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Chitarrone alla Palina: #girodeiprimi in SICILIA

sicilia-map-gastronomiaLa Cucina Siciliana è tra le cucine regionali in Italia quella più legata alla storia e alla cultura del proprio territorio. Piatti prelibati e ricchi di sapori del Mediterraneo, con accenni e ricordi della cucina greca ma anche dei sapori speziati tipici della cucina nord africana. Ogni provincia della Sicilia annovera piatti tipici che caratterizzano non solo le abitudini alimentari ma anche le tradizioni di ogni singola città. Ed è la cucina con la quale sono cresciuta, quella ricca di sapori genuini, la cucina della terra di mio papà. Questo mese, per il Contest #girodeiprimi di Pasta di Canossa in collaborazoine con La Melagrana, andiamo proprio nella mia terra, in questa meravigliosa Isola , LA SICILIA! Il patrimonio gastronomico siciliano è tra i più ricchi d’Italia: è la terra del pistacchio di Bronte, del cioccolato di Modica e di tanti altri ingredienti pregiatissimi, con i quali si preparano piatti deliziosi, tramandati di generazione in generazione. Gli ingredienti principali sono soprattutto vegetali o marini , la carne è utilizzata di rado, e per lo più in forma di frattaglie. I piatti sono impreziositi dalle erbe aromatiche che crescono in abbondanza: basilico, prezzemolo, menta, alloro, rosmarino, salvia, cipolle selvatiche e finocchietto selvatico, insieme a gelsomino, pinoli, uva passa, pangrattato tostato, scorza d’arancia, succo di limone, ecc. Molto utilizzate sono le mandorle, nocciole e pistacchi. Un posto di rilevo occupa la cosiddetta “gastronomia da strada” in vendita in bancarelle o chioschi per strada possiamo trovare  pane e panelle, pane con frattaglie, stigghiole, verdure fritte in pastella, arancine e chi più ne ha più ne metta.  Al centro del pasto c’è la pasta e non dimentichiamo il pane. Per questa Tappa, Pasta di Canossa ci ha dato ha disposizione i suoi CHITARRONI, un formato di pasta eccezionale. La Pasta di Canossa, come già vi ho raccontato nelle altre tappe, è una pasta di semolato trafilata al bronzo, che grazie alla particolare lavorazione e alla scelta del grano, ha un alto valore di proteine e di fibre alimentari che la rendono digeribile e saporita. La ricetta che ho scelto per questa tappa è una delle mie preferite ed alla quale sono molto legata: PASTA ALLA PALINA, ricetta tipica Palermitana, città Natale di mio papà! E’ una rivisitazione più povera della classica pasta con le sarde, è un piatto  tradizionale che si tramanda da generazioni  nelle famiglie palermitane e dove ognuna  ha apportato numerose variazioni, inventando e correggendo secondo i propri gusti, aggiungendo o togliendo questo o quell’altro ingrediente, creandone così svariate versioni. Il nome di questa pasta è da attribuire ai frati paolini: i frati appartenenti a quest’ordine, chiamati paolini, in dialetto “palini”, avevano la regola della povertà e il divieto assoluto di mangiare la carne e i suoi derivati, e fu così che il povero fraticello cuciniere, che in qualche modo doveva sfamare i confratelli, pensò bene di arrangiare questo piatto, ispirandosi alla pasta con le sarde, insaporendolo con spezie al posto dei finocchietti. Un piatto povero dove la carne era solo un miraggio, ma dove l’accostamento degli ingredienti coi loro profumi, diedero vita ad un nuovo piatto battezzato da subito” pasta palina”. Non mi resta che lasciarvi questa semplice ricetta, facile e profumata, che rappresenta al meglio la mia cucina!

Ingredienti per 4 persone:

400gr di Pasta Chitarrone Canossa
600gr di passata di pomodoro
1 spicchio d’aglio
10 sarde (io ho usato quelle fresche ma vanno bene anche quelle salate)
1 pizzico di cannella
1 chiodo di garofano
basilico q.b.
sale e pepe q.b.
olio evo q.b.
mollica abbrustolita q.b.

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In una padella fate rosolare lo spicchio d’aglio schiacciato con mezzo bicchiere di olio evo.  Aggiungete le sarde, precedentemente pulite e lavate. Pestatele con l’aiuto di un cucchiaio riducendole in poltiglia e lasciatele sciogliere a fuoco lento. Unite la salsa, la cannella, il chiodo di garofano ridotto in polvere, il basilico e aggiustate di sale e pepe. Cuocete a fuoco lento.  Nel frattempo cuocete la pasta, che scolerete al dente e farete saltare nella padella del sugo per qualche minuto amalgamando bene il tutto. Servite con tanto sugo e a piacere una spolverata di mollica abbrustolita o, in siciliano,  “muddica  atturrata” , che darà al piatto quella nota croccante unica e speciale!

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Con questa ricetta partecipo al contest “#girodeiprimi indetto da La Melagrana Food Creative Idea e Pasta di canossa

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Panelle con crema di Pancetta e Rosmarino: uniamo NORD e SUD

Settimana lunga e impegnativa, ma eccoci qui come sempre al nostro appuntamento del Venerdì “L’Angolino del Papà”. Qualche giorno fa abbiamo riguardato le foto delle Vacanze estive appena trascorse: la mia amata Sicilia, quel mare, quei colori, quel caldo sole… e quei profumi magnifici di BUONO!! Immediatamente in noi la voglia di assaggiare i piatti più buoni e tradizionali di questa splendida Terra del sud, quelli a cui siamo più legati. Così su espressa richiesta del consorte sono corsa in Cambusa, per preparare uno dei suoi (anzi di tutta la ciurma) piatti preferiti: LE PANELLE! Le panelle sono il tipico CIBO DA STRADA di  Palermo , la città nativa di mio papà. Non sono altro che frittelle di farina di ceci, semplicissime da preparare, molto gustose e sfiziose, che solitamente vengono servita all’interno della classica Mafalda, pane tipico siciliano, con sale e limone a piacere.

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Come dice Papà, sono lo spuntino del Palermitano doc! Le panelle vengono preparate con farina di ceci, acqua e prezzemolo. La farina viene sciolta in acqua salata e viene girata con un mestolo fino a farla diventare una pasta cremosa, poi viene stesa su un piano, tagliata e poi fritta. La ricetta di oggi è esattamente quella originale, l’unica differenza è che ho voluto accompagnare queste deliziose frittatine con una crema di pancetta, o lardo, e rosmarino, un po’ come si usa in Romagna con le tigelle con la cunza (un battuto di lardo, rosmarino e aglio). Un mix tra NORD e SUD che vi lascerà senza parole!!!

Ingredienti per 4:

150gr farina di ceci
400ml di acqua
1 cucchiaio di prezzemolo
sale q.b.
olio per friggere q.b.
100gr di pancetta dolce
1 rametto di rosmarino

Diluite la farina di ceci in un pentolino con l’acqua e 1 cucchiaino di sale, girando con una frusta. Fate ispessire su fuoco medio, mescolando con un cucchiaio di legno e cuocete l’impasto finchè si raggruma. Unite il prezzemolo e versate il tutto su un tagliere oleato. Stendetelo in uno strato da 1/2 come, fate raffreddare e tagliatelo a rettangoli.
Frullate la pancetta con gli aghi di rosmarino ottenendo una crema. Scaldate l’olio in una grande padella e friggete le panelle per 10 minuti, girandole a metà cottura. Fate scolare su carta assorbente e servite in tavola con la crema.

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Sono un fantastico aperitivo da portare in tavola e se decidete di friggerle in anticipo potete tranquillamente scaldarne in forno qualche minuto e poi servirle.

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Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Fri(day)

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e regalo questa ricetta al Contest di Pentagrammi di Farina ” Le Personalità in Cucina” nella categoria “La Tradizionalista Terrone”

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Calzone Siciliano a modo mio: torna la Rubrica del Venerdì “L’Angolino del Papà”

Un progetto al quale sono molto legata ma che purtroppo nei mesi scorsi ho dovuto “parcheggiare” per i mille impegni familiari..  la Rubrica “L’Angolino del Papà” torna di nuovo a solcare i nostri mari insieme alla ciurma, e lo fa con una Ricetta tutta dedicata al MIO PAPA’, un piatto della sua terra, la Sicilia:  il CALZONE CON SCAROLA E PEPERONCINO, presentato in una versione integrale, senza l’uovo nel ripieno ma con  l’aggiunta della SALSICCIA e del CACIOCAVALLO. L’indivia riccia o liscia è una verdura invernale molto amata nel sud d’Italia dove viene preparata in molti modi, oltre che lessata e servita “all’agro” con olio e limone o consumata cruda. A Palermo è conosciuta con il nome di scarola e rappresenta ingrediente importante per tantissime ricette. I prossimi giorni vi proporrò anche la PASTA CA’ SCAROLA, ricetta tipica della tradizione siciliana.

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Il Caciocavallo è senza alcun dubbio, fra i piu’ antichi e tipici formaggi a pasta filata dell’Italia Meridionale e della Sicilia. Della sua produzione ne accennava gia’ Ippocrate, nel 500 a.C., discorrendo dell’arte usata dai greci nel preparare il ”Cacio”.
Ma oggi, questa meravigliosa insalata insieme alla salsiccia e a questo straordinario formaggio  sarà il ripieno, con l’aggiunta di altri ingredienti tipici dell’isola come pinoli, passolina (uvetta), origano e peperoncino, di una buonissimo calzone, preparato con farine integrali, ricche di fibre.

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Un piatto unico, ricco e gustoso, dai mille sapori che sorprendentemente ha conquistato anche Serena, sempre diffidente dei piatti con “insalata”!
Non mi resta che lasciarVi la ricetta e ricordarVi l’appuntamento a Venerdì prossimo!

Ingredienti per 4 calzoni piccoli o uno grande come il mio:

400gr di farina integrale Frumenta
200gr di farina tipo 1 Frumenta
12gr di lievito di birra
350ml circa di acqua tiepida
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaio di olio evo
600gr di scarola
300gr di salsiccia magra
200gr di caciocavallo (oppure provola)
50gr di pinoli
50gr di uvetta
peperoncino e origano
sale q.b.
olio evo q.b.

Preparate l’impasto unendo le due farine sul tavola da lavoro insieme al sale e aggiungete piano piano l’acqua dove avrete fatto sciogliere il lievito insieme allo zucchero. Lavorate tutti gli ingredienti, aggiungete l’olio e continuate ad impastare fino ad ottenere una pasta liscia e compatta, ancora un pochino umida. Raccogliete il panetto in una ciotola, coprite con la pellicola e lasciate lievitare sino al raddoppio del volume in un luogo tiepido e lontano da correnti.
Nel frattempo pulite la scarola, mettetela in un tegame con due cucchiai di olio evo e fate cuocere a fuoco medio: noterete subito che perderà di volume, come tutte le insalate cotte. Fate asciugare bene la sua acqua e poi aggiungete la salsiccia sbriciolata, fate insaporire il tutto, aggiustate di sale e unite una punta di peperoncino.
Fate cuocere sino a quando la salsiccia non è ben cotta, unite a questo punto i pinoli e l’uvetta passa ben strizzata, assaggiate, aggiustate di sale se necessita e spegnete la fiamma. Tagliate il caciocavallo a pezzetti.
Riprendete l’impasto e stendetelo dando una forma rotonda su un piano infarinato, versate al centro il ripieno, aggiungete altro peperoncino a piacere, origano e il pezzetti di formaggio.

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Chiudete a calzone e sigillate bene i bordi. Spennellate la superficie con olio evo, spolverate con origano e peperoncino, disponete su una placca da forno rivestita da carta forno e fate lievitare ancora per mezz’ora.

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Infornate a 200° per 20/25 minuti.

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Servite subito, ancora caldo!

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Un mix di sapori unico

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Questa ricetta la voglio regalare alle mie amiche PENTAGRAMMI DI FARINA e partecipare al loro fortissimo Contest “Le personalità in cucina” nella categoria LA TRADIZIONALISTA TERRONA (risultato del test…ma non avevo dubbi)

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Pasta con i Cavolfiori alla Palermitana: “pasta chi vrocculi arriminati”

Ieri avevo voglia di “casa” e così ho condotto la nave sulla costa Siciliana… esattamente a Palermo, città nativa del mio papà, dove ancora oggi si trova parte della nostra famiglia, tra zii e cugini vari, per portare in tavola un piatto della mia infanzia: la Pasta chi vrocculi arriminati. Per prima cosa c’è da dire che a Palermo chiamano broccolo ciò che noi conosciamo come Cavolfiore. Il termine “arriminato” vuol semplicemente dire mescolato, infatti questo condimento è molto cremoso ed avvolge perfettamente la pasta scelta. In base alla provincia poi questo piatto, come molti altri, subisce delle variazioni, dall’uso dello zafferano a quello del concentrato di pomodoro, ma gli ingredienti di base sono sempre gli stessi: cavolfiore, uvetta, pinoli, cipolla e sarde. La versione che vi propongo è quella della mia famiglia, una pasta che da piccolina mangiavo sempre a casa e che ora preparo spesso alla ciurma.
Il viaggio è ripreso, rotta verso Nord… quale favola portiamo in tavola i prossimi giorni?

Ingredienti per 4 persone:

320gr di pasta maccheroni (o altra a scelta… per me senza 80gr senza glutine)
1 cavolfiore bianco medio
1 cipolla
4 sarde salate
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
50gr di passolina (uva passa)
50gr di pinoli
Olio extravergine d’olive
Sale e pepe q.b.
100gr pangrattato senza glutine Coop

Per prima cosa mettete la passolina in ammollo in un pochino di acqua tiepida. Poi lessate il broccolo senza buttare l’acqua di cottura dove cuocerete la pasta. In un tegame fate soffriggere la cipolla tritata finemente, aggiungete le sarde schiacciandole con un cucchiaio sino a ridurle in poltiglia. Unite ora l’uvetta strizzata e i pinoli e fate insaporire il sugo per qualche minuto a fiamma bassa. A questo punto aggiungete il broccolo lessato, il concentrato di pomodoro e un paio di cucchiai di acqua di cottura del broccolo. Aggiustate di sale e pepe e iniziate a mescolare (arriminate) con un cucchiaio di legno per qualche minuto, amalgamando bene tutti gli ingredienti. Lessate la pasta nell’acqua del broccolo, scolatela al dente e unitela al sugo facendola saltare bene in padella in modo che raccolga bene il condimento.

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A parte preparate la “muddica atturata” (ve ne avevo già parlato qui): fate abbrustolire (senza bruciare) il pangrattato con un cucchiaio di olio in una padella, quando prende un bel colore dorato è pronto.
Ora non vi resta che servire la pasta e spolverare con la muddica, che nonna chiamava formaggio povero!

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Spitini di carne alla Palermitana: sognando le prossime vacanze!

Si avvicina il Natale, lo so, ma il pensiero fisso della Ciurma sono le prossime vacanze estive. Non aver visto il mare quest’anno e non aver fatto giorni di vacanza (a parte i pochi a Londra in Aprile) è stata una dura prova per tutti noi, specialmente per le bimbe. Quello che ci è mancato più di tutti è stato il mare e il suo mondo fatto di spiagge, di calette e di fondali meravigliosi. Invece di parlare dei regali da chiedere a Santa Lucia e Babbo Natale, le piccole ricordano le ultime vacanze in Sicilia, il mare meraviglioso, l’aria buona e in particolare il buon cibo, dai piatti di pesce a quelli di carne, dal pane buonissimo ai nostri amati arancini. Si pensa già alla prossima estate, il ritorno in quella terra a noi tanto cara dove ritroviamo serenità e pace, dove ci sentiamo a casa. Così l’altra sera ho pensato di portare a tavola un piatto palermitano (Palermo, città nativa di mio papà) sfizioso che le bimbe gustano sempre molto volentieri e che da sempre è presente sulla tavola di casa: gli spitini di carne, o semplicemente spiedini. A Palermo il ripieno tradizionale è composto da pangrattato, caciocavallo, uva passa, pinoli e cipolla. Cosa sono? sono delle fettine di carne sottilissime, tipo carpaccio, riempite con la farcia che vi ho descritto prima, fatte su a fagottino e infilzate negli stuzzicadenti alternando con foglie di alloro. La cottura può essere fatta sulla brace, in padella, come nel mio caso, o anche in forno!
Un piatto golosissimo, leggero e facile da preparare, adatto ad ogni occasione e perfetto per i bambini, che adorano sfilare il bocconcino di carne e mangiarlo con le mani. La ciurma ha gustato questo piatto con un po’ di nostalgia, ma con le vele spiegate e con il vento a poppa proseguiamo dritti verso la meta: tornare su quell’isola, tornare in Sicilia!

Ingredienti:

fettine di carne sottili tipo carpaccio
1 cipollina
50gr di uvetta ammollata e strizzata
50gr di pinoli
300gr di pangrattato senza glutine
300gr di caciocavallo grattugiato
sale e pepe q.b.
olio evo q.b.
stuzzicadenti

In una padella fate rosolare la cipolla tritata in tre cucchiai di olio per qualche minuto, spegnete la fiamma e unite il pangrattato, il caciocavallo, i pinoli, l’uvetta ammorbidita e aggiustate di sale e pepe. Amalgamate bene il composto e se necessita aggiungete ancora un pochino di olio.

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Stendete le fettine di carne, riempitele e chiudete a fagottino. Infilzatele nello stuzzicadenti alternando con l’alloro e proseguite.

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Riscaldate un tegame antiaderente e fate cuocere gli spitini su tutti i lati, basta veramente poco perché la carne è molto sottile.

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A noi piace leggermente cruda all’interno ma voi lasciate sul fuoco sino a quando vi sembra cotta al punto giusto.

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Gli Spitini sono pronti: buon appetito!

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Fasuoli cu l’Accia : ricetta della nonna in tavola

Una ricetta tipica siciliana che la nonna, quando eravamo piccoli, preparava spessissimo: semplicemente zuppa di fagioli cannellini con Sedano! Ieri sera tirava un vento freddo e ho pensato di preparare questa zuppetta calda prima di tuffarci nei festeggiamenti per il compleanno di Greta! Un piatto semplicissimo, molto gustoso e ideale nella stagione invernale. Io, in tutta onestà, lo preferisco anche tiepido, come tante altre zuppe e lo porto in tavola tutta la stagione. Accompagnato da bruschette di pane caldo diventa un perfetto piatto completo: leggero e genuino proprio come piace a noi! La ciurma apprezza sempre volentieri questi tipi di piatti e, proprio grazie a ricette del genere, le monelle hanno imparato ad apprezzare i fagioli! Eccovi un’altra bella ricetta dalla cucina tipica della mia amata Sicilia … grazie nonna!

Ingredienti per 4 persone:

300gr di fagioli cannellini in scatola
2 cipolline bianche
4 gambe di sedano
rosmarino fresco tritato
brodo vegetale o acqua
olio evo
sale q.b.
pepe q.b.

Mettete tutti gli ingredienti a freddo in un tegame con un filo di olio evo e lasciate insaporire per un paio di minuti. Aggiustate di sale e aggiungete un paio di mestoli di brodo facendo cuocere per una mezzoretta.

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I fagioli dovranno un pochino sfaldarsi creando una sorta di cremina.

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Servite la zuppa con un filo di olio a crudo, una macinata di pepe e del pane caldo!

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