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La Torta Vincente

Al villaggio di Ortolandia anche quest’anno gli gnomi sono indaffarati a preparare una bellissima festa per dare il benvenuto all’Estate.
-Sistemate gli striscioni più in alto, forza! – urla Goffrey – e preparate tutte le bancarelle colorate ! -.
Intanto gnoma Iota svolazza sul villaggio in groppa a Regina la sua amica colibrì per controllare se i preparativi procedono bene.
– Come mi piace questa festa Regina. Ogni anno aspetto con impazienza questo giorno per partecipare alla gara di cucina. Come sono emozionata, chissà se quest’anno riuscirò a vincere! -.
-Tutto ok da qui Goffrey! – dice Iota – se non hai più bisogno di me, andrei a prepararmi per stasera -.
– Grazie Iota! A Più tardi e in bocca al lupo! – risponde il capo villaggio salutando l’amica.

Arrivata a casa Iota si mette il grembiule, si lava le mani e si mette subito ai fornelli per preparare il piatto da portare alla gara di cucina: una deliziosa torta alle carote!
Grattugia le carote e con farina, uova e zucchero inizia a impastare cantando allegra.
“I tuoi occhi belli vuoi far diventar, le mie carote devi mangiar, con tanta voglia le devi assaggiar e vedrai i tuoi occhi brillar”

– Musti dove sei? Devo andare al villaggio da Delizia a comprare un po’ di caramelle e dolci! – dice Monello – Eccoti su forza si parte! – Lo gnomo in compagnia del suo amico puzzola si avvia.
– Cos’è questa musica? – lo gnomo si ferma di colpo all’ingresso del villaggio, dove uno striscione immenso tutto colorato dà il benvenuto alla festa – Noooo! La Festa dell’Estate! Me ne ero completamente dimenticato! E ora? -.
Gnomo Monello si mette il mantello e dice alla sua amica puzzola – Musti tu aspettami qui all’ingresso che io faccio in un attimo – tira su il cappuccio per non farsi riconoscere e si avvia verso il negozio di dolci.

Nel frattempo nello stand dove si farà la gara di cucina, tutti gli gnomi sono molto agitati . – Goffrey ora che facciamo? Fra poco inizia la gara – dice gnoma Frugola.
-Semplice, dobbiamo trovare un sostituto! – risponde il capo villaggio. Eh sì perché gnomo Giuppi, uno dei giudici della gara, si è ammalato e se la giuria non è al completo, la gara non può aver inizio.
Tutti i partecipanti alla gara iniziano ad arrivare. Tra loro c’è anche gnoma Iota tutta euforica. In mano ha il suo cestello con dentro il suo delizioso piatto. A un certo punto qualcosa la spinge con forza a terra… si è scontrata con qualcuno. Per fortuna cadendo è riuscita a tenere dritto il cestino.
-Per tutti i broccoletti, ma chi è stato? – Iota alza lo sguardo e si trova difronte gnomo Monello tutto nascosto nel suo mantello e intento a raccogliere da terra tutte le caramelle che gli sono cadute durante lo scontro.
– Monello! Non potevi che essere tu! Ma non guardi dove cammini? – dice Iota rialzandosi da terra.
-Sei tu che non guardi ! – risponde maleducato lo gnomo
– Si certo, sei sempre il solito burbero! Scusa che ci fai qui alla festa? – prima che lo gnomo potesse rispondere, arriva Goffrey – Che succede qui? E cosa ci fanno tutte queste caramelle per terra? Monello….cosa hai combinato stavolta? -.
Iota spiega brevemente al capo villaggio quello che è successo, mentre insieme aiutano Monello a recuperare le sue caramelle.
-Bene se mi date le mie cose, io andrei a casa, che tutta questa musica mi ha già fatto venire il mal di testa – dice Monello. Proprio in quel momento a Goffrey viene una brillante idea.
-Non dovresti chiedere scusa a Iota per averla spinta a terra? – dice il capo villaggio
– Io non ho fatto niente, è lei che non mi ha visto! – risponde Monello
– Ho un’idea …. Per farti perdonare e se rivuoi le tue caramelle, devi venire con noi: abbiamo bisogno di te! -.

E così Monello si ritrovò seduto in giuria come giudice della gara di cucina. Il pensiero di dover assaggiare tutti quei piatti di verdure gli faceva venire i brividi, ma non poteva dire di no a Goffrey, lui era il capo villaggio! La gara è iniziata, piatti di ogni tipo da zuppe a verdure ripiene passavano davanti ai giudici per l’assaggio. Monello faceva una gran fatica ma sotto lo sguardo attento di Goffrey assaggiava sempre tutto e svolgeva il suo ruolo in modo impeccabile.
Finalmente è arrivato il turno di Iota: la sua torta di carote viene portata ai giudici. Tutti sembrano deliziati da questo piatto, anche Monello dopo il primo morso alla sua fetta non riesce più a smettere di mangiare.
“Accidenti che buona! Non posso credere che sia fatta con le carote” pensa lo gnomo leccandosi le dita.
La gara è finita e la giuria si riunisce per decidere il vincitore.
Goffrey sale sul palco – Amici miei, voglio ringraziare tutti perché anche quest’anno la festa è stata bellissima! Ora è arrivato il momento tanto atteso da tutti: l’elezione del vincitore della gara! – annuncia il capo villaggio prendendo la busta con il nome del vincitore.
I giudici hanno così deciso – dice lo gnomo aprendo la busta – Il vincitore di quest’anno è ….Iota con la sua buonissima torta di carote! –
La gnoma urla dalla felicità ed emozionata sale sul palco dove Goffrey gli consegna il premio – Congratulazioni Iota! -.
-Grazie, grazie a tutti ! – dice la gnoma commossa.

Goffrey scende dal palco e si avvicina a gnomo Monello – Che dire, bel lavoro amico mio. L’anno prossimo potresti tornare come giudice alla festa, hai visto che tanto male non sono i piatti con le verdure! E mi sembra che hai apprezzato molto la torta di Iota! – dice il capo villaggio consegnando un pacchettino a Monello – Qui ci sono le tue caramelle come promesso e, anche il pezzo di torta di carote avanzata – dice Goffrey facendo l’occhiolino allo gnomo e allontanandosi.
Monello prende tutto e lo mette nel suo zainetto, poi corre all’uscita del villaggio in cerca di Musti che come promesso era rimasta lì ad aspettarlo – Amica mia, non sai cosa mi è successo! – dice lo gnomo salendo in groppa alla puzzola – Corriamo a casa, stasera c’è una cenetta deliziosa che ci aspetta -.
E mentre rientrano a casa, lo gnomo sente già in bocca il sapore di quella deliziosa torta di carote!

Scritto da Manuela Di Maio
Immagini Serena Capellini

Un Regalo d’Amore

Sedute su una coperta nel parco, un gruppo di gnome chiacchera insieme gustando un po’ di frutta fresca: tra loro gnoma Parigina, gnoma Iota, gnoma Lorera e gnoma Frugola.

– Ehi Frugola, domani è il tuo compleanno … chissà cosa ti regalerà Monello! – dice scherzando gnoma Iota.
– Smettila di prendermi in giro, siamo solo buoni amici quindi non mi aspetto niente da lui! – risponde innervosita Frugola.
Intanto a casa di gnomo Giofo, Monello, molto agitato chiede consiglio a gnoma Mammola
– Domani è il compleanno di Frugola e non so cosa fare! Vorrei fargli un regalo ma … insomma alla fine siamo solo buoni amici! –
– Figliolo – risponde dolcemente Mammola prendendolo per mano – è una cosa bellissima voler bene a una persona e sono certa che Frugola te ne vuole tanto e sarebbe felicissima di ricevere un regalo da te!
– Se lo dici tu Mammola – dice diffidente Monello – ma cosa posso regalarle? –
– Ho una grande idea: potresti cucinare per lei qualcosa e poi invitarla ad un picnic! E’ una cosa così romantica! – risponde la gnoma tutta contenta.
– Io cucinare ? Ma stai scherzando? – lo gnomo guarda Giofo in cerca di aiuto
– Sai che è proprio una bella idea! E non c’è insegnante migliore di mia moglie – dice Giofo dando una pacca di incoraggiamento sulla spalla del giovane gnomo.
– Sentiamo … cosa dovrei cucinare? –
– Una bella torta ricca del frutto preferito da Frugola: le sue fragole! – risponde tutta entusiasta Mammola.
Sul viso di Monello appare all’istante un bel sorriso,la gnoma ha avuto un’idea geniale, ma improvvisamente il terrore compare nei suoi occhi
-Monello, non ti senti bene? – chiede Giofo vedendo la reazione dello gnomo
– Io, penso, di essere allergico alle fragole! – risponde abbattuto Monello – ho dei vaghi ricordi di quando ero piccolino e la mia mamma mi preparava la macedonia di fragole … una volta sono stato molto male e da quel giorno non me le ha più preparate. Poi ho solo il ricordo di quando mi ha lasciato ed è salita in cielo… –
“Povero ragazzo, rimasto solo fin da piccolino, ecco perché mai nessuno gli ha insegnato a voler bene, a comportarsi bene, a mangiare bene” pensa tra se gnoma Mammola.
– Non ci resta che provare Monello. Tu rimani qui con Giofo, io vado da Frugola a prendere un po’ di fragole così vedremo se sei allergico – e con la borsa sottobraccio, la gnoma esce spedita di casa.

Gnoma Frugola, come tutte le mattine, dopo la colazione con le amiche, è al campo a raccogliere le fragole
“ Rosse come rubini sembrate dei cuoricini
Dolci e succose profumate come le rose
Con la panna o col cioccolato siete buone anche nel gelato
e come per magia ogni brutto pensiero portate via”

– La tua splendida voce è gioia per le mie orecchie – dice gnoma Mammola avvicinandosi alla giovane
– Ciao Mammola, che piacere vederti! – esclama Frugola stringendola in un caloroso abbraccio
– Piccola mia, sono venuta a trovarti perché vorrei un po’ di fragole per preparare una buona torta, Giofo diventa vecchio e continua a brontolare che gli preparo sempre le stesse cose! – dice ridendo Mammola
– Certamente! Le ho appena raccolte – risponde Frugola consegnando un cesto pieno di fragole all’amica
– Come sono belle e devono essere buonissime – Mammola ne prende una e subito l’assaggia – Mi sbagliavo, sono spettacolari! -.
Le due amiche si salutano e Mammola torna velocemente a casa.
– Eccomi qui! Forza assaggiane subito qualcuna senza esitare che abbiamo poco tempo! – la gnoma prepara un piatto con qualche fragola e lo consegna a Monello
La paura di stare male assale immediatamente il giovane gnomo che non riesce a mangiare neanche una fragola
– Monello! – interviene urlando Mammola – vuoi si o no dimostrare a Frugola il tuo amore? Allora forza, che gnomo sei se hai paura di assaggiare delle semplicissime e ti assicuro buonissime fragole? –
Le parole di Mammola scuotono l’orgoglio dello gnomo che in un sol boccone mangia tutte le fragole. I suoi occhi si chiudono estasiati dal sapore fantastico di questi frutti e tornano nella sua mente bellissimi ricordi di quando era un baby gnomo.
– Bene ora aspettiamo qualche minuto e vediamo la reazione – dice Giofo.
Dopo dieci minuti Monello è sano come un pesce: non è allergico alle fragole!
– Benissimo ora che abbiamo risolto il problema non ci resta che organizzare questo picnic! – Mammola prende un foglio con una penna e lo consegna a Monello
– Dunque per prima cosa devi mandare questo invito a Frugola. Scrivi:

“ Cara Frugola ti aspetto domani mattina per colazione al Parco dei Gigli vicino al Laghetto delle Ninfee per un simpatico picnic insieme.
Ciao Monello”

– Bravo, ora dammelo che lo metto in questa busta e .. Giofo , vai a casa di Fruogola e mettilo nella casella della sua posta –
– Tu invece vieni con me in cucina – dice Mammola prendendo per il braccio Monello che è rimasto completamente senza parole – dobbiamo metterci ai fornelli – .

La luce del mattino sveglia Frugola, dopo una notte agitata per l’emozione e la felicità per l’invito di Monello. La giovane gnoma si guarda allo specchio
-Auguri a me stessa! Buon compleanno Frugola. Oggi sarà sicuramente un giorno bellissimo – .

Intanto nella sua casetta gnomo Monello si sta preparando, deve passare da Mammola a ritirare tutti i dolci preparati il giorno prima: una buonissima torta con crema e fragole fresche, delle fragole ricoperte di cioccolato e dei deliziosi muffin alle fragole.

Frugola, vestita nel suo abito migliore, cammina per il sentiero che porta al laghetto delle Ninfe. In un angolo, vicino ad un cipresso, una tovaglia è stesa sul fresco prato. Petali di rose fanno da contorno a tre grandi scatole chiuse e un piccolo bigliettino con scritto il suo nome è appoggiato davanti. Frugola emozionatissima apre il bigliettino tremando e nel leggere le belle parole scritte da Monello scoppia a piangere per la felicità. In quel momento appare Monello, che nascosto dietro l’albero aveva spiato la sua innamorata.

– Ora devi aprire le scatole, sono il tuo regalo di compleanno – dice Monello sedendosi in un angolo della tovaglia
Frugola non riesce a rispondere è troppo emozionata e tremando apre i suoi regali.
La sorpresa nel vedere tutti quei dolci preparati con il suo frutto preferito è grande
– Tu hai fatto tutto questo per me? – chiede incrociando lo sguardo felice di Monello che agitato risponde – Mi ha aiutato Mammola, altrimenti non ne sarei stato capace. Spero siano anche buoni! –
– Lo saranno sicuramente! Non ho mai ricevuto un regalo così bello, nessuno mai ha fatto questo per me! – Frugola si avvicina allo gnomo e gli prende la mano – Grazie – dice arrossendo in viso – ora facciamo colazione!
La bontà di quei dolci riscalda il cuore dei giovani gnomi e come per magia tutto il resto vola via!

Il Frullato del gorilla

Gnoma Solana, chiusa nella sua casetta, è tutta indaffarata a ultimare i vestiti da gorilla per il Carnevale: Quest’anno il tema del suo carro sarà la giungla!
-Finalmente ho finito, come sono contenta! I vestiti mi sono venuti proprio bene! – esclama la gnoma tutta orgogliosa del suo lavoro – Ora porto tutto allo stand del teatro e faccio provare i costumi per la parata di domani -.
Solana mette tutto dentro ad un enorme sacco e si avvia verso il teatro. Ad aspettarla gnomo Saci, il falegname, che gli ha portato il carretto tutto addobbato come una vera giungla – Ma….è bellissimo Saci! – Solana è a bocca aperta nel vederlo – i banani sembrano veri, posso appendergli le mie banane! Ora non resta che provare i costumi. –
Carnevale è l’unica festa del villaggio alla quale gnomo Monello non vuole mancare: tutti quei deliziosi dolcetti offerti gratis sono per lui un sogno. Nella sua casetta sta decidendo come vestirsi – Che dici Musti, non posso rimettermi il costume da topo dell’anno scorso, mi riconoscerebbero subito. Aiutami a guardare dentro questo vecchio baule magari trovo qualcosa – dice Monello cercando in mezzo a tantissimi vecchi vestiti di carnevale usati che gli altri gnomi buttavano e che lui recuperava per inventare nuovi travestimenti. Eh sì perché lo gnomo aveva un’innata capacità nel creare e nel cucire….la sua mamma, infatti, era la sarta del villaggio e lui la aiutava sempre. Da quando era salita in cielo e lui era rimasto solo, aveva smesso di fare ogni cosa ed era diventato uno scansafatiche.
-Trovato! – urla lo gnomo tirando fuori dal mucchio una maschera da gorilla e un vecchio tappeto peloso marrone – basterà tagliare qui e qui, cucire questi due e pronta una tuta pelosa. Metto la maschera ed ecco: un perfetto gorilla! – l’amico puzzola è entusiasto e Monello si mette subito all’opera.

La mattina di Carnevale gnoma Solana, tutta indaffarata a preparare le ceste con le banane e gli attrezzi per fare il suo super frullato, canta allegramente:

“ Sotto la buccia giallo sole, la tua polpa ha un dolce sapore,

sei la fonte di tante vitamine, di ogni pasto sei la perfetta fine

Intera, a pezzi o frullata dai una carica esagerata

Un’ottima merenda durante la giornata sei una frutta prelibata”

 

-Finito! E’ ora di caricare tutto sul carro giungla, vestirmi e avviarmi a recuperare gli altri per la parata! – la gnoma carica tutto e indossa l’abito da gorilla.

Il villaggio è in festa, baby gnomi tutti in maschera si lanciano coriandoli, una musica allegra risuona nell’aria e profumo di dolci stuzzica grandi e piccini.
I carri, riuniti dietro il teatro, si preparano per iniziare la parata. Tutti in fila percorreranno le vie principali del villaggio fermandosi ogni tanto per offrire le delizie che hanno preparato. Capofila è proprio il carro-giungla di gnoma i Solana, seguito dal carro Ciambella di gnoma Delizia, quello a mongolfiera di gnoma Frugola, il carro-acquario di gnomo Mariaci, la casa paurosa di gnomo Gruncio e per ultimo il carro dei divertimenti di Goffrey con baby gnomi.
-Forza tutti sui carri che fra dieci minuti partiamo! – dice Goffrey avvisando gli altri gnomi.

Intanto in mezzo alla folla in maschera, gnomo Monello, nel suo vestito da gorilla, attende con impazienza l’arrivo dei carri per assaggiare tutti i dolcetti. Proprio in quel momento si sente prendere sotto braccio e portare via da due altri gorilla.
-Dai dai, siamo in ritardo. Fra pochi minuti si parte, non vorrei mai far arrabbiare Solana – dice uno dei due. Monello confuso non riesce a dire nulla né a reagire e in pochi secondi si ritrova sul carro giungla insieme con altri gnomi vestiti da gorilla.
Tra loro riconosce Solana semplicemente perché il suo costume è da gorilla femmina, con un fiore rosa in testa.
Il carro parte seguito dagli altri e gnoma Solana inizia a dare disposizioni – Amici, fra poco arriviamo alla prima sosta, prepariamoci per fare il frullato, le banane sono nelle ceste e il latte invece nelle scatole -.
“ Frullato di banane! Oddio che orrore! Tra tutti i carri proprio qui!” pensa Monello cercando di allontanarsi dal gruppo per trovare una via di fuga ma Gnoma Solana si accorge e subito lo ferma – Ehi tu dove vai? Sono qui sotto le ceste, ti occuperai di sbucciare le banane -.
E così lo gnomo si ritrova davanti a un cesto pieno di banane da sbucciare e da passare a gnoma Solana che aggiungendo del latte frulla tutto per creare il suo super frullato. Una fila lunghissima di gnomi davanti al carro è in attesa di avere il suo bicchiere. Solana e gli altri riescono a servire tutti e poi si riparte per la seconda tappa.

Il giro è finito e i carri si ritrovano tutti nella piazza del villaggio per festeggiare insieme agli altri abitanti il Carnevale. Finalmente fermi, gnomo Monello cerca di approfittarne per andare verso il carro ciambella di gnoma Delizia e fare scorta di caramelle e dolcetti. Proprio in quel momento Solana si toglie la maschera da gorilla e richiama tutti intorno a lei – Siamo stati una grande squadra! Bravi, abbiamo soddisfatto tutti. Per ringraziarvi ho preparato un cestino per ognuno di voi con dentro del frullato e un casco di banane. Prima che andate alla festa prendetene uno! -. Tutti accorrono contenti a prendere il cesto, tranne gnomo Monello che scende di corsa dal carro e scappa via.
Solana curiosa lo segue, si è da subito accorta che quel gorilla non era uno dei suoi, il costume era diverso, molto più bello e originale. Lo vede fermo davanti al carro ciambella che prende tantissimi dolcetti e si riempie uno zainetto. Decide di avvicinarsi, con la scusa di consegnarli il suo cestino, per capire chi si nasconde dietro quella maschera – Ehi amico! Ti sei dimenticato il mio cestino? –
Gnomo Monello si gira di scatto. Non sapendo cosa fare, camuffando la sua voce risponde – Oh grazie, me ne ero dimenticato! – prende di malavoglia il cesto e si gira di scatto ma Solana non si dà per vinta e insiste – Sei stato molto bravo oggi a sbucciare le banane e….il tuo costume è molto bello, diverso dagli altri che avevo fatto io. Lo hai fatto tu? –
-Certo chi avrebbe dovuto farlo – risponde maleducato Monello.
Proprio questa risposta e il tono arrogante fanno capire a Solana chi si nasconde dietro la maschera.
-Non ci credo: Monello! Cavolo, ti avevo accanto e mi hai aiutato per tutto il giro – la gnoma scoppia a ridere – chissà come ti sentivi! –
-Senti, non ci trovo nulla da ridere e comunque ora devo andare – risponde lo gnomo offeso per l’atteggiamento di presa in giro di Solana.
-No, dai non volevo, era solo una situazione comica e … strana. Fermati con noi a festeggiare per favore. E poi voglio mostrare a tutti il tuo vestito. E’ veramente bello …sai, sei bravissimo! –
Sotto la maschera gnomo Monello è tutto rosso in faccia per le belle parole di Solana, non è abituato a parlare con nessuno e tantomeno a ricevere complimenti.
Preso dall’euforia del momento, accetta e la segue.
La gnoma, tolta la maschera a Monello, lo presenta a tutti e mostra il suo vestito. Tutti gli sono intorno e lo guardano stupiti per il bel lavoro fatto. Arriva anche Goffrey, che da lontano aveva assistito a tutta la scena, gli si avvicina e nell’orecchio gli sussurra – Bel lavoro amico mio, la tua mamma ne sarebbe orgogliosa! -.
Essendo il capo villaggio Goffrey conosce la vita di ogni suo abitante e sorridendo propone – Che dici Monello, visto quanto sei bravo, potresti d’ora in poi affiancare Solana, Frugola e me nell’organizzazione del Carnevale aiutandoci nel confezionare gli abiti! –
Solana e gli altri non aspettano neanche la risposta di Monello e iniziano a urlare felici andandogli incontro.
-Ora facciamo un bel brindisi a questa magnifica giornata – tutti, compreso Monello, prendono il bicchiere e lo alzano al cielo per brindare e giù, tutto in un sorso, bevono il super frullato di banane.
Lo gnomo è senza parole … per tutto il giorno ha sbucciato banane senza sapere quanto sono buone. Si lecca i baffi e avvicinandosi a Solana le dice timidamente – Sai, il tuo frullato non è niente male -.
La giornata è finita e tutti rientrano verso casa. Gnomo Monello, stanco ma felice, in groppa a Musti, ha ancora una cosa da fare prima di rientrare nella sua casetta: si ferma davanti alla bottega di gnoma Balba e compra, lasciando Musti senza parole, una bottiglia di latte – Amico mio, domani mattina per colazione frullato di banane! -.

La leggenda del Cavolo

Le vacanze di Natale sono finite e per i baby gnomi è arrivato il giorno di tornare a scuola.
Gnoma Fiabesca, la maestra, inizia la prima lezione del nuovo anno.
– Ben tornati piccoli, oggi vorrei parlare del Mondo dei bambini e rispondere a tutte le vostre curiosità-.
Un boato di felicità accoglie questa notizia e le mani, tremanti dall’eccitazione, dei baby gnomi iniziano ad alzarsi cercando l’attenzione della maestra.
– Oh bene, quante manine alzate! Vediamo un po’ … Broccoletto vuoi iniziare tu? – dice la maestra indicando un piccolo baby gnomo tutto emozionato nell’ultimo banco in fondo.
– Siiii! – esclama Broccoletto felice – io vorrei sapere … come nascono i bambini? -.
Il silenzio cala sull’aula, tuti i baby gnomi guardano curiosi la maestra che, sedendosi tranquillamente sulla sua comoda poltrona, inizia a rispondere alla domanda.
– La leggenda narra che i bambini nascono sotto i cavoli. Dopo nove mesi dalla semina il cavolo è raccolto e sotto di lui è cresciuto un piccolo neonato di bambino -.
Broccoletto rimane a bocca aperta, nei suoi occhi stupore e sorpresa e mentre la maestra continua a raccontare, la sua immaginazione lo porta lontano: suo papà gnomo Spavolo coltiva il cavolo!
Proprio in quel momento suona la campanella del pranzo – tutti in mensa, domani continueremo a parlare di quest’argomento – dice la maestra prendendo i piccoli per mano.

Broccoletto non sta più nella pelle, proprio quel pomeriggio ci sarà la raccolta dei cavoli. Esce da scuola come un fulmine e di corsa si avvia verso casa cantando allegramente:

“ Bianco, viola, giallo o verde sembri un fiore splendente,
Il tuo odore puzzolente nasconde un gusto sorprendente.
I tuoi cugini broccoletti sono ancora più perfetti
e sorella Verza vestita di foglie verdi brillanti è la regina di piatti stuzzicanti.”

Spalanca la porta e si trova di fronte sua sorella gnoma Verza
– Verza, dov’è papà?
– Ciao Broccoletto, stai calmo, cosa è successo? –
– Verza, per favore, dimmi solo dov’è papà! – esclama supplicando Broccoletto
– E’ andato a raccogliere i cavoli nell’orto con la mamma –
– Nooo! Devo raggiungerli subito! – e rimettendosi il cappello e i guanti esce di corsa di casa sbattendo la porta.
– Stai attento – urla dalla finestra Verza – fra poco farà buio, prendi la lanterna! – .

Il freddo pungente fa battere i denti a Broccoletto, che sorpreso dal calare veloce del buio, non riesce a trovare la strada per i campi. Pentito di non aver preso la lanterna, come consigliato da Verza, inizia a preoccuparsi e la paura di essersi perso gli fa scendere lacrime sul viso. Proprio in quel momento di disperazione, vede una luce in lontananza. Prende coraggio e inizia a correre in quella direzione. Davanti a lui una piccola casetta e tremante dal freddo bussa alla porta.
– Chi è?- risponde una voce cupa dall’interno
– Per favore, mi sono perso, ho bisogno di aiuto – dice singhiozzando il baby gnomo.
La porta si apre e davanti a lui gnomo Monello con un’espressione seria in volto; Broccoletto sa bene chi è lo gnomo che ha difronte, al villaggio lo conosco tutti come scorbutico e antipatico.
– Buonasera, mi dispiace di averla disturbata, ma ho perso la strada per i campi – continua Broccoletto spaventato – stavo cercando di raggiungere i miei genitori, fa freddo e … c’è buio e … -.
– Sì, si basta! Ho capito! Entra! – dice bruscamente Monello interrompendolo.
Broccoletto entra in casa: il calore proveniente dal camino acceso lo riscalda immediatamente e i brividi spariscono.
– Senti piccolino, fuori fa freddo e non possiamo uscire altrimenti domani mattina ci troveranno congelati come ghiaccioli – dice lo gnomo avvicinandosi alla dispensa e tirando fuori pacchi di dolci – Stanotte puoi stare qui, dormirai con Musti sul divano, e se hai fame, qui c’è qualcosa da sgranocchiare – Monello lascia sul tavolo un piatto pieno di dolci e caramelle e senza salutare si chiude in camera sua.
Affamato il baby gnomo mangia tutto e con la pancia piena si addormenta vicino al camino.
Nel frattempo, non vedendolo rientrare a casa, la famiglia di Broccoletto, guidata da papà gnomo Spavolo, inizia a cercarlo per tutto il villaggio. Lo gnomo grande e grosso è famoso nel villaggio per la sua forza e per il suo carattere fermo e deciso, ma in questa situazione, preoccupato per la scomparsa del piccolo, si sente affranto e abbattuto chiede l’aiuto degli abitanti del villaggio. La notte trascorre agitata alla ricerca di Broccoletto, ma al mattino ancora nessuna notizia del baby gnomo.

Il rumore di una porta che sbatte sveglia Broccoletto, che all’istante si alza dal divano e si sistema i vestiti. Di fronte a lui gnomo Monello, impegnato a riempire uno zaino.
– Bene ti sei svegliato! Sistemati che è ora di riportarti al villaggio! Ti aspetto fuori! – dice lo gnomo mettendosi lo zaino in spalla e uscendo da casa.
I due saltano in groppa a Musti e vi avviano verso casa di Broccoletto.

Urla di gioia, lacrime, abbracci e carezze accolgono il rientro a casa del baby gnomo.
– Ci hai fatto spaventare – dice mamma gnoma stringendolo a se in lacrime.
Gnomo Spavolo, avvisato dalla figlia Verza, torna di corsa e ricomponendosi si avvicina al figliolo
– Mi vuoi spiegare cosa avevi in mente? Perché sei venuto ai campi? – dice con voce dura e severa
Broccoletto un po’ intimorito cerca di rispondere – Papà scusami, ma volevo solo vedere i bambini sotto i cavoli –
– Cosa? Che bambini? – esclama irritato lo gnomo
– La maestra ci ha raccontato che i bambini nascono sotto i cavoli ed io volevo vederli! – risponde Broccoletto
– Piccolo della mamma, è solo una leggenda! Gnoma Fiabesca deve avertelo detto, i bambini sono portati dalla cicogna – interviene la mamma accarezzandogli la testa.
Monello, stufo di tutte queste “coccole”, cerca di allontanarsi silenziosamente ma gnomo Spavolo tempestivamente lo ferma – Dove credi di andare tu? – gli dice serioso – Siamo in debito con te, oggi pranzerai con noi ! -.

Mamma gnoma aiutata dalla figlia Verza, si mette subito ai fornelli per preparare un buon pranzetto in onore di Gnomo Monello e di dare qualcosa di salutare al suo figliolo che è rientrato a casa con un gran mal di pancia per tutti i dolcetti che aveva mangiato la sera prima per cena.
L’odore del cavolo sul fuoco è disgustoso, e gnomo Monello si sente quasi male – Devo trovare una scusa per andare via, io non voglio mangiare queste cose orrende – pensa tra se e se.
Una volta a tavola però le cose cambiano, i piatti hanno un aspetto fantastico, di un verde brillante, e il profumo ora è delizioso. Monello è il primo a essere servito: un’abbondante porzione fumante di sformato di cavolfiore al forno, filane e cremoso, ricco di formaggio. Nonostante sia bollente, lo gnomo non riesce a fermarsi nel mangiarlo e in men che non si dica svuota il piatto.
– Come sono contenta – esclama mamma gnoma soddisfatta nel vedere i piatti vuoti – ora assaggerai la nostra specialità, la zuppa di broccoli, Broccoletto ne va matto – dice rivolgendosi a Monello.
Il baby gnomo, infatti, si è già riempito il piatto e a grandi cucchiaiate finisce tutto in un baleno. Anche Monello, diffidente all’inizio, svuota la sua scodella e con sorpresa si ritrova a chiederne ancora.

Il pranzo finisce tranquillamente tra chiacchere e risate. Gnomo Monello rimane sorpreso nel vedere quanto sia simpatico Gnomo Spavolo, il suo aspetto da duro nasconde invece un gran cuore.
Broccoletto, ormai in confidenza, gli si siede sulle ginocchia e inizia a raccontargli le sue avventure con gli amici … Monello rimane senza parole, ma l’entusiasmo di questo piccolo gnomo e il calore della sua famiglia lo contagiano e gli strappano un dolce sorriso.

Le Caramelle della Befana

Gli abitanti del villaggio di Ortolandia si godono gli ultimi giorni di festa: i baby gnomi giocano con la neve mentre i grandi si riscaldano bevendo le ottime tisane e gustando i deliziosi dolcetti nella pasticceria di gnoma Ariwi. Tra di loro gnomo Goffrey che seduto a un tavolo con gnoma Ariwi controlla gli ultimi preparativi per la festa della Befana.
– I baby gnomi hanno già appeso le loro calze sulla grande quercia, il tendone è pronto nella piazza, non dovrebbe mancare nulla. Ariwi hai preparato tutto il buffet? – chiede il Capo villaggio
– Certo Goffrey, devo solo infornare le tortine e preparare i frullati. Domani di prima mattina finisco tutto così quando arriveranno i piccoli, il buffet sarà pronto!- risponde la gnoma
– E le caramelle gelatinose per la Befana? –
– Pronte, confezionate e chiuse nel sacco nascosto dentro la quercia! – risponde la gnoma entusiasta.
Ogni anno, la dolce pasticcera, prepara delle squisite caramelle gelatinose al kiwi che la Befana usa per riempire le calze dei baby gnomi buoni.

Contento e soddisfatto, Goffrey saluta l’amica e prende la strada verso casa. Ormai fuori è buio, la piazza è vuota, gli abitanti del villaggio sono al calduccio nelle loro casette: intorno pace e silenzio. Qualcosa però attira l’attenzione del Capo villaggio, uno strano rumore proviene dalla grande quercia.
“Non può essere la Befana” pensa Goffrey “ è troppo presto!” Preoccupato, si avvicina di soppiatto e nascondendosi dietro ad un cespuglio cerca di vedere quello che sta accadendo.

Gnomo Monello, con la sua calza in mano, si sta arrampicando alla grande quercia per cercare un ramo libero dove appenderla.
– Accidenti! Non è possibile che non ci sia un ramo libero per me! Ora butto via qualche calza così faccio spazio alla mia! – esclama arrabbiato lo gnomo, non accorgendosi che il Capo villaggio, avendolo riconosciuto, si è avvicinato a lui.
– Monello! Mi vuoi spiegare cosa stai combinando? – chiede Goffrey con la sua vociona spaventando lo gnomo, che perdendo l’equilibrio, cade giù dalla quercia come un sacco di patate.
– Goffrey … – risponde lo gnomo rialzandosi da terra tutto acciaccato – stavo … insomma … provavo … bè, volevo appendere la mia calza, ma non c’era posto! -.
– Perché di nascosto? Non potevi venire oggi come hanno fatto tutti gli altri? – dice il Capo villaggio aiutando Monello a ripulirsi dopo la caduta. Lo gnomo, imbarazzato, preferisce non rispondere e a testa bassa raccoglie la sua calza.
– Dammi qua! Ci penso io – Goffrey prende la calza e guardando bene la quercia trova un ramo libero dove appenderla – ecco fatto! Ora vai a casa che fa freddo, ci vedremo domani mattina e chissà che la befana quest’anno non cambi idea e invece del solito carbone ti metta qualche caramella -.
Monello salta in groppa a Musti e spariscono nel buio.
La prima luce dell’alba illumina la cucina di Ariwi che, già ai fornelli, prepara il suo super frullato ai kiwi e inforna le crostatine alla frutta cantando allegramente:
“ Sotto la buccia marrone pelosa, si nasconde un frutto dalla polpa succosa
Verde brillante con tanti puntini sono i tuoi piccoli e dolci semini
Il raffreddore fai passare a tutti i bambini che stanno male
La torta magica fai diventare con il tuo sapore spettacolare”

Tutto è pronto nel tendone, i baby gnomi arrivano di corsa verso la grande quercia e Goffrey contento li aspetta a braccia aperte. Arriva anche gnomo Monello tutto agitato, non si ricorda dove il Capo villaggio ha appeso la sua calza, quindi si rassegna ad aspettare il suo turno.
Proprio in quel momento qualcuno pronuncia il suo nome, lo gnomo corre verso la quercia, dove trova Goffrey con la sua calza.
– Buongiorno Monello, riposato bene stanotte? – chiede il Capo villaggio porgendogli la calza.
Lo gnomo non risponde neanche, prende la sua calza con prepotenza e la apre. Il suo sguardo lascia capire che dentro non c’è nulla di buono e amareggiato butta la calza piena di carbone nel cestino vicino alla quercia. Goffrey gli si avvicina con fare amichevole – Sai Monello, se non ti comporti bene, se non diventi buono, la Befana non ti porterà mai le caramelle. Ho un’idea però – e prende lo gnomo per mano – vieni con me, devo aiutare Ariwi con i baby gnomi per la colazione nel tendone, puoi unirti a noi, sarebbe il primo passo per cambiare -.
Monello e Goffrey entrano nel tendone e raggiungono Ariwi dietro il bancone, dove la gnoma sta già servendo i primi baby gnomi: un piatto pieno di cose deliziose e salutari dalle tortine di frutta ai dolcetti ripieni tutto accompagnato dal super frullato ai kiwi!
Tutti i baby gnomi sono serviti velocemente grazie all’aiuto di Monello. Risate e canti accompagnano la colazione dei piccolini, che si scambiano felici i dolcetti trovati nelle loro calze.
Ariwi si avvicina a Monello – Sei stato bravissimo, grazie mille, senza di te quest’anno avrei fatto tanta fatica a servire tutti! – dice dolcemente la gnoma – Siediti qui con me, ora tocca a noi fare colazione – La gnoma prepara due piatti pieni di cose buone e due bicchieri pieni di frullato.
Monello si avvicina timidamente e si siede: il profumo dei dolcetti è fantastico ma quel frullato dal colorito verdognolo non lo convince. Ariwi se ne accorge e interviene subito alzando il bicchiere verso Monello e dicendo – Brindiamo al nostro lavoro e a questa giornata di festa – .
Lo gnomo imbarazzato non ha altra scelta e dopo aver brindato, avvicina il bicchiere alla bocca, la sua espressione in viso cambia e Ariwi lo guarda soddisfatta.
– E’ veramente buonissimo – dice Monello pulendosi la bocca dopo aver svuotato il suo bicchiere
– Ti ringrazio – risponde Ariwi – è fatto con del buon latte e dei kiwi maturi e succosi: sono frutti ricchi di vitamine e danno tanta energia, ti sentirai un leone -.

La mattinata è passata tranquillamente e i baby gnomi, contenti e con la calza piena, rientrano a casa. Monello vedendo Ariwi indaffarata a riordinare tutto, decide di aiutarla mentre Goffrey da lontano lo guarda felice, forse quel piccolo gnomo non è poi così cattivo.
– Monello mi ha fatto piacere passare questa mattinata insieme – dice Ariwi consegnando un pacchettino allo gnomo – Questo è per te, per ringraziarti di tutto -.
Monello non sta nella pelle e lo apre subito: caramelle gommose, le sue preferite!
– Poiché hai apprezzato il kiwi, ho pensato di farti assaggiare anche le caramelle gelatinose fatte con il suo succo, le preparo io di persona -.
Lo gnomo rimane senza parole, non sapeva che le sue caramelle preferite erano al kiwi. Contento e soddisfatto saluta la pasticcera e rientra a casa gustando le gelatine fantastiche che la sua nuova amica gli ha regalato … forse continuando a comportarsi così l’anno prossimo la Befana gli riempirà la calza!

Un Concerto al Profumo d’Arancia

Mancano solo due giorni a Capodanno e la neve continua imperterrita a scendere. Goffrey e i suoi amici sono molto agitati, dove faranno il concerto di fine anno visto che la piazza è completamente sommersa dalla neve?

-Goffrey, potremmo sistemare il teatro? – propone gnomo Mariaci

-Ma non ci stiamo tutti amico mio! – risponde pensieroso il Capo Villaggio continuando a camminare su e giù dentro il suo ufficio.

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