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Risotto al lardo

La Rubrica del Venerdì “L’Angolino del Papà” oggi vi propone uno dei piatti più buoni in assoluto: il Risotto al Lardo! Un piatto semplicissimo, un risotto cremoso e confortante, pochissimi ingredienti insieme che per magia creano qualcosa di unico e speciale! Vi lascio la ricetta e auguro a tutti voi un SERENO week end!

Ingredienti:

100gr di lardo
320gr di riso vialone nano
1 bustina di zafferano
50gr di raspadura
olio evo q.b.
brodo vegetale q.b.

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Per prima cosa scegliete un buonissimo lardo: io ho comprato un pezzo di lardo del trentino, aromatizzato con erbe… SUPERLATIVO! Tagliatelo a fettine sottilissime e poi a pezzetti. Mettetelo nel tegame insieme al riso e a fuoco bassissimo fatelo sciogliere ed amalgamare al risotto che nel frattempo si tosterà leggermente. Unite ora piano piano il brodo e a metà cottura aggiungete la bustina di zafferano. Portate a cottura, spegnete il fuoco e mantecate il tutto con la raspadura, quel formaggio tipico lodigiano senza lattosio che sapete è sempre presente nella mia cucina e nei miei piatti. Il risotto è pronto e, come potete leggere, non c’è nessun grasso aggiunto!

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Risotto con Zucchine, Fiori di Zucchina e Gorgonzola

Oggi la Rubrica del VenerdìL’Angolino del papà” vi propone un primo piatto gustosissimo con prodotti eccellenti e di stagione: un Risotto ai Fiori di Zucchina e gorgonzola. 20140713_191245Finalmente l’orto ci regala delle delizie come i Fiori di Zucchina, che oltre ad essere molto belli, si prestano benissimo in cucina per tantissime ricette. Vi ricordo che sono verdure poco caloriche, povere di carboidrati, con un alto contenuto di ferro e di vitamine del gruppo A in particolare il carotenoide al quale si deve la colorazione gialla. La ciurma li adora e appena disponibili, sia dall’orto di casa che in commercio, li porto in tavola. Tante ricette vi ho già presentato in passato, dai Fiori ripieni al Forno, al risotto con calamari, alla pizza, alla pasta, nelle crostate e nelle torte salate. Oggi li abbiniamo a uno dei formaggi più amati dall’eroe di casa e da tutta la ciurma: il gorgonzola! La Latteria di Cameri , di cui vi ho già parlato qui, mi ha omaggiato, per il progetto QUI DA NOI a cui aderisce, di alcuni meravigliosi formaggi. 20160519_120503Tra questi il GORGONZOLA DOLCE DOP, extra cremoso, dal sapore leggermente dolce-pungente, prodotto con latte vaccino intero proveniente dagli allevamenti dei soci della Latteria ubicati in provincia di Novara. Un prodotto eccezionale di altissima qualità! Guardate quanto è cremoso: meraviglioso spalmato su una fetta di pane caldo, eccezionale abbinato semplicemente alla pera con del buon miele e strepitoso aggiunto in questo risotto che vi propongo oggi! Bene, non ci resta che indossare il grembiule e armarci di mestolo e di tanto amore… in cucina!

Ingredienti per 4 persone:

320gr di riso carnaroli
1 zucchina grande
12 fiori di zucchina
200gr di Gorgonzola Dolce Dop Latteria di Cameri
1/2 bicchiere di vino bianco
brodo vegetale q.b.
parmigiano q.b.
olio evo q.b.
pepe q.b.

Lavate i fiori di zucchina, togliete il picciolo e fateli asciugare su carta assorbente. Lavate e tagliate a cubetti la zucchina. In una larga casseruola mettete tre cucchiai di olio e fate tostare il riso con la zucchina a cubetti, sfumate con il vino e fate evaporare. Aggiungete ora il brodo piano piano, aspettando ogni volta che venga assorbito. Portate a cottura finale e quando è al dente, aggiungete il gorgonzola a pezzetti e i fiori di zucchina.

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Mescolate il tutto, spegnete la fiamma e mantecate con qualche cucchiaio di parmigiano. Spolverate con una generosa macinata di pepe e servite!

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Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (fri)Day!

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Risotto con finocchi, mascarpone e noce moscata: i bambini e il terrorismo

“Mamma è stato ancora l’ISIS? Ora verranno anche qui in Italia?”
La paura aumenta sempre più, dopo Parigi, ora anche Istanbul e la domanda è proprio quella: QUANDO TOCCHERA’ A NOI?
“I terroristi, i kamikaze, non ci ammazzano soltanto per il gusto d’ammazzarci. Ci ammazzano per piegarci. Per intimidirci, stancarci, scoraggiarci, ricattarci. Il loro scopo non è riempire i cimiteri. Non è distruggere i nostri grattacieli, le nostre Torri di Pisa, le nostre Tour Eiffel, le nostre cattedrali, i nostri David di Michelangelo. È distruggere la nostra anima, le nostre idee, i nostri sentimenti, i nostri sogni.”
(Oriana Fallaci)
Queste parole oggi sono più vere che mai, la Grande Oriana ne parlava già dopo l’attentato del 11 settembre: loro sono qui già da tempo, in mezzo a noi, padroni della nostra terra.
E dunque.. cosa rispondo a Serena? come glielo spiego? quali sono le parole giuste per “raccontargli” quello che sta accadendo nel Mondo? come le  giustifico i timori e le preoccupazioni quando si trova lontano da noi? come fargli  capire chi è realmente il cattivo, senza generalizzare con conseguenti atteggiamenti sbagliati magari nel compagno di classe mussulmano? Perchè il nemico, proprio come diceva la Fallaci, ” è un nemico che a colpo d’occhio non sembra un nemico. Senza la barba, vestito all’occidentale, e secondo i suoi complici in buona o in malafede perfettamente-inserito-nel-nostro-sistema-sociale. Cioè col permesso di soggiorno. Con l’automobile. Con la famiglia.” 
E’ stata una cena “particolare” ieri, dove questo è stato l’argomento principale: i fatti recenti oramai sono sulla bocca anche dei bambini, che ne parlano a scuola tra loro. Chi ha già il permesso di usare internet trova ogni genere di informazione in rete, spesso sbagliata e molto pericolosa. E proprio qui che entriamo in gioco noi genitori: così ieri con molta calma, abbiamo spiegato a Serena cos’è l’Isis e che non si parla di guerra ma di terrorismo, che  deve stare tranquilla perché i grandi del Mondo stanno facendo di tutto per fermare questo gruppo di persone. Tante altre domande sono state fatte e tante altre risposte sono state date .. ma non finirà qui..  tante ne arriveranno, lei cresce e ha bisogno di sapere!
Ad accompagnare questa importante “discussione” in tavola c’era un semplice e gustoso risotto, un piatto confortante che ha reso meno pesante l’atmosfera. Finocchi, mascarpone, senza lattosio, e noce moscata hanno abbracciato i chicchi di riso, rendendo questo piatto speciale, senza glutine, morbido, cremoso e delicato: assolutamente da provare!

Ingredienti:

320gr di riso carnaroli
1 finocchio
4 cucchiai di mascarpone senza lattosio
1/2 bicchiere di vino bianco fermo
brodo vegetale
olio evo q.b.
sale q.b.
noce moscata q.b.
pepe q.b.

Fate tostare il riso in un tegame con due cucchiai di olio, sfumate con il vino bianco e una volta evaporato e asciugato bene iniziate ad aggiungere brodo. Pulite il finocchio tenendo da parte la barbetta, tagliatelo a cubetti e unitelo a metà cottura al riso. Continuate ad aggiungere brodo, sempre aspettando che il liquido sia completamente assorbito, e portate a cottura lasciandolo morbido, ancora leggermente brodoso. Spegnete la fiamma e aggiungete il mascarpone, utilizzando come se fosse il burro per la mantecatura. Assaggiate e regolate di sale e pepe e aggiungete poi una generosa grattugiata di noce moscata. Servite decorando con la barbetta del finocchio, che io adoro, e a piacere ancora una spolverata di noce moscata.

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Se questa spezia non vi piace, potete ometterla, anche se onestamente trovo si sposi benissimo con il finocchio, che come ben sapete uso tantissimo in cucina, nei primi piatti in particolare : Spaghetti integrali con finocchi al limone e briciole croccanti, Rigatoni risottati ai finocchi e arancia, Tagliatelle di barbabietole con crema di finocchi e porri e gli Spaghetti con crema di yogurt alla curcuma e finocchi.

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Bon apetit!

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Risotto alla Zucca con Radicchio e Caciocavallo: mamma che freddo!

Inverno

“Le nuvole sono nere,
Quanta pioggia vien dal cielo!
Ecco adesso viene l’inverno
con la neve e con il gelo.
Brr! che freddo ci sarà!
Che altro mai ci porterà?
Con le buone e dolci arance,
mandarini e mandarance.
Poi la festa di Natale
e alla fine il Carnevale.
Spogli ha i rami l’alberello
e il nonnino infreddolito
resta accanto al fuocherello.
Gli animali della terra
dormon tutti nella tana ,
ma io corro sulla neve
chè i vestiti son di lana!”

E’ arrivato il freddo: giubbotti più pesanti insieme a guanti, cappelli e sciarpe hanno preso posto sull’attaccapanni di casa. In fin dei conti manca un mese a Natale, le previsioni annunciano tanta neve, per la gioia dei piccoli e un pochino meno di noi grandi. Greta tutte le mattine corre alla finestra con la speranza di ritrovarsi davanti un meraviglioso panorama bianco,  tutto coperto di neve scintillante: “Mamma, perché non nevica? io voglio fare Olaf!” Nonostante abbia solo 3 anni e mezzo si ricorda ancora il pupazzo fatto l’anno scorso “Quest’anno però lo facciamo più piccolo papà, così posso abbracciarlo”. La sua dolcezza infinita è unica, riesce a trasformare giornate iniziate male semplicemente con un sorriso, in meravigliosi momenti di vita. E questa dolcezza riesce a metterla in ogni cosa che fa: adoro cucinare con lei, le sue piccole manine che mi aiutano a tagliare le verdure o girare il sugo e  la sua dolce bocca che brama per assaggiare subito il piatto. Lei adora cucinare i primi piatti, pasta e riso di ogni genere e il risotto con la zucca è uno dei suoi  preferiti: quel colore acceso arancione gli piace tantissimo, lei ama i piatti colorati, pieni di vita! Così, visto il freddo improvviso, abbiamo deciso di coccolarci proprio con questo piatto, in una versione nuova con radicchio e caciocavallo: una vera bontà!!!

Andiamo in cambusa e mettiamoci al lavoro, grembiule e attrezzi sono pronti: SI CUCINA!

Ingredienti per 4 persone:

320gr di Riso Carnaroli
200gr di zucca pulita
1 radicchio piccolo
150r di Caciocavallo
1/2 cipolla
olio evo q.b.
brodo vegetale q.b.
1 cucchiaino di curcuma
sale e pepe q.b.

Pulite la zucca e tagliatela a cubetti piccoli. In una casseruola con due cucchiai di olio fate rosolare la cipolla tritata, unite il riso e fate tostare. Aggiungete la zucca e piano piano il brodo bollente, lasciando asciugare tra un’aggiunta e l’altra e mescolando spesso. A metà cottura unite il radicchio precedentemente lavato e tritato. Mescolate e portate a cottura. Nel frattempo grattugiate il caciocavallo e tenete da parte. Quando il riso è pronto, spegnete la fiamma, unite il formaggio e mantecate il tutto.

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Verdure di stagione in tavola, in un primo piatto magnifico, buono, cremoso e caldo, che piacerà anche ai Vostri bimbi: non spaventatevi per la presenza del radicchio, vi assicuro che è un risotto divino!

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Qualcuno di voi si chiederà come è possibile che io possa mangiare questo piatto, visto che il Caciocavallo è un formaggio che contiene lattosio, anche in percentuale bassissima. Sono sincera, ogni tanto mi concedo qualche piatto “con”, come li chiamo io, per abituare il corpo a tutti gli alimenti. Naturalmente lo faccio su consiglio di un medico, quindi per chi di voi fosse intollerante o avesse disturbi alimentari, appoggiatevi sempre ad una persona competente! Tornando alla mia intolleranza, ultimamente mi concedo qualche strappo in più grazie a Lactease e a questo nuovo prodotto messo in commercio: Lactease integratore alimentare di enzima lattasi, piccole compresse con lo scopo di idrolizzare il lattosio ingerito con il cibo e  trasformarlo in due zuccheri semplici, facilmente digeribili: glucosio e galattosio. In questo modo favorisce il processo digestivo del lattosio, ed evita che raggiunga il colon dove verrebbe fermentato dai batteri intestinali, contrastando la formazione di gas nell’intestino e prevenendo quindi l’insorgenza di eventuali disturbi gastrointestinali. Per chi avesse anche bimbi in casa con questo problema esiste anche la versione Lactease Junior. Oramai sono abituata a eliminare il lattosio dalla mia alimentazione, ma spesso privare anche al ciurma non mi va, quindi questo prodotto mi è e mi sarà molto d’aiuto!

 

Risotto alla birra con Cotechino e Raspadura: non solo per i papà!

Lo so, il Venerdì è il giorno dei nostri eroi di casa, i papà e della Rubrica dedicata a loro “L’Angolino del Papà”. Si presuppone che le ricette che Vi propongo in questa giornata siano ESCLUSIVAMENTE dedicate a loro, ma oggi voglio fare uno strappo alla regola: il primo piatto di oggi è fantastico, buonissimo, gustoso e, se ai vostri bimbi piace il cotechino tanto quanto piace alla mia ciurma, è perfetto per tutti. Ecco allora questo delizioso RISOTTO, sfumato con una buona birra e con Cotechino nostrano, dalla cascina alla nostra tavola, e mantecato con la mia amata Raspadura lodigiana. Un piatto ricco, completo, senza glutine e senza lattosio, cremoso al punto giusto, senza grassi e di una bontà sorprendente! Provare per credere!

Ingredienti per 4 persone:

320gr di Riso Carnaroli
1/2 cipolla dorata
2 bicchieri di birra Daura (senza glutine)
300gr di Cotechino nostrano (senza glutine) già cotto
200gr di Raspadura
brodo vegetale q.b.
olio evo q.b.
sale q.b.

Per prima cosa cuocete il Cotechino: io ne ho preso uno nostrano qui in Cascina, con l’aiuto di uno stuzzicadenti bucatelo delicatamente sulla pelle e fatto cuocere in acqua fredda per 2 ore circa.

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Prendete la dose che vi serve, tagliatela a pezzetti e tenete da parte.
In una casseruola con due cucchiai di olio evo fate rosolare la cipolla tritata finemente, unite poi il riso e fate tostare. Sfumate con la birra e fate evaporare mescolando bene. Io naturalmente ho usato la Daura, una birra senza glutine.  Aggiungete ora piano piano il brodo, mescolando spesso e facendolo assorbire bene prima di aggiungerne altro. Quando il riso è al dente unite il cotechino, amalgamate bene il tutto e portate a cottura. Spegnete il fuoco e unite il formaggio raspadura, che sostituirà perfettamente il burro nella mantecatura del riso, rendendolo ugualmente cremoso e molto più leggero!

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Non vi resta che portare in tavola e …  Buon appetito!

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Risotto al taleggio profumato al rosmarino e limone

Ieri sera per cena non avevo molta voglia di mettermi ai fornelli, in frigorifero poco e niente, questa è stata una settimana abbastanza tosta, quindi non ho avuto molto tempo per andare a fare la spesa. Poi, miracolosamente, Mauro è rientrato prima del solito dal lavoro e ha deciso di passare dal nostro formaggiaio a prendere qualche formaggio per il week end. Nella borsa un buonissimo pezzo di taleggio.
Il taleggio, insieme al gorgonzola, è uno dei nostri formaggi a pasta molle preferiti. Avendo un elevato valore energetico e calorico non lo compro molto spesso, anche perché dal banco del formaggiaio arriverebbe subito sulla nostra tavola senza passare dal frigorifero, proprio com’è accaduto ieri sera.
Le origini di questo formaggio sono antichissime e la provenienza è la Val Taleggio in provincia di Bergamo. Il nome è comunque recente e risale solo agli inizi del XX secolo, quando i casari dell’omonima valle sentirono la necessità di distinguere i loro pregiati formaggi dalla produzione proveniente da altre zone. Fino ad allora il Taleggio veniva comunemente chiamato “Stracchino”. Il termine generico di stracchino ha una sua originale derivazione: sembra, infatti, che sia da collegarsi con la voce dialettale lombarda “stracch” (stanco, affaticato), riferita alle condizioni di particolare stress delle mandrie di lattifere giunte in pianura dopo il lungo periodo di permanenza in alpeggio. Da tali animali, benché provati dal lungo tragitto, si riusciva ugualmente a ottenere un formaggio, che i locali chiamavano appunto Stracchino.
La crosta è morbida e sottile, di colore bruno chiaro rosato, spesso con macchie di muffa grigiastra. La pasta presenta una caratteristica doppia consistenza: è molle, leggermente filante e di colore giallo paglierino nel sottocrosta, mentre appare più compatta, friabile e di colore bianco all’interno. Il profumo è aromatico e quasi pungente nelle forme più mature. Il sapore è dolce, delicato, tendente all’acidulo o leggermente piccante nelle forme più stagionate.
Lo uso spesso per accompagnare la polenta (uno sballo!) oppure, come in questo caso, per un cremosissimo risotto. L’abbinamento con l’aroma del rosmarino e la freschezza del limone è spettacolare! Poche parole, vi presento la ricetta.

Ingredienti per 4 persone

300gr di risotto carnaroli
2 rametti di rosmarino
1 bicchiere di vino bianco
200gr di taleggio Caseificio Croce
60gr di raspadura o parmigiano grattugiato
Olio evo
Brodo vegetale
Buccia grattugiata di un limone

In un tegame con due cucchiai di olio evo fate rosolare il rosmarino che avrete tritato.

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Aggiungete poi il riso che farete tostare per qualche minuto.

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Sfumate con un bicchiere di vino bianco secco e lasciate evaporare.

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A questo punto continuate la cottura unendo piano piano il brodo, mi raccomando fate sempre assorbire bene prima di aggiungerne altro. Mescolate spesso.

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A cottura, spegnete il fuoco e aggiungete prima il taleggio a pezzetti facendolo sciogliere e amalgamandolo bene al riso e poi mantecate con la raspadura, nel mio caso, oppure con del parmigiano grattugiato.

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Servite ben caldo con una grattugiata di buccia di limone bio e … deliziate il vostro palato con questo gustosissimo risotto!

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Risotto al rosmarino con zucca e pecorino

Il Sole oggi è ancora con noi e ci riscalda il cuore, oltre ad asciugare velocemente tutto il bucato! Con l’umore alle stelle ho vestito Greta e appena Serena è tornata a casa da scuola siamo andate a fare merenda con un buon gelato artigianale dal mio amico Giulio. Nonostante alle 17 la temperatura fosse scesa di qualche grado, stare fuori era ancora piacevole e una bella passeggiata chiacchierando con le mie principesse ha reso questa giornata meravigliosa.
La giornata doveva concludersi con qualcosa di caldo, familiare, coccoloso: cosa c’è di meglio di un cremoso risotto? In frigorifero l’ultima, forse, fetta di zucca della stagione mi guarda … perfetta con la sua dolcezza per la cena di stasera: un cremoso risotto alla zucca, profumato di rosmarino e con un tocco di salato dato dal pecorino.
Una ricetta da favola!

Ingredienti:

400gr di riso vialone nano
400gr di zucca a cubetti
2 rametti di rosmarino fresco
1 scalogno
1,5 lt di brodo vegetale
1 bicchiere di vino
60gr di pecorino romano
Olio evo
Sale e pepe q.b.

In una casseruola mettete lo scalogno tritato con l’olio e un rametto di rosmarino.

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Fate appassire a fuoco dolce e poi aggiungete la zucca a pezzetti. Lasciate cuocere per almeno 20 minuti, sino a quando la zucca non si taglia.

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A questo punto, togliete il rosmarino che avrà già insaporito la zucca e aggiungete il riso.

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Fate tostare e poi sfumate con il vino bianco.

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Aggiungete piano piano il brodo portando a cottura.

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Quando il riso è pronto, spegnete il fuoco, aggiungete dei rametti di rosmarino, mantecate con il pecorino romano e servite ben caldo.

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Non ho usato il burro per la mantecatura, perché la zucca sfaldandosi in cottura ha reso già di per se il riso cremoso.
Io ho gustato questo profumatissimo risotto con i miei tre amori, che rappresentano il cibo per la mia anima!