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Torchiette con Zucchine, Fiori di Zucchina, Pancetta e Curcuma

“Per noi mangiare non è soltanto trasformare e cuocere il cibo – diceva Gino Girolomoni -, è molto di più. E’ anche amicizia, fraternità, bellezza, spiritualità, compagnia”. È in questa consapevolezza che rientra la scelta di produrre in modo biologico, senza l’uso di sostanze chimiche di sintesi in ogni fase della coltivazione, della conservazione e della trasformazione. Con i suoi trenta soci e trentacinque dipendenti, la Cooperativa Gino Girolomoni ha contribuito in modo sostanziale allo sviluppo del biologico in Italia.  La Cooperativa Girolomoni aderisce al progetto Fedagri “Qui Da Noi” e mi ha gentilmente omaggiato di alcuni formati della sua eccezionale pasta. Oggi voglio proporvi  una ricetta con le Torchiette di semola di grano duro, trafilate al bronzo. Un primo piatto semplice e gustoso, che la ciurma, amante dei primi piatti, ha apprezzato tantissimo, specialmente le due principesse di casa. Prodotti dell’orto e di stagione, come sempre, per condire questa pasta: zucchini e fiori di zucchina! Per rendere il tutto ancora più gustoso pancetta affumicata e poi l’immancabile curcuma grattugiata per un piatto buono, senza lattosio e SANO!

Ingredienti per 4 persone:
320gr di Pasta Torchiette Girolomoni
10 zucchine piccole
10 fiori di zucchina
100gr di pancetta affumicata
5cm di curcuma
Parmigiano grattugiato stagionato 48 mesi
Olio evo q.b.
Sale e pepe q.b.

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Pulite le zucchine, togliendo i fiori, tagliatele a fettine sottili e mettetele in una larga padella con olio di oliva evo e pancetta. Aggiustate di sale e cuocete per una decina di minuti. Spegnete la fiamma, grattugiate la curcuma fresca e unite i fiori di zucchina. Amalgamate il tutto a fuoco spento. Nel frattempo lessate la pasta, scolatela al dente e fatela saltare un minuto nella padella mantecando con qualche cucchiaio di parmigiano e del pepe macinato. Servite in tavola con altro formaggio a piacere e un’altra generosa grattugiata di pepe fresco!

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I prodotti biologici Girolomoni® sono garantiti da un controllo serio e serrato: Si effettuano ispezioni attente e rigorose sulle farine in arrivo: colore, odore, aspetto generale, umidità, ceneri e proteine. Alle farine che passano alle impastatrici, viene aggiunta solo acqua, proveniente da una sorgente che non ha agricoltura industriale a monte. Essendo la politica aziendale indirizzata alla qualità delle proprie produzioni, l’essiccazione della pasta avviene a temperature basse, da 45° a 55°C, con brevissimi picchi che non superano mai i 68°C. Solo così non vengono alterati i principi nutritivi e i contenuti organolettici presenti nelle materie prime utilizzate. Durante le operazioni di confezionamento, vengono prelevati, per ogni lotto di produzione, alcuni campioni da sottoporre ad analisi e controlli per garantire la conformità del prodotto. All’attività produttiva si è sempre affiancata, nella Cooperativa, una politica di qualità e ricerca che ha creato negli anni quell’immagine di serietà che caratterizza i suoi prodotti, commercializzati prima con il marchio Alce Nero, poi con il marchio Montebello® ed oggi con il marchio Girolomoni® . Tutto ciò porta ad ottenere prodotti di ottima qualità: una Pasta eccellente!

Tartarughe di pane con latte e menta: C’era una Volta …”Le avventure di Sammy”

Siete pronti ad una avventura fantastica attraverso mari e oceani? Forza seguitemi!

sammydvd“C’era una volta Sammy, un piccolo tartarughino marino che fin dal suo primo giorno inizia a conoscere i pericoli della vita.  Appena uscito dal suo guscio, la piccola tartarughina finisce nel becco di un gabbiano. E’ Shelly, un’altra piccola tartarughina, che riuscirà a salvarlo. images (52) Questo incontro però dura poco e i piccoli amici si perdono subito di vista. Così Sammy intraprende il suo viaggio in mezzo al mare e qui incontra subito il suo compagno di avventura, Ray che diventerà il suo migliore amico. sammy_8 I due condividono una zattera improvvisata e insieme attraversano mari, incontrano altre tartarughe, pesci e si imbattono purtroppo anche negli umani che li catturano e li separano. Sammy riesce a liberarsi ma è rimasto troppo  tempo al sole e senza acqua e di nuovo in mare perde i sensi. Un delfino lo salva e viene trasportato dalle onde su una spiaggia dove un gruppo di umani buoni, con il loro gatto Flu flu,  si prendono cura di lui e gli dipingono sul guscio il simbolo della pace. sammy_15Gli umani vengono però cacciati via dalla spiaggia e Sammy si ritrova solo. Così dopo alcuni giorni si ributta in mare e qui per caso rincontra Shelly e la salva da uno squalo. le_avventure_di_sammy_1I due amici si ritrovano e iniziano un lungo viaggio verso il passaggio segreto che porta all’oceano di ghiaccio. Ma una volta trovato il passaggio segreto Shelly non riesce ad oltrepassarlo perché trascinata via dalla corrente. Così Sammy si ritrova di nuovo da solo, nuotando in mari freddi e ghiacciati e rischiando la vita. Le-avventure-di-Sammy-Il-passaggio-segreto-immagini-dal-film-36_bigViene nuovamente salvato dagli umani e scopre che Shelly è viva. Una volta guarito e liberato in mare, nuota alla ricerca della sua amica e qui rincontra Ray, in pericolo, e riesce a salvarlo. E’ proprio Ray che aiuta Sammy a ritrovare Shelly e i due finalmente insieme dichiarano il loro amore. il-poster-di-sammy-e-shelly-da-le-avventure-di-sammy-il-passaggio-segreto-187181Come ogni bella favola … vissero tutti felici e contenti!”

Dedico questa storia alla mia sorellina Greta, perché a lei piace tantissimo e ogni volta che lo vediamo insieme i suoi occhi  brillano di gioia nel vedere il mare, i colori e tutti gli animali che lo abitano. Lei adora il mare! Ma questa storia è anche triste perché mostra  quanto noi umani stiamo rovinando questo bellissimo posto, con l’inquinamento e con la pesca sbagliata, come quella alle balene. E mi fa arrabbiare tantissimo, perché stiamo uccidendo il nostro mondo.

A presto Serena!

Ogni volta che Greta lo vuole vedere non riesco a non sedermi accanto a lei e guardarlo: è una storia bellissima e per noi che amiamo il mare è vivere un’avventura unica! Ora tocca mettersi ai fornelli! Decidere il piatto per questa favola è stato semplicissimo: dovevamo fare Sammy! E così sono nate queste TARTARUGHINE DI PANE LATTE E MENTA, BELLE, PROFUMATE E BUONISSIME! Un impasto semplicissimo, senza lattosio, di un bel colore verde dato dallo sciroppo di menta, così da rendere questi panini ancora più somiglianti ad una tartaruga. Le bimbe si sono divertite tantissimo in cucina e hanno divorato questi buonissimi panini chi con marmellata chi con crema di nocciole! Ci rivediamo  ad Agosto con un’altra fantastica FAVOLA….

Ingredienti:

500gr di farina 00
100gr di burro senza lattosio
70gr di zucchero di canna
100ml di sciroppo di menta
60ml di latte di riso
25gr di lievito di birra
2 uova + 1 per spennellare
1 pizzico di sale
gocce di cioccolato fondente senza lattosio

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20160718_105242Scaldate il latte in un pentolino, fate raffreddare e poi sciogliete il lievito all’interno. Unite la menta e mescolate. In una ciotola unite la farina con lo zucchero, aggiungete le uova, il sale e il burro ammorbidito a pezzetti. Iniziate a lavorare con un cucchiaio di legno gli ingredienti e versate piano piano il latte e menta. Continuate ad impastare per una decina di minuti, date la forma di una palla, coprite e lasciate lievitare per un paio di ore. 20160718_131055Riprendete l’impasto e con l’aiuto dei vostri bimbi fate delle tartarughine, aggiungendo le gocce di cioccolato come occhi. 20160718_153220Lasciate lievitare ancora per un’ora. Sbattete l’uovo con un pochino di latte e spennellate la superficie di ogni tartarughina. Poi con l’aiuto di un coltello praticate le incisioni sul guscio a formare una griglia di rombi. Infornate a 180° per 30 minuti.
Che dite? Non sono bellissime? Noi siamo rimasti molto soddisfatti e poi… che buone!!!

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Sammy-05“Ci sono tante cose oltre queste acque, io voglio vedere il mondo!”

 

Maccheroni al sugo “Vedovo” di Montenero: 3 tappa… MOLISE

Il tour #girodeiprimi con Pasta di Canossa e La Melagrana Food  oggi ci porta in Molise, che dopo la Valle d’Aosta, è la più piccola regione italiana , caratterizzata da un territorio montuoso e una piccola fascia costiera che si affaccia sul mare Adriatico. CARTINA-MOLISE-TRADIZIONI ll Molise è una terra ricca di storia e tradizioni proprie, e per quanto la sua cucina sia indubbiamente influenzata dalla gastronomia delle regioni confinanti, vanta anche molte tipicità, ricette e preparazioni originali ed esclusive. Mentre nelle zone più interne della regione, caratterizzate da una vasta area montuosa, dominano pietanze a base di carne di maiale, salsicce paesane e soppressate – preparate secondo le antiche tradizioni gastronomiche – nel piccolo tratto di fascia costiera prevale, invece, una cucina più tipicamente marinara con piatti a base di zuppe di pesce, risotti e minestre. Il clima, dolce e mite, permette una straordinaria ricchezza nella produzione ortofrutticola: così tanti sono i centri della regione che possono vantare peperoni di ottimo sapore (tra cui quelli di Boiano), sedano e broccoli, finocchi e cannellini (detti ricini nella zona di Isernia), spinaci e cipolle. Tra la frutta, le pesche e le albicocche di Monteroduni, le mele limoncelle e le pere di Campobasso, i fichi, freschi e secchi, fondamentali nei dolci. Tra i prodotti tipici, oltre al celebrato olio evo, prodotto dop, al pane, tra cui quello realizzato con le patate, al miele, e ai tartufi, spiccano anche qui salumi e formaggi, come le mozzarelle, come quelle di bufala nella zona di Venafro, ricotte, anche di capra, caprini e pecorini, scamorze, scamorze affumicate, ma soprattutto caciocavalli, stracciate e butirri; accompagnati da prosciutti e prosciutti affumicati, come quello di Ferrazzano, ventricine, capocolli, soppressate, le tipiche salsicce sotto grasso e quelle col finocchietto, la pampanella, una pancetta cotta in forno con spezie, la Signora, di Conca Casale, un prodotto pregiato di carne suina e il lardo, utilizzato quotidianamente come condimento di ragù e di zuppe, per insaporire il pane abbrustolito e per ripieni e farciture, come nella classica “Braciola” molisana. Molto utilizzato era, anche, il “Lardo battuto”, ottenuto tritando la “curtella” di lardo mescolata a sale, acini di pepe, spicchi di aglio, aghi di rosmarino e qualche goccia di aceto. Il tutto amalgamato bene, con olio e, a volte, con un trito di foglie di alloro, era conservato, in barattoli, in luogo fresco. E’ proprio il lardo l’ingrediente di questo tipico e tradizionale sugo molisano di Montenero, detto “vedovo” perché privo di carne, che ha condito alla perfezione i MACCHERONI, formato di pasta a nostra disposizione per questa 3 tappa! I maccheroni sono una pasta che noi adoriamo, perché raccoglie ogni condimento alla perfezione. 20160615_182242 La Pasta di Canossa, trafilata a bronzo è una pasta eccezionale, d’alto valore proteico, un perfetto equilibrio tra sapore e nutrimento.. insomma #labuonapasta! E chi adora la pasta in casa più di tutti? Il nostro papà! Ecco allora che questa straordinaria ricetta, vedrete, è il piatto per la Rubrica del Venerdì “L’angolino del Papà”. Non mi resta che lasciarVi ingredienti e ricetta e augurare a tutti un sereno Week end!

Ingredienti:

150gr di lardo
un dl di olio di oliva extravergine
1 spicchio di aglio
1 ciuffo di prezzemolo e di basilico
800gr di pomodori maturi
grani di pepe a piacere
sale q.b.
pecorino grattugiato q.b.

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Versate l’olio in un tegame e fatevi soffriggere dolcemente un bel battuto di lardo, aglio e prezzemolo. Aggiungete i pomodori, in precedenza lavati sfilettati e tagliati a pezzetti, ed il basilico. Insaporite di sale e di pepe macinato al momento e fate cuocere per il tempo necessario, tenendo presente che il sugo, a cottura ultimata, non dovrà essere troppo denso.

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Lessate in maccheroni in abbondante acqua salata in ebollizione e conditeli con il sugo “vedovo” (della carne) ed una pioggia abbondante di pecorino.

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Ricetta semplice e … BUONISSIMA!

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Adoro questo Contest, mi sta dando la possibilità di scoprire la nostra bella ITALIA!

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Con questa ricetta partecipo al Contest #girodeiprimi indetto da La Melagrana – Food Creative Idea e Pasta di Canossa

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Troccoli al pesto di piselli e nocciole: una splendida giornata

E poi ci sono quelle giornate in famiglia, con tanti bambini intorno, occhioni stupiti e meravigliosi che ti sorridono, mille coccole e chiacchere a cuore aperto con persone che ti conoscono dalla nascita. Ieri è stata una di queste giornate, io e mia cugina, i miei e i suoi pargoli insieme…. una splendida giornata! Torni a casa con il cuore più leggero da problemi e arricchito d’amore e improvvisamente questa gioia porta all’ispirazione in cucina e alla voglia di mettersi ai fornelli per preparare una deliziosa cena per la tua famiglia! Il piatto che vi propongo oggi  è nato proprio da questo e visto che i primi sono i preferiti dalla mia ciurma, non potevo che dedicarmi alla creazione di un ottimo piatto di pasta! In casa un formato di pasta nuovo, I Troccoli di Casa Milo, grandi spaghettoni quadrati di pasta fresca bio, perfetti per raccogliere un buon sugo.

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Nel congelatore un sacchettino di pisellini freschi, puliti e conservati, nocciole appena prese al supermercato (perché la frutta secca in casa non deve mancare mai), parmigiano 36 mesi e il basilico del mio piccolo orticello! Tutto ciò che volevo per poter preparare un pesto davvero eccezionale!

Ingredienti per 4 persone:

350gr di pasta (nel mio caso Troccoli freschi bio)
200gr di pisellini freschi
80gr di nocciole spelate
80gr di parmigiano 36 mesi (senza lattosio)
100gr di basilico fresco
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.

Per prima cosa dovete lessare i pisellini freschi in acqua bollente per circa 20 minuti. Scolateli, metteteli nel bicchiere del mixer e aggiungete gli altri ingredienti: nocciole, il parmigiano a pezzetti e il basilico. Ora procedete come per il pesto classico: iniziate a frullare aggiungendo un pochino di olio per volta sino ad ottenere una bella cremina verde. Assaggiate e aggiustate di sale. Aggiungete una generosa grattugiata di pepe fresco e mettete da parte mentre cuoce la pasta che, una volta scolata, condirete con questo buonissimo pesto!

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L’aggiunta di altro formaggio è facoltativa… noi l’abbiamo gustata così: un pastasciutta buonissima, cremona, leggera e saporita; un pesto favoloso, dal sapore delicato che le bambine hanno apprezzato tantissimo, non rendendosi neanche conto che era fatto con i pisellini (adorati dalla piccola Greta, ma sempre difficili da portare in tavola a Serena).

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Provatela, provatela, provatela!!!

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C’era una Volta .. “Alice nel Paese delle Meraviglie” e La Torta del Buon non Compleanno: la Victoria Sponge

Dopo l’interruzione del mese scorso ( i mille impegni miei e di Serena) torna ad inizio mese la Rubrica “C’Era una Volta” dedicata a grandi e piccini. La Favola scelta da Serena per questo mese di Aprile è “Alice nel Paese delle Meraviglie”. Lascio la parola a Serena, che Vi porterà in questo luogo magico dove Bianconiglio, Stregatto e il Cappellaio Matto vi faranno vivere avventure indimenticabili!

“Al di là del mondo normale ce n’è uno della fantasia che Alice esplora una mattina. Inseguendo un coniglietto in ritardo, Bianconiglio,  Alice scivola in una profonda buca e si ritrova davanti ad una porta parlante così piccola che per attraversarla deve bere da una bottiglietta… diventa così piccolina.. ma dimentica la chiave per aprire la porta sul tavolo che oramai è grande!

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Così beve da un altra bottiglietta e .. diventa grande, troppo grande! Deve tornare piccina così beve ancora dall’altra bottiglietta ma diventa così piccola che ci finisce dentro. Disperata Alice inizia a piangere e le sue lacrime formano un mare che con la forza riesce a farle attraversare la porta portandola in mezzo ad un mare vero. Qui incontra Capitan Libeccio che dall’alto di una roccia osserva e dirige altri uccelli in uno strano girotondo per asciugarsi. Alice inizia a fare questa Maratona ma quando vede Bianconiglio corre via e inizia a seguirlo. Si ritrova nel bosco e qui ad aspettarla trova i due gemelli Pinco-Panco e Panco-Pinco che si diverto a raccontarle una strana favola, quelle delle ostrichette curiose. Dopo aver ascoltato la favola Alice deve scappare via, deve ritrovare Bianconiglio ed è proprio davanti a casa sua che si ritrova la bambina quando esce dal bosco. Il coniglietto non ha tempo di parlare con la bambina, anzi le chiede aiuto: “Marianna va a prendermi i guanti”. Così Alice entra in casa, ma qui trova una scatola con dei biscottini “Serviti”. E così diventa grande, grande ancora più grande: “un Mostro” urla Bianconiglio, che su consiglio di Capitan Libeccio decide di dare fuoco alla casa per liberarsi del gigante. Ma Alice riesce a prendere una carota dall’orto del coniglietto e torna piccolina! Bianconiglio nel frattempo ha ripreso la sua corsa e Alice torna a seguirlo. Così si ritrova davanti  a dei fiori che cantano e ballano e vicino a loro Brucaliffo, uno strano bruco che fuma la pipa seduto su un magico fungo: una parte del fungo la farà diventare grande, l’altra parte piccolina.

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Alice prende un pezzetto di entrambi i lati e corre in cerca di Bianconiglio. Sulla strada trova tanti cartelli con diverse indicazioni: quale prendere? All’improvviso compare Stregatto, un magico gatto che appare e scompare e che suggerisce ad Alice di chiedere al Cappellaio Matto e a Leprotto bisestile dove si trova Bianconiglio.

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I due stanno cantando una simpatica canzone: Oggi è il Non compleanno di tutti e due! Così i due simpatici amici spiegano ad Alice che il Non compleanno è tutti i giorni in cui non si compiono gli anni : ci sono ben 364 giorni per festeggiare il Non compleanno!

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Ma Alice inizia ad essere stanca di tutte quelle strane pazzie e ha voglia di tornare a casa, ma la strada inizia a sparire. Con l’aiuto di Stregatto trova un passaggio segreto che la porta nel giardino della Regina. Ed ecco Bianconiglio: il trombettiere di corte che annuncia l’arrivo della Sovrana!. La Regina di Cuori invita Alice a giocare a Croquet..

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ma lo Stregatto dispettoso fa in modo che la Regina caschi a gambe all’aria “Tagliategli la testa” urla la Regina incolpando Alice. Grazie all’intervento del Re, la Regina si convince a portare Alice in tribunale dove la bambina mangia un pezzetto di fungo diventando tanto grande! Ma nel momento in cui sta insultando la regina Alice torna piccolina e non le resta che scappare via…. tutti la inseguono … Alice  ritrova la porticina, deve aprirla prima che tutti la raggiungano e… si sveglia, con Oreste il suo gattino in braccio… è stato un bellissimo e avventuroso sogno”!

Questa storia è bellissima, fantasia e magia. Insegna tante cose ma la principale è … mai essere troppo curiosi!

Passo la parola a mamma che questo mese presenterà la ricetta che abbiamo scelto per questa favola: vi lasceremo a bocca aperta per quanto è buona!
Ciao Serena

Eccomi qui con una ricetta che, come vi ha anticipato Serena, è super golosa, una delle Torte più tradizionali tra quelle inglesi che non manca mai a un pic-nic accanto a una caraffa di Pimm’s Cup e mai alle cinque accanto al tè. Ed è proprio questo particolare che ci ha portato a portarvela oggi in tavola: una torta del “Buon Non Compleanno” per il thè del Cappellaio Matto e i suoi amici… LA VICTORIA SPONGE!
Il suo nome omaggia ovviamente la sovrana che ha trasformato il regno in un impero: fu creata infatti dalla sua dama di compagnia Anna Russell, duchessa di Bedford, intorno al 1840. È proprio a questa nobildonna che si deve l’invenzione dell’afternoon tea servito con sandwich e dolci.
Non mi resta che lasciarVi la ricetta che troverete in tantissime versioni su internet (io ho chiesto l’approvazione al cugino cuoco in Inghilterra):

Ingredienti:

250gr burro molto morbido senza lattosio
250gr zucchero semolato Eridania
200gr farina 00
1 bustina di lievito per dolci
30gr di amido di mais
4 uova medie
1 bustina di vanillina
4 cucchiai latte senza lattosio
250ml panna fresca da montare senza lattosio
200gr marmellata di fragole (io ho usato la mia fresca appena fatta)
fragole fresche

Imburrate e infarinate una teglia da 21cm e accendete il forno a 180°.
Unite in una ciotola la farina, l’amido, la vanillina e il lievito setacciati. In un’altra ciotola montate burro e zucchero, aggiungete poi un uovo alla volta sempre con le fruste in azione e unite per ultimo il mix di farina e il latte.
Versate il tutto in una teglia imburrata e infarinata e mettete in forno preriscaldato a 180° per 45 minuti, eventualmente coprendo la torta con un foglio di alluminio quando comincia a scurire se il centro dovesse risultare non ancora perfettamente cotto.

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Fate raffreddare, sformatela e tagliatela a metà. Montate la panna e iniziate a farcire la torta: spalmate il primo strato con la marmellata, cospargete con le fragole fresche tagliate a fette e ricoprite il tutto con la panna montata.

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Chiudete con il secondo strato di torta, spolverate di zucchero a velo e mettete in frigorifero sino al momento di portare in tavola.

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Ed eccola qui, bellissima e buonissima

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e vi assicuro che il giorno dopo è ancora meglio (parola di ciurma)

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Vi aspettiamo a Maggio con un’altra bellissima storia!

MANU & SERE