a tavola a mangiare la frutta, quando arrivo io con questa meravigliosa torta. “Uao, la mamma ha fatto il dolce!” esclama Serena. “Che torta! Sembra morbidissima. Cosa c’è dentro?” chiede Mauro. Greta, va diritta al punto “Mamma, me totta cioccolato”. Eh si, perché l’aspetto inganna, sembra proprio una torta al cioccolato. Così ad ognuno la sua fetta, che viene divorata in un batter d’occhio e mentre io mi siedo a gustare il primo morso, mi chiedono subito il bis. Morbida? siiii, da sciogliersi in bocca, e il gusto della barbabietola si sente leggermente alla fine, con quella nota dolciastra che rimane in bocca insieme al pezzettino di cioccolato bianco. Una vera libidine e poi è senza glutine e senza lattosio, quindi la mia torta!
Li osservo gustare questa delizia e scoppio a ridere… “è fatta con la barbabietola!” esclamo. Greta, ancora piccina, mi sorride e raccoglie felice le ultime briciole dalla tovaglia; Mauro e Serena invece si guardano silenziosi e poi si rivolgono a me all’unisono: “Scherzi”? Eh no cari miei, perché insieme a farina di riso e uova, nell’impasto c’è una bella barbabietola gigante!
E così l’ostilità verso questo ortaggio ormai è completamente sparita in casa e, nonostante a me piacesse molto, sono felice di aver sperimentato in queste settimane, modi diversi per portarla in tavola e gustarla al meglio. Cara barbabietola hai lasciato tutti senza parole e mi hai permesso di dare una sfumatura nuova alla nostra Favola in tavola!

Ingredienti:

300gr di barbabietola cotta
1 uovo
50ml di olio di semi
75ml di latte di riso
100gr di zucchero di canna
70gr di gocce di cioccolato bianco
200gr di farina di riso
1 bustina di lievito senza glutine

Prima di iniziare volevo condividere con voi la scoperta di questo lievito senza glutine

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Frullate le barbabietole e lasciate da parte. In una ciotola montate l’uovo con lo zucchero, unite la farina ,il lievito, olio e latte e mescolate bene. Aggiungete la barbabietola e il cioccolato bianco. Amalgamate il tutto e versatelo in uno stampo a cerniera precedentemente foderato di carta forno.

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Infornate a 180° per 25 minuti circa, fate la prova stecchino.
Sfornate, fate raffreddare e poi servite con una spolverata di zucchero a velo!

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E’ ottima anche il giorno dopo a colazione, con un bel cucchiaio di marmellata non troppo dolce, come quella di kiwi (trovate qui la ricetta).

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Torta d’Avena con Albiccocche: nuove farine tra le mani

Il problema dell’intolleranza al glutine mi ha aperto gli occhi su un mondo a me sconosciuto. Mai avrei immaginato l’enorme quantità di alimenti con glutine, mai avrei pensato che anche una semplice fetta di prosciutto avrebbe potuto darmi fastidio. Visto che la curiosità non mi manca, tantomeno la voglia di sperimentare in cucina, in questo ultimo periodo ho divorato libri, sfogliato riviste, navigato in internet e parlato con tanta gente proprio su questo argomento. Così, il mio carrello della spesa e la mia dispensa si sono riempiti di prodotti nuovi, la mia attenzione sugli alimenti si è triplicata e la lettura delle etichette è ancora più precisa! Principalmente i prodotti “nuovi” sono farine, cereali e qualche pacco di pasta. Niente di già pronto, come non acquisto merendine “normali” non lo faccio neanche in questo caso. Per gli insaccati, il macellaio del paese accanto ha prodotti senza glutine, quindi piuttosto delle classiche vaschette, compro al momento in caso mi venga voglia di prosciutto crudo e della mia adorata bresaola. Poi c’è internet: ti permette di comprare prodotti che nei classici supermercati non troveresti e nelle farmacie e negozi specializzati hanno prezzi esorbitanti (sono rimasta a bocca aperta nel vedere cosa potrebbe spendere una famiglia con persone celiache). Questi siti on-line di acquisto hanno sempre delle buone offerte e proprio in uno di questi, su consiglio di un’amica celiaca, ho acquistato una farina d’avena senza glutine marchio finlandese “Provena” e dei fiocchi di avena Muesli senza glutine marchio Rosies. Qualche matura albicocca del babbo, uniamo il tutto e il risultato è stato fenomenale e inaspettato: una torta soffice e morbida, come la versione classica, buonissima e profumata!

Ingredienti:

200gr di farina d’avena senza glutine Provena
50gr di fiocchi muesli di avena Rosies
100gr di farina di riso
120gr di zucchero di canna
15 gr di cremor tartaro
8gr di bicarbonato
1 bicchiere di latte di riso
100gr di burro vegetale
6 albicocche

In una ciotola unite la farina d’avena, quella di riso, i fiocchi muesli, lo zucchero e mescolate gli ingredienti. Aggiungete il cremor tartaro e il bicarbonato che avrete prima miscelato insieme, mescolate il tutto e unite il latte di riso e il burro sciolto, incorporando bene gli ingredienti. Unite 3 albicocche tagliate a pezzettini e mescolate tutto sino ad ottenere un impasto molto morbido (eventualmente aggiungete altro latte se dovesse essere troppo asciutto).

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Versate il composto in una teglia precedentemente imburrata e infarinata, decorate la superficie con le fette delle albicocche rimaste, spolverizza con zucchero di canna e infornate a 180° per 45 minuti circa (fate sempre prova stecchino).

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Fate raffreddare, togliete dallo stampo e spolverizzate a piacere con zucchero a velo!!
La nostra colazione di stamattina, una fetta a testa: mamma capitano contenta e ciurma soddisfatta!

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Il resto … a merenda!!!