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Risotto con salsiccia, raspadura e fichi: non avrei scommesso un euro!

Quando ho visto il Risotto Affumicato ai fichi della mia amica Maria Grazia (correte a vedere il suo blog Gli esperimenti di Mary Grace) mi son detta: questo lo voglio assaggiare, è spettacolare! In frigorifero 5 fichi, gli unici superstiti alla mia maratona sui fornelli per preparare la marmellata di fichi e cannella. Eh si, perché dopo la borsina che mi aveva regalato Gloria, ho trovato al mercato dei fichi e così ho comprato una bella cassettina e mi sono data da fare! Niente ricotta affumicata e speack, sostituiti con formaggio Raspadura, tipico della mia zona, che oltretutto è senza lattosio quindi perfetto per me e salsiccia mantovana fresca che avevo comprato al mercato quella stessa mattina. Ho voluto provare anche un riso nuovo e ha tenuto molto bene la cottura! Una versione meno delicata e raffinata della sua, ma avevo troppa “gola” di provare un risotto con i fichi.  Mi metto ai fornelli, quando si avvicina Serena e mi dice :”Mamma, che si mangia stasera?”. Oddio, risotto con i fichi per le bimbe??? Non avevo pensato a loro!
“Sorpresa” gli rispondo, cercando di mantenermi più tranquilla possibile, mal che vada lo mangiamo io e Mauro e a loro si fa sempre in tempo a preparare una frittatina con le zucchine e un piatto veloce di spaghetti al pomodoro: uova già sul piano di lavoro e di corsa il sugo fuori dal frigo… “tanto finirà così” mi dico!
Agitata come non mai porto in tavola questo meraviglioso risotto dal profumo eccezionale: Mauro, affamato più del solito, si fionda sul piatto; Greta prende il suo cucchiaino e inizia a mangiare e Serena?? è lei il vero critico!
“Mamma, è buonissimo, ma ci sono dentro i fichi!!! “Si, si amore mio, è buonissimo!” e chi lo avrebbe detto? già… non ci avrei scommesso un euro su questo suo giudizio e avrei perso!
Descrivervi questo piatto? Saporito, leggermente dolce, cremoso e delicato: una vera delizia che ha arricchito la tavola e ha reso magica come non mai la nostra Favola!
Grazie Mary Grace per l’ispirazione!

Ingredienti per 4 persone:

280gr di riso carnaroli La Pila (prima prova)
5 fichi
1 scalogno
300gr di salsiccia mantovana
100gr di formaggio Raspadura Bella Lodi
1 bicchiere di vino bianco
noce moscata q.b.
brodo vegetale q.b.
olio evoq.b.
sale q.b.

Tritale lo scalogno e mettetelo a soffriggere in una casseruola insieme a tre cucchiai di olio, unite la salsiccia sbriciolata e lasciate rosolare per bene. Unite il riso, fate tostare bene e sfumate con il vino bianco.

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Ora aggiungete il brodo piano piano, portando a cottura. A pochi minuti dalla fine unite 4 fichi tagliati a pezzettini.

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Spegnete il fuoco, aggiungete la raspadura, fate ben mantecare, aggiustate di sale e lasciate riposare un minuto.

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Tagliate l’ultimo fico in fettine, spolverizzatele di noce moscata e una volta servito il riso nei piatti decoratelo con le fettine.

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Le foto questa volta non rendono onore al piatto… urge macchinetta nuova! ;-))

 

Fichi

Il fico comune (Ficus carica) è una pianta xerofila dei climi subtropicali temperati, appartenente alla famiglia delle Moraceae ed è in assoluto una delle piante più antiche della storia. Le prime civiltà agricole in Mesopotamia, Palestina ed Egitto coltivavano il fico che si diffuse poi lentamente in tutto il bacino del Mar Mediterrane, ma le origini portano in Asia occidentale.
Nella Bibbia viene citato come primo vestito: Adamo ed Eva si vestivano infatti con foglie di fico. In India è l’albero cosmico del Risveglio di Buddha. Per gli Egizi il fico rappresenta la Rinascita di Osiride, il sole, l’albero della vita! Per i Greci il fico è protagonista di moltissimi miti: Platone lo considerava fonte di intelligenza. Per i Romani è pianta sacra come la vite e l’ulivo, infatti Plutarco racconta che anticamente il fico era sacra e legato alle origini di Roma. Pare infatti che la cesta contenente Romolo e Remo, non fu trascinata dalla corrente del Tevere che era straripato, ma si arenò miracolosamente in un’insenatura fangosa, sotto un fico selvatico: proprio all’ombra di questo fico la lupa nutrì i due gemelli figli di Marte e della vestale. Della pianta, divenuta sacra, si presero cura da allora i sacerdoti. Plinio sosteneva che mangiare fichi “rende più forti i giovani, aiuta la salute degli anziani e attenua le rughe”. L’imperatore Augusto se ne nutriva insieme al formaggio e ai pesci, per Seneca, insieme al pane, costituivano un pasto inter. In generale, sia i greci che i romani, coltivarono intensamente il fico, soprattutto nelle regioni della vite, dell’olivo e degli agrumi, ovvero in Puglia, Campania, Sicilia e, ovviamente, in Calabria, dove tuttora la produzione è ben avviata ed in fase crescente, dove i contadini lasciano seccare al sole i fichi come facevano i popoli antichi che li hanno preceduti.

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Le varietà di fichi sono moltissime, oltre 150 e si distinguono, oltre che per le dimensioni anche per i colori che possono essere verdi, marroni, viola e neri. Le varietà più apprezzate e commercializzate sono quelle verdi e nere.

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Il fico è composto per l’ 80 % da acqua e in piccola percentuale da proteine. Seguono i grassi, gli zuccheri e le fibre I minerali presenti nei fichi sono rappresentati dal calcio, potassio, ferro, sodio e dal fosforo, mentre, le vitamine, sono rappresentate dalla provitamina A, B6, C e la PP. E’ grazie alla presenza di queste sostanze che ai fichi vengono riconosciute buone proprietà terapeutiche e nutritive riconosciute ed apprezzate fin dall’antichità:

– Proprietà lassative
– Ottimo digestivo grazie agli enzimi in esso contenuti
– Ottimo curativo contro infiammazioni urinarie e polmonati, stati febbrili e gastrite
– Perfetto contro i foruncoli, ascessi e gonfiori

Il fico è un frutto particolarmente delicato, se non lo consumate subito si conserva per un massimo di tre giorni in frigorifero, in qualche contenitore chiuso onde evitare l’assorbimento di odori provenienti da altri cibi presenti nel frigorifero.
Un’altra soluzione di conservazione può essere il congelamento ma, in questo caso, bisogna ricordarsi che i fichi potranno essere conservati per non più di trenta giorni.
I fichi secchi invece possono essere conservati più a lungo.
Eccoci con un altro frutto di questo mese di Settembre che con la sua dolcezza renderà ogni piatto ancora più buono!!! Tantissime ricette ci aspettano, non mancate!