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Crostata al profumo di Lavanda con ripieno di Mele e Marmellata di Mele e Lavanda senza lattosio: C’era una volta … La leggenda della Primavera

Nell’aria si sente già profumo di Primavera, sui rami degli alberi si scorgono i primi germogli e nei campi qualche margherita già si vede. Oggi, per la Rubrica C’era una Volta…, voglio condividere con voi una meravigliosa Favola che ho trovato in un bellissimo libro lasciatomi dal mio caro nonno Luigi, anche lui amante della lettura e della natura. Ricordo ancora le giornate passate nel suo orto insieme… ci manca tanto a tutti!
Vi porto con me dentro questa bellissima favola…

LA LEGGENDA DELLA PRIMAVERA

“Era una mattina soleggiata.
La foresta riprendeva vita. Il sole sorgeva imponente su tutto, la neve dello scorso inverno stava scomparendo grazie ai deboli ma tenaci raggi di sole.
Gli animali si svegliavano dal loro letargo. I prati verdi cominciavano a muoversi grazie alla fresche brezza mattutina.
Improvvisamente tutti gli animali scattarono a quel suono: lei si era svegliata.
Tutti si diressero al centro della foresta verde, dove si trovava una caverna.
Da li proveniva un dolce profumo di fiori appena sbocciati e una melodia allegra alleggiava nell’aria.
Poco dopo presero a crescere fiori di ogni genere e colore. Era davvero bellissimo.
Poi da quel buco nella pietra s’intravide una luce, riscaldava l’animo dei nostri giovani amici, i quali si sentivano di nuovo pieni di energie .
Infine si fece vedere. Aveva un vestito lungo e azzurro fino ai piedi, i capelli lunghi e biondi intrecciati con una corona fatta di fiori, le orecchie a punta s’intravedevano appena tra quei fili d’oro, gli occhi verdi ed un bellissimo sorriso.
Intorno a lei volteggiavano milioni di farfalle dai variopinti colori, e graziosissime api e coccinelle.
Mentre usciva da quella caverna, rimasta a riposo, troppo a lungo, danzava. Perché lei era cosi, un animo puro che ballava felice.
Lei rabbrividì leggermente al contatto dei suoi piedi con l’umido terreno della foresta.
Gli animali la guardavano tranquilli. Sapevano perfettamente che quella melodia era prodotta dal suo cuore di fata. Loro non la temevano.
Lei era la vita, il risveglio dopo il lungo ed interminabile sonno della natura.
Colei che faceva sbocciare i fiori, risvegliare dal letargo gli animali, lo scorrere di tutto viene ripreso non appena il suo cuore di fata riprende a battere.
Dopo un po’, si gira verso l’orizzonte e guarda oltre la foresta, lontano da quel luogo, finché lo si sente arrivare: al galoppo, più veloce della luce, allora il sorriso della nostra Fata si allarga sempre più.
Un unicorno bianco, dagli occhi blu ed il corno argentato fa la sua comparsa proprio davanti a lei.
Lei si avvicina cauta, quella creatura è ancora più fragile di lei. Apre la mano e da li appare magicamente un semino che ben presto diventa un pomo d’argento.
Lei s’inchina con eleganza degna di una vera principessa, davanti all’unicorno con il pomo d’argento rivolto verso il muso del cavallo.
Lui dapprima lo annusa con sospetto, poi lentamente lo mangia.
A quel punto lei si alza velocemente e lo accarezza con dolcezza, baciandolo sul muso.
Poi si alza in volo leggiadra come una piuma ed atterra sul cavallo, ad amazzone. Lui non sembra a disagio. Poi con un piccolo colpetto all’unicorno da parte della fanciulla, lui si volta e parte al galoppo, da dove era arrivato.
Mentre sfrecciava via, la melodia della giovane scompariva pian piano, lasciando al suo posto un dolce aroma.
E com’era apparsa, si era volatilizzata.
Gi animali che erano rimasti ad osservare la scena sapevano cosa sarebbe successo da li a poco. La fata, avrebbe passato a cavallo svariati territori, risvegliando la natura con il dolce profumo della vita.
Perché lei, è la Primavera.”
E’ bellissima vero? Un sogno ad occhi aperti, che lascia una dolcezza unica nel cuore. E questa dolcezza io e la mamma l’abbiamo trasformata in un Dolce troppo troppo buono!!! Un abbraccio a tutti, passo la parola al nostro Capitano e vi ricordo che la Rubrica tornerà entro fine mese per la favola che ha scelto la mia sorellina Greta!
ciao SERENA!

Come vi raccontava Serena oggi portiamo in tavola un buonissimo dolce: UNA CROSTATA integrale  al PROFUMO DI LAVANDA, con un RIPIENO DI DOLCI MELE e MARMELLATA DI MELE e LAVANDA, senza lattosio e senza burro! Andiamo subito in cucina a preparare questa delizia!

Ingredienti :

200gr farina per dolci
100gr di farina integrale
120gr di farina di riso
2 uova grandi
110 ml di olio di semi di mais o girasole
200 gr zucchero di canna
1 bustina di lievito per dolci
mezza tazzina di infuso di lavanda
un pizzico di sale
Marmellata di Mele e Lavanda
3 Mele Fuji

In una ciotola unite le farine, le uova, l’olio, lo zucchero, il lievito, il sale e iniziate a lavorare insieme tutti gli ingredienti aggiungendo piano piano l’infuso di lavanda fino ad ottenere un bel panetto omogeneo. Fate una palla, ricoprite con la pellicola e mettete in frigorifero per almeno 30 minuti. Riprendente l’impasto, tiratene via un terzo che rimetterete in frigorifero e iniziate a stendere la restante parte con l’aiuto di farina e di un mattarello. Oliate una teglia, infarinatela e disponete questo primo cerchio che io lascio abbastanza spesso. Lavate, sbucciate e tagliate le mele a fette. Disponetele all’interno e alternate gli strati con la marmellata di mele e lavanda. Riprendete la pasta rimasta in frigorifero, stendetela e ricoprite completamente la crostata, rifinendo bene i bordi.  Con i residui rimasti decorate la superfici, Serena ha fatto un cuoricino e con la forchetta dei decori. Bucherellate la superficie e infornate a 180° per 40/45 minuti circa. Ora non vi resta che far raffreddare, tirare via dalla teglia e godervi una fetta di questa buonissima, leggera e profumata Crostata!

 

La Torta Vincente

Al villaggio di Ortolandia anche quest’anno gli gnomi sono indaffarati a preparare una bellissima festa per dare il benvenuto all’Estate.
-Sistemate gli striscioni più in alto, forza! – urla Goffrey – e preparate tutte le bancarelle colorate ! -.
Intanto gnoma Iota svolazza sul villaggio in groppa a Regina la sua amica colibrì per controllare se i preparativi procedono bene.
– Come mi piace questa festa Regina. Ogni anno aspetto con impazienza questo giorno per partecipare alla gara di cucina. Come sono emozionata, chissà se quest’anno riuscirò a vincere! -.
-Tutto ok da qui Goffrey! – dice Iota – se non hai più bisogno di me, andrei a prepararmi per stasera -.
– Grazie Iota! A Più tardi e in bocca al lupo! – risponde il capo villaggio salutando l’amica.

Arrivata a casa Iota si mette il grembiule, si lava le mani e si mette subito ai fornelli per preparare il piatto da portare alla gara di cucina: una deliziosa torta alle carote!
Grattugia le carote e con farina, uova e zucchero inizia a impastare cantando allegra.
“I tuoi occhi belli vuoi far diventar, le mie carote devi mangiar, con tanta voglia le devi assaggiar e vedrai i tuoi occhi brillar”

– Musti dove sei? Devo andare al villaggio da Delizia a comprare un po’ di caramelle e dolci! – dice Monello – Eccoti su forza si parte! – Lo gnomo in compagnia del suo amico puzzola si avvia.
– Cos’è questa musica? – lo gnomo si ferma di colpo all’ingresso del villaggio, dove uno striscione immenso tutto colorato dà il benvenuto alla festa – Noooo! La Festa dell’Estate! Me ne ero completamente dimenticato! E ora? -.
Gnomo Monello si mette il mantello e dice alla sua amica puzzola – Musti tu aspettami qui all’ingresso che io faccio in un attimo – tira su il cappuccio per non farsi riconoscere e si avvia verso il negozio di dolci.

Nel frattempo nello stand dove si farà la gara di cucina, tutti gli gnomi sono molto agitati . – Goffrey ora che facciamo? Fra poco inizia la gara – dice gnoma Frugola.
-Semplice, dobbiamo trovare un sostituto! – risponde il capo villaggio. Eh sì perché gnomo Giuppi, uno dei giudici della gara, si è ammalato e se la giuria non è al completo, la gara non può aver inizio.
Tutti i partecipanti alla gara iniziano ad arrivare. Tra loro c’è anche gnoma Iota tutta euforica. In mano ha il suo cestello con dentro il suo delizioso piatto. A un certo punto qualcosa la spinge con forza a terra… si è scontrata con qualcuno. Per fortuna cadendo è riuscita a tenere dritto il cestino.
-Per tutti i broccoletti, ma chi è stato? – Iota alza lo sguardo e si trova difronte gnomo Monello tutto nascosto nel suo mantello e intento a raccogliere da terra tutte le caramelle che gli sono cadute durante lo scontro.
– Monello! Non potevi che essere tu! Ma non guardi dove cammini? – dice Iota rialzandosi da terra.
-Sei tu che non guardi ! – risponde maleducato lo gnomo
– Si certo, sei sempre il solito burbero! Scusa che ci fai qui alla festa? – prima che lo gnomo potesse rispondere, arriva Goffrey – Che succede qui? E cosa ci fanno tutte queste caramelle per terra? Monello….cosa hai combinato stavolta? -.
Iota spiega brevemente al capo villaggio quello che è successo, mentre insieme aiutano Monello a recuperare le sue caramelle.
-Bene se mi date le mie cose, io andrei a casa, che tutta questa musica mi ha già fatto venire il mal di testa – dice Monello. Proprio in quel momento a Goffrey viene una brillante idea.
-Non dovresti chiedere scusa a Iota per averla spinta a terra? – dice il capo villaggio
– Io non ho fatto niente, è lei che non mi ha visto! – risponde Monello
– Ho un’idea …. Per farti perdonare e se rivuoi le tue caramelle, devi venire con noi: abbiamo bisogno di te! -.

E così Monello si ritrovò seduto in giuria come giudice della gara di cucina. Il pensiero di dover assaggiare tutti quei piatti di verdure gli faceva venire i brividi, ma non poteva dire di no a Goffrey, lui era il capo villaggio! La gara è iniziata, piatti di ogni tipo da zuppe a verdure ripiene passavano davanti ai giudici per l’assaggio. Monello faceva una gran fatica ma sotto lo sguardo attento di Goffrey assaggiava sempre tutto e svolgeva il suo ruolo in modo impeccabile.
Finalmente è arrivato il turno di Iota: la sua torta di carote viene portata ai giudici. Tutti sembrano deliziati da questo piatto, anche Monello dopo il primo morso alla sua fetta non riesce più a smettere di mangiare.
“Accidenti che buona! Non posso credere che sia fatta con le carote” pensa lo gnomo leccandosi le dita.
La gara è finita e la giuria si riunisce per decidere il vincitore.
Goffrey sale sul palco – Amici miei, voglio ringraziare tutti perché anche quest’anno la festa è stata bellissima! Ora è arrivato il momento tanto atteso da tutti: l’elezione del vincitore della gara! – annuncia il capo villaggio prendendo la busta con il nome del vincitore.
I giudici hanno così deciso – dice lo gnomo aprendo la busta – Il vincitore di quest’anno è ….Iota con la sua buonissima torta di carote! –
La gnoma urla dalla felicità ed emozionata sale sul palco dove Goffrey gli consegna il premio – Congratulazioni Iota! -.
-Grazie, grazie a tutti ! – dice la gnoma commossa.

Goffrey scende dal palco e si avvicina a gnomo Monello – Che dire, bel lavoro amico mio. L’anno prossimo potresti tornare come giudice alla festa, hai visto che tanto male non sono i piatti con le verdure! E mi sembra che hai apprezzato molto la torta di Iota! – dice il capo villaggio consegnando un pacchettino a Monello – Qui ci sono le tue caramelle come promesso e, anche il pezzo di torta di carote avanzata – dice Goffrey facendo l’occhiolino allo gnomo e allontanandosi.
Monello prende tutto e lo mette nel suo zainetto, poi corre all’uscita del villaggio in cerca di Musti che come promesso era rimasta lì ad aspettarlo – Amica mia, non sai cosa mi è successo! – dice lo gnomo salendo in groppa alla puzzola – Corriamo a casa, stasera c’è una cenetta deliziosa che ci aspetta -.
E mentre rientrano a casa, lo gnomo sente già in bocca il sapore di quella deliziosa torta di carote!

Scritto da Manuela Di Maio
Immagini Serena Capellini

Un Regalo d’Amore

Sedute su una coperta nel parco, un gruppo di gnome chiacchera insieme gustando un po’ di frutta fresca: tra loro gnoma Parigina, gnoma Iota, gnoma Lorera e gnoma Frugola.

– Ehi Frugola, domani è il tuo compleanno … chissà cosa ti regalerà Monello! – dice scherzando gnoma Iota.
– Smettila di prendermi in giro, siamo solo buoni amici quindi non mi aspetto niente da lui! – risponde innervosita Frugola.
Intanto a casa di gnomo Giofo, Monello, molto agitato chiede consiglio a gnoma Mammola
– Domani è il compleanno di Frugola e non so cosa fare! Vorrei fargli un regalo ma … insomma alla fine siamo solo buoni amici! –
– Figliolo – risponde dolcemente Mammola prendendolo per mano – è una cosa bellissima voler bene a una persona e sono certa che Frugola te ne vuole tanto e sarebbe felicissima di ricevere un regalo da te!
– Se lo dici tu Mammola – dice diffidente Monello – ma cosa posso regalarle? –
– Ho una grande idea: potresti cucinare per lei qualcosa e poi invitarla ad un picnic! E’ una cosa così romantica! – risponde la gnoma tutta contenta.
– Io cucinare ? Ma stai scherzando? – lo gnomo guarda Giofo in cerca di aiuto
– Sai che è proprio una bella idea! E non c’è insegnante migliore di mia moglie – dice Giofo dando una pacca di incoraggiamento sulla spalla del giovane gnomo.
– Sentiamo … cosa dovrei cucinare? –
– Una bella torta ricca del frutto preferito da Frugola: le sue fragole! – risponde tutta entusiasta Mammola.
Sul viso di Monello appare all’istante un bel sorriso,la gnoma ha avuto un’idea geniale, ma improvvisamente il terrore compare nei suoi occhi
-Monello, non ti senti bene? – chiede Giofo vedendo la reazione dello gnomo
– Io, penso, di essere allergico alle fragole! – risponde abbattuto Monello – ho dei vaghi ricordi di quando ero piccolino e la mia mamma mi preparava la macedonia di fragole … una volta sono stato molto male e da quel giorno non me le ha più preparate. Poi ho solo il ricordo di quando mi ha lasciato ed è salita in cielo… –
“Povero ragazzo, rimasto solo fin da piccolino, ecco perché mai nessuno gli ha insegnato a voler bene, a comportarsi bene, a mangiare bene” pensa tra se gnoma Mammola.
– Non ci resta che provare Monello. Tu rimani qui con Giofo, io vado da Frugola a prendere un po’ di fragole così vedremo se sei allergico – e con la borsa sottobraccio, la gnoma esce spedita di casa.

Gnoma Frugola, come tutte le mattine, dopo la colazione con le amiche, è al campo a raccogliere le fragole
“ Rosse come rubini sembrate dei cuoricini
Dolci e succose profumate come le rose
Con la panna o col cioccolato siete buone anche nel gelato
e come per magia ogni brutto pensiero portate via”

– La tua splendida voce è gioia per le mie orecchie – dice gnoma Mammola avvicinandosi alla giovane
– Ciao Mammola, che piacere vederti! – esclama Frugola stringendola in un caloroso abbraccio
– Piccola mia, sono venuta a trovarti perché vorrei un po’ di fragole per preparare una buona torta, Giofo diventa vecchio e continua a brontolare che gli preparo sempre le stesse cose! – dice ridendo Mammola
– Certamente! Le ho appena raccolte – risponde Frugola consegnando un cesto pieno di fragole all’amica
– Come sono belle e devono essere buonissime – Mammola ne prende una e subito l’assaggia – Mi sbagliavo, sono spettacolari! -.
Le due amiche si salutano e Mammola torna velocemente a casa.
– Eccomi qui! Forza assaggiane subito qualcuna senza esitare che abbiamo poco tempo! – la gnoma prepara un piatto con qualche fragola e lo consegna a Monello
La paura di stare male assale immediatamente il giovane gnomo che non riesce a mangiare neanche una fragola
– Monello! – interviene urlando Mammola – vuoi si o no dimostrare a Frugola il tuo amore? Allora forza, che gnomo sei se hai paura di assaggiare delle semplicissime e ti assicuro buonissime fragole? –
Le parole di Mammola scuotono l’orgoglio dello gnomo che in un sol boccone mangia tutte le fragole. I suoi occhi si chiudono estasiati dal sapore fantastico di questi frutti e tornano nella sua mente bellissimi ricordi di quando era un baby gnomo.
– Bene ora aspettiamo qualche minuto e vediamo la reazione – dice Giofo.
Dopo dieci minuti Monello è sano come un pesce: non è allergico alle fragole!
– Benissimo ora che abbiamo risolto il problema non ci resta che organizzare questo picnic! – Mammola prende un foglio con una penna e lo consegna a Monello
– Dunque per prima cosa devi mandare questo invito a Frugola. Scrivi:

“ Cara Frugola ti aspetto domani mattina per colazione al Parco dei Gigli vicino al Laghetto delle Ninfee per un simpatico picnic insieme.
Ciao Monello”

– Bravo, ora dammelo che lo metto in questa busta e .. Giofo , vai a casa di Fruogola e mettilo nella casella della sua posta –
– Tu invece vieni con me in cucina – dice Mammola prendendo per il braccio Monello che è rimasto completamente senza parole – dobbiamo metterci ai fornelli – .

La luce del mattino sveglia Frugola, dopo una notte agitata per l’emozione e la felicità per l’invito di Monello. La giovane gnoma si guarda allo specchio
-Auguri a me stessa! Buon compleanno Frugola. Oggi sarà sicuramente un giorno bellissimo – .

Intanto nella sua casetta gnomo Monello si sta preparando, deve passare da Mammola a ritirare tutti i dolci preparati il giorno prima: una buonissima torta con crema e fragole fresche, delle fragole ricoperte di cioccolato e dei deliziosi muffin alle fragole.

Frugola, vestita nel suo abito migliore, cammina per il sentiero che porta al laghetto delle Ninfe. In un angolo, vicino ad un cipresso, una tovaglia è stesa sul fresco prato. Petali di rose fanno da contorno a tre grandi scatole chiuse e un piccolo bigliettino con scritto il suo nome è appoggiato davanti. Frugola emozionatissima apre il bigliettino tremando e nel leggere le belle parole scritte da Monello scoppia a piangere per la felicità. In quel momento appare Monello, che nascosto dietro l’albero aveva spiato la sua innamorata.

– Ora devi aprire le scatole, sono il tuo regalo di compleanno – dice Monello sedendosi in un angolo della tovaglia
Frugola non riesce a rispondere è troppo emozionata e tremando apre i suoi regali.
La sorpresa nel vedere tutti quei dolci preparati con il suo frutto preferito è grande
– Tu hai fatto tutto questo per me? – chiede incrociando lo sguardo felice di Monello che agitato risponde – Mi ha aiutato Mammola, altrimenti non ne sarei stato capace. Spero siano anche buoni! –
– Lo saranno sicuramente! Non ho mai ricevuto un regalo così bello, nessuno mai ha fatto questo per me! – Frugola si avvicina allo gnomo e gli prende la mano – Grazie – dice arrossendo in viso – ora facciamo colazione!
La bontà di quei dolci riscalda il cuore dei giovani gnomi e come per magia tutto il resto vola via!

Il Frullato del gorilla

Gnoma Solana, chiusa nella sua casetta, è tutta indaffarata a ultimare i vestiti da gorilla per il Carnevale: Quest’anno il tema del suo carro sarà la giungla!
-Finalmente ho finito, come sono contenta! I vestiti mi sono venuti proprio bene! – esclama la gnoma tutta orgogliosa del suo lavoro – Ora porto tutto allo stand del teatro e faccio provare i costumi per la parata di domani -.
Solana mette tutto dentro ad un enorme sacco e si avvia verso il teatro. Ad aspettarla gnomo Saci, il falegname, che gli ha portato il carretto tutto addobbato come una vera giungla – Ma….è bellissimo Saci! – Solana è a bocca aperta nel vederlo – i banani sembrano veri, posso appendergli le mie banane! Ora non resta che provare i costumi. –
Carnevale è l’unica festa del villaggio alla quale gnomo Monello non vuole mancare: tutti quei deliziosi dolcetti offerti gratis sono per lui un sogno. Nella sua casetta sta decidendo come vestirsi – Che dici Musti, non posso rimettermi il costume da topo dell’anno scorso, mi riconoscerebbero subito. Aiutami a guardare dentro questo vecchio baule magari trovo qualcosa – dice Monello cercando in mezzo a tantissimi vecchi vestiti di carnevale usati che gli altri gnomi buttavano e che lui recuperava per inventare nuovi travestimenti. Eh sì perché lo gnomo aveva un’innata capacità nel creare e nel cucire….la sua mamma, infatti, era la sarta del villaggio e lui la aiutava sempre. Da quando era salita in cielo e lui era rimasto solo, aveva smesso di fare ogni cosa ed era diventato uno scansafatiche.
-Trovato! – urla lo gnomo tirando fuori dal mucchio una maschera da gorilla e un vecchio tappeto peloso marrone – basterà tagliare qui e qui, cucire questi due e pronta una tuta pelosa. Metto la maschera ed ecco: un perfetto gorilla! – l’amico puzzola è entusiasto e Monello si mette subito all’opera.

La mattina di Carnevale gnoma Solana, tutta indaffarata a preparare le ceste con le banane e gli attrezzi per fare il suo super frullato, canta allegramente:

“ Sotto la buccia giallo sole, la tua polpa ha un dolce sapore,

sei la fonte di tante vitamine, di ogni pasto sei la perfetta fine

Intera, a pezzi o frullata dai una carica esagerata

Un’ottima merenda durante la giornata sei una frutta prelibata”

 

-Finito! E’ ora di caricare tutto sul carro giungla, vestirmi e avviarmi a recuperare gli altri per la parata! – la gnoma carica tutto e indossa l’abito da gorilla.

Il villaggio è in festa, baby gnomi tutti in maschera si lanciano coriandoli, una musica allegra risuona nell’aria e profumo di dolci stuzzica grandi e piccini.
I carri, riuniti dietro il teatro, si preparano per iniziare la parata. Tutti in fila percorreranno le vie principali del villaggio fermandosi ogni tanto per offrire le delizie che hanno preparato. Capofila è proprio il carro-giungla di gnoma i Solana, seguito dal carro Ciambella di gnoma Delizia, quello a mongolfiera di gnoma Frugola, il carro-acquario di gnomo Mariaci, la casa paurosa di gnomo Gruncio e per ultimo il carro dei divertimenti di Goffrey con baby gnomi.
-Forza tutti sui carri che fra dieci minuti partiamo! – dice Goffrey avvisando gli altri gnomi.

Intanto in mezzo alla folla in maschera, gnomo Monello, nel suo vestito da gorilla, attende con impazienza l’arrivo dei carri per assaggiare tutti i dolcetti. Proprio in quel momento si sente prendere sotto braccio e portare via da due altri gorilla.
-Dai dai, siamo in ritardo. Fra pochi minuti si parte, non vorrei mai far arrabbiare Solana – dice uno dei due. Monello confuso non riesce a dire nulla né a reagire e in pochi secondi si ritrova sul carro giungla insieme con altri gnomi vestiti da gorilla.
Tra loro riconosce Solana semplicemente perché il suo costume è da gorilla femmina, con un fiore rosa in testa.
Il carro parte seguito dagli altri e gnoma Solana inizia a dare disposizioni – Amici, fra poco arriviamo alla prima sosta, prepariamoci per fare il frullato, le banane sono nelle ceste e il latte invece nelle scatole -.
“ Frullato di banane! Oddio che orrore! Tra tutti i carri proprio qui!” pensa Monello cercando di allontanarsi dal gruppo per trovare una via di fuga ma Gnoma Solana si accorge e subito lo ferma – Ehi tu dove vai? Sono qui sotto le ceste, ti occuperai di sbucciare le banane -.
E così lo gnomo si ritrova davanti a un cesto pieno di banane da sbucciare e da passare a gnoma Solana che aggiungendo del latte frulla tutto per creare il suo super frullato. Una fila lunghissima di gnomi davanti al carro è in attesa di avere il suo bicchiere. Solana e gli altri riescono a servire tutti e poi si riparte per la seconda tappa.

Il giro è finito e i carri si ritrovano tutti nella piazza del villaggio per festeggiare insieme agli altri abitanti il Carnevale. Finalmente fermi, gnomo Monello cerca di approfittarne per andare verso il carro ciambella di gnoma Delizia e fare scorta di caramelle e dolcetti. Proprio in quel momento Solana si toglie la maschera da gorilla e richiama tutti intorno a lei – Siamo stati una grande squadra! Bravi, abbiamo soddisfatto tutti. Per ringraziarvi ho preparato un cestino per ognuno di voi con dentro del frullato e un casco di banane. Prima che andate alla festa prendetene uno! -. Tutti accorrono contenti a prendere il cesto, tranne gnomo Monello che scende di corsa dal carro e scappa via.
Solana curiosa lo segue, si è da subito accorta che quel gorilla non era uno dei suoi, il costume era diverso, molto più bello e originale. Lo vede fermo davanti al carro ciambella che prende tantissimi dolcetti e si riempie uno zainetto. Decide di avvicinarsi, con la scusa di consegnarli il suo cestino, per capire chi si nasconde dietro quella maschera – Ehi amico! Ti sei dimenticato il mio cestino? –
Gnomo Monello si gira di scatto. Non sapendo cosa fare, camuffando la sua voce risponde – Oh grazie, me ne ero dimenticato! – prende di malavoglia il cesto e si gira di scatto ma Solana non si dà per vinta e insiste – Sei stato molto bravo oggi a sbucciare le banane e….il tuo costume è molto bello, diverso dagli altri che avevo fatto io. Lo hai fatto tu? –
-Certo chi avrebbe dovuto farlo – risponde maleducato Monello.
Proprio questa risposta e il tono arrogante fanno capire a Solana chi si nasconde dietro la maschera.
-Non ci credo: Monello! Cavolo, ti avevo accanto e mi hai aiutato per tutto il giro – la gnoma scoppia a ridere – chissà come ti sentivi! –
-Senti, non ci trovo nulla da ridere e comunque ora devo andare – risponde lo gnomo offeso per l’atteggiamento di presa in giro di Solana.
-No, dai non volevo, era solo una situazione comica e … strana. Fermati con noi a festeggiare per favore. E poi voglio mostrare a tutti il tuo vestito. E’ veramente bello …sai, sei bravissimo! –
Sotto la maschera gnomo Monello è tutto rosso in faccia per le belle parole di Solana, non è abituato a parlare con nessuno e tantomeno a ricevere complimenti.
Preso dall’euforia del momento, accetta e la segue.
La gnoma, tolta la maschera a Monello, lo presenta a tutti e mostra il suo vestito. Tutti gli sono intorno e lo guardano stupiti per il bel lavoro fatto. Arriva anche Goffrey, che da lontano aveva assistito a tutta la scena, gli si avvicina e nell’orecchio gli sussurra – Bel lavoro amico mio, la tua mamma ne sarebbe orgogliosa! -.
Essendo il capo villaggio Goffrey conosce la vita di ogni suo abitante e sorridendo propone – Che dici Monello, visto quanto sei bravo, potresti d’ora in poi affiancare Solana, Frugola e me nell’organizzazione del Carnevale aiutandoci nel confezionare gli abiti! –
Solana e gli altri non aspettano neanche la risposta di Monello e iniziano a urlare felici andandogli incontro.
-Ora facciamo un bel brindisi a questa magnifica giornata – tutti, compreso Monello, prendono il bicchiere e lo alzano al cielo per brindare e giù, tutto in un sorso, bevono il super frullato di banane.
Lo gnomo è senza parole … per tutto il giorno ha sbucciato banane senza sapere quanto sono buone. Si lecca i baffi e avvicinandosi a Solana le dice timidamente – Sai, il tuo frullato non è niente male -.
La giornata è finita e tutti rientrano verso casa. Gnomo Monello, stanco ma felice, in groppa a Musti, ha ancora una cosa da fare prima di rientrare nella sua casetta: si ferma davanti alla bottega di gnoma Balba e compra, lasciando Musti senza parole, una bottiglia di latte – Amico mio, domani mattina per colazione frullato di banane! -.

Un amore al carciofo

In una fredda mattina di Febbraio una coppia di gnomi, mano nella mano, camminano verso casa del Capo villaggio: sono gnomo Giofo e gnoma Mammola.
Goffrey accoglie i due con molto affetto e, dopo i saluti iniziali, li invita ad accomodarsi al tavolo per la colazione.
Gnoma Mammola ha portato un presente, un cesto pieno di buonissimi carciofi appena raccolti
– Grazie Giofo! Sono splendidi, chissà che sapore delizioso. Stasera me li farò preparare da Silfa per cena, magari gli consigli qualche ricetta tu Mammola !–dice Goffrey entusiasto – tornando a noi, vi starete domandando per quale motivo vi ho invitati qui da me – continua il capo villaggio sorseggiando la sua spremuta di arance – come voi ben sapete, fra una settimana è San Valentino e se non ricordo male, voi festeggiate esattamente duecento anni di matrimonio.
Gnoma Mammola commossa prende la mano del marito che dolcemente la bacia.
– Hai proprio ragione Goffrey, duecento bellissimi anni di vita insieme – esclama Giofo – due stupendi figli e tanta felicità.
Goffrey guarda felice i due vecchi amici che si scambiano ancora sguardi d’amore – Bene, vi ho chiamato proprio per questo. Siete una delle coppie più vecchie del villaggio e rappresentate il vero sentimento dell’Amore. Per questo mi farebbe piacere se partecipaste al grande ballo di San Valentino rientrando a far parte del coro del villaggio e cantando con loro quella sera.
Gnoma Mammola e gnomo Giofo si guardano stupefatti.
– Che onore – rispondono entusiasti – sono ormai cento anni che non cantiamo più in pubblico ma dicci cosa dobbiamo fare e non mancheremo!
Il gran giorno è finalmente arrivato, i giovani gnomi ben vestiti si dirigono verso il teatro, pronti ad aprire i loro cuori a nuovi incontri.
Intanto nel teatro, mentre gnoma Asata si posiziona all’ingresso del salone dove si terrà il ballo, in attesa di aprire le porte, Goffrey controlla il programma della serata.
– Dopo l’apertura delle porte, il coro salirà sul palco e inizierà il breve concerto. Avete già avuto l’onore di conoscere durante le prove gnomo Giofo e gnoma Mammola che canteranno l’ultima canzone. Dopo sarà il turno del gruppo musicale, che intratterrà gli ospiti per tutta la durata della serata. Tutto chiaro? – chiede Goffrey rivolgendosi ai suoi amici.
Proprio in quel momento a interrompere l’entusiasmo del capo villaggio, interviene gnomo Mariaci – … c’è un piccolo problema! Monello non è ancora arrivato ed è lui che deve cantare la prima canzone.
Senza perdere il controllo Goffrey dà le direttive per risolvere il problema.
– Qualcuno di voi lo vada a cercare a casa e altri provino la sua canzone, abbiamo ancora trenta minuti prima che Asata apri le porte del salone e inizi il ballo.

Gnomo Monello è davanti allo specchio ormai da ore, indeciso su cosa indossare per la serata.
– Musti, aiutami ti prego, come sto cosi? Non posso sfigurare stasera, ci sarà anche lei! – dice lo gnomo alla sua amica puzzola che, invece, accortasi dell’orario, non fa altro che sbattere il suo musino contro la porta.
Proprio in quel momento qualcuno bussa alla porta. Monello apre e davanti ai suoi occhi Mariaci, con lo sguardo infuriato.
– Cosa diavolo fai ancora in casa? Mancano venti minuti all’inizio del ballo e tu devi cantare! – urla Mariaci, prendendo con forza Monello per il braccio e trascinandolo fuori di casa.
Monello senza parole prende il mantello e chiudendosi la porta dietro le spalle segue velocemente l’amico.
Nel salone del teatro gnoma Frugola prova la canzone, sarà lei a sostituire Monello se non dovesse arrivare in tempo.
– Molto bene Frugola, sei pronta, però cerca di stare più calma, non ti ho mai vista così agitata! – le dice gnoma Parigina.
Frugola non è agitata per la canzone … per lei questa serata è molto importante: è la festa delle persone che si vogliono bene, degli innamorati e lei in questo momento è innamorata, ogni volta che pensa a lui il cuore le batte forte e un gran calore le prende il viso.
– Frugola … stai bene? – le chiede Parigina – sei tutta rossa ?
Monello è arrivato ed è proprio lì davanti a lei: il suo amore segreto.
– Sei sempre il solito! – urla Goffrey avvicinandosi a Monello – mancano solo dieci minuti. Devi riprovare la canzone. Frugola aiutalo tu per favore.
Gli occhi dei due gnomi s’incontrano solo per un attimo e poi entrambi abbassando lo sguardo iniziano a cantare.
– Mai sentito niente di più bello – esclama gnoma Mammola – Goffrey, se fossi in te, li farei cantare insieme.
– Hai perfettamente ragione amica mia. Avete capito voi due? Canterete insieme stasera! Ora forza mancano, pochi minuti, tutti al loro posto! – esclama Goffrey dirigendosi verso il palco.
Frugola e Monello, senza parole, lo seguono più emozionati che mai.
Gnomo Giofo prende la mano della moglie e, mentre seguono gli altri, sussurra – Brava cara, ti sei subito accorta dell’amore tra quei due giovani gnomi.
– Mi hanno ricordato noi due, sotto la grande quercia, esattamente duecentoquattro anni fa, quando abbiamo cantato insieme per la prima volta alla festa di Primavera e tu mi hai regalato un mazzo di carciofi, il più bel mazzo di fiori mai ricevuti – risponde Mammola con gli occhi lucidi.

Il breve concerto iniziale scalda i cuori dei giovani gnomi che senza timore si buttano in balli romantici. Ma, tra loro, due gnomi rimangono divisi e isolati: Frugola da una parte e Monello dall’altra. Nonostante la perfetta sintonia sul palco durante la canzone, i due, troppo timidi, non riescono ad avvicinarsi.
Gnoma Mammola, vedendo cosa sta succedendo, decide di intervenire chiedendo l’aiuto del marito.
Con dolcezza si avvicina a Frugola – Ciao carissima, ti stai divertendo?
Frugola, sorpresa risponde mentendo – Certo Mammola, è molto bello il ballo.
– volevo farti i complimenti per la tua bellissima voce e mi piacerebbe molto farti vedere i testi di alcune canzoni che avevo scritto anni fa, quando ero una giovane cantante. Ti andrebbe domani di pranzare insieme?
Il viso di Frugola si colora di rosso e un sorriso bellissimo appare sul suo volto – Oh Mammola, sarei onorata!
Gnoma Mammola guarda Giofo dall’altra parte della sala mentre parla con Monello, un sorriso soddisfatto sul suo volto: il piano sta funzionando.

E’ quasi ora di pranzo quando qualcuno bussa alla porta.
– Caro per favore, ho le mani sporche di farina, puoi aprire tu la porta? – urla gnoma Mammola dalla cucina
– Ciao Frugola, ben arrivata – dice Giofo aprendo la porta – Mammola è in cucina, va pure da lei!

“ Allungato con le spiene o rotondo come un fiore
Tu nascondi un tenero cuore,
il tuo gambo verde peloso, cucinato diventa gustoso
in ogni piatto trovi posto tu sei …

Le due gnome iniziano a chiacchierare mentre Giofo finisce di apparecchiare la tavola. Guardando dalla finestra si accorge che Monello è arrivato, così lo accoglie alla porta – Ben arrivato amico mio! – dice Giofo – Stavo proprio tirando fuori gli spartiti da mostrarti dopo pranzo.
– Non vedo l’ora – risponde lo gnomo subito stuzzicato dall’invitante profumo che proviene dalla cucina.
In quell’istante Frugola, seguita da Mammola, appare dalla cucina. La giovane gnoma alla vista di Monello, si ferma di scatto e una forte agitazione le fa tremare il vassoio che ha in mano. Mammola, accortasi subito, si avvicina – Tranquilla cara, ci sono io. Andiamo a tavola – le sussurra dolcemente.
Dopo un breve saluto imbarazzante, tutti si siedono a tavola. La padrona di casa rompe il silenzio – Per pranzo oggi un buon sformato di carciofi e un piatto di pasta fatto in casa con carciofi e pomodori. Ti piacciono i carciofi Monello? – chiede Mammola riempiendogli il piatto di pasta.
“Che schifo i carciofi” pensa Monello “ ma pungono!”
– Eh veramente non li ho mai mangiati – esclama guardando il suo piatto pieno
– Bene, vorrà dire che oggi proverai qualcosa di nuovo e sono certa che non lascerai niente nel piatto – risponde Mammola

– Mammola, questa pasta è buonissima – interviene di sorpresa Frugola – sei bravissima. Io non so cucinare completamente niente!
Anche Monello vorrebbe fare i complimenti a Mammola ma non riesce a smettere di mangiare il suo buonissimo piatto di pasta: i carciofi non sono belli e hanno un colorito verdognolo strano, ma hanno un sapore buonissimo!
– Cara Frugola, se vuoi imparare a cucinare da Mammola devi venire! – esclama orgoglioso Giofo – La mia mogliettina è la più brava cuoca del villaggio.
– Ora assaggiate questo – dice Giofo servendo lo sformato – è il miglior piatto in assoluto!

Giofo ha proprio ragione, Monello non ha mai mangiato niente di così buono.
Il pranzo finisce, Giofo mostra a Monello gli spartiti e insieme iniziano a suonare al pianoforte. Mammola e Frugola si uniscono a loro, cantando insieme.
L’atmosfera è bellissima e tutti si sentono a proprio agio: il pomeriggio passa in fretta tra musica e canzoni.
– Si è fatto tardi – dice Frugola notando il buio fuori dalla finestra – devo rientrare a casa.
– Non puoi assolutamente tornare a casa da sola – interviene Mammola preoccupata
– Tranquilla cara, Monello mi stava proprio dicendo ora che ci penserà lui ad accompagnare Frugola a casa – interviene Giofo facendo l’occhiolino all’amico che imbarazzato riesce solo a fare un cenno di assenso con la testa.
I due gnomi, pronti per andare, si dirigono verso la porta, quando affannata, arriva Mammola con qualcosa in mano – Aspettate! Ho preparato per entrambi un cestino con dello sformato che avevo preparato in più.
Poi si avvicina a Monello, come una mamma lo abbraccia a se e gli bisbiglia – Dentro il tuo cesto c’è un regalo per Frugola … fatti coraggio giovane gnomo, siete una bellissima coppia .
I due si allontanano prendendo il sentiero che porta a casa di Frugola. La camminata a piedi trascorre nel totale silenzio, nessuno dei due ha il coraggio di dire qualcosa, sino a quando, arrivati davanti alla porta di casa, la gnoma prende coraggio – Grazie Monello per avermi accompagnato e per la bella giornata di oggi.
Frugola apre la porta e scompare dentro casa.
Monello solo, davanti ad una porta chiusa, ricorda le parole di Mammola e facendosi coraggio bussa.
– Scusami … volevo anch’io ringraziarti e questo è per te – dal cestino tira fuori uno splendido mazzo di carciofi senza spine, di un colore verde-viola, raccolti da un grosso fiocco rosso.
Entrambi rimangono senza parola, nessuno dei due poteva immaginare quanto fossero belli dei carciofi.
– E’ il regalo più bello mai ricevuto – dice Frugola emozionata – grazie per il pensiero.
La timidezza sparisce e le sue piccole labbra rosa accarezzano con un dolce bacio di ringraziamento la guancia di Monello.
Con un sorriso carico di gioia lo gnomo si avvia verso casa … il primo passo verso il suo amore è stato fatto!

Le chicche di nonna Teresa al ragù di verdure

Questa buonissima ricetta non è tutta farina del mio sacco: la pasta fresca in generale non è una cosa che amo fare, infatti, le rare volte è opera di mio marito aiutato da Serena, forse perché onestamente non mi piace molto, e avendo chi me la prepara non mi pongo neanche il problema di farla. La mia fortuna è avere una suocera cuoca. Anche se in pensione prepara la pasta fatta in casa almeno 5 volte la settimana: tagliatelle, tortelli, ravioli, panzerotti, cannelloni, insomma di tutto e di più e anche i preferiti in casa nostra GNOCCHI E CHICCHE. Mia figlia Serena ne mangia due piattoni e onestamente non so dove li mette! Le chicche che vedrete nella ricetta di oggi sono opera sua, ecco da qui il nome del piatto.

Ingredienti per le chicche:
1 kg di patate
300gr farina
1 uovo
50gr parmigiano grattugiato
Noce moscata
Sale

per il ragù:
100gr polpa di zucca
1 zucchina
½ cipolla
250gr lenticchie in barattolo
2 foglie salvia
1 rametto rosmarino
1 foglia alloro
2 cucchiai di pangrattato
Olio evo
Sale e pepe q.b.

Per le chicche lessate le patate per circa mezz’ora dall’ebollizione. Scolatele, sbucciatele e passatele allo schiacciapatate su una spianatoia infarinata. Aggiungete al passato metà farina setacciata, il parmigiano, pizzico di sale e formate una fontana, dove al centro unirete l’uovo e una grattugiata di noce moscata. Iniziate a lavorare il tutto aggiungendo man mano altra farina. Il composto deve risultare morbido ma con una buona consistenza. Dividete l’impasto formando dei cilindretti che taglierete a tocchetti di circa 1 cm e ½. Scaldate l’acqua per la cottura delle chicche.

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Preparate il ragù facendo scaldare in una padella due cucchiai d’olio, aggiungete la cipolla tritata con la salvia, la foglia di alloro, la zucca e la zucchina a cubetti e cuocete per 5 minuti.
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Eliminate l’alloro e unite le lenticchie scolate e sciacquate dal liquido di conservazione, versate un bicchiere di acqua calda, salate, coprite e cuocete per altri 10min.

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Nel frattempo in un tegamino scaldate un cucchiaio di olio con il rametto di rosmarino, dopo un paio di minuti eliminatelo e aggiungete il pangrattato facendolo dorare.

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Tuffate le chicche in acqua salata e appena a galla scolatele e passatele nella padella delle verdure, fatele saltare stando attenti a non sfaldarle, cospargetele di pangrattato e mescolate.

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Servite subito a tavola ben calde.

Io personalmente essendoci già il pangrattato non aggiungo formaggio grattugiato ma lo porto a tavola ugualmente perché le mie bimbe invece amano metterlo sulle chicche della nonna!

Presentazione

..Ricordo ancora, come fosse ieri, il profumo della zuppa di verdure che faceva la nonna: un minestrone caldo e avvolgente pieno di semplici verdure di stagione e straboccante di amore!

Sin da piccola, cresciuta prima con i nonni materni in campagna e poi tornata alle porte della mia città natale Milano, sulla tavola, avendo un papà ortolano, non mancava mai verdura e frutta di ogni genere.

Se per i miei genitori  non è stato mai un problema farmi mangiare ortaggi, con mio fratello non è stato così. Ricordo ancora le battaglie a tavola di mamma e terrorizzata mi son sempre detta: “ con i miei figli non sarà così”!

La fortuna ha voluto che incontrassi nel mio cammino un uomo stupendo e abituato a mangiare bene e sano: i miei suoceri avevano un ristorante, lei cuoca, lui cameriere con la passione per l’orto che ancora oggi nonostante gli acciacchi coltiva!

Sposandolo è iniziata la Favola di una famiglia bella e felice: la mia!

Nel 2005 è nata la mia prima stupenda bambina: Serena. Le prime pappe sono sempre state un incubo per tutte le neo-mamme, ma non so se per fortuna o per merito, questo non è successo.

Fin da piccola ho sempre avuto la passione per la lettura e una gran fantasia, così accompagnavo il momento del pasto raccontando favole alla mia bimba per trasmetterle l’amore per la buona e sana cucina.

Ora Serena è cresciuta e nel frattempo, nel 2012, è arrivata anche la sorellina…le favole continuano e ora, insieme, le raccontiamo e con grande gioia anche Greta mangia (anzi come direbbe Serena “divora”) verdura e frutta!

In questo mese di Dicembre nasce questo blog…non è un caso: Grazie a te nonna, che vivi ogni giorno nel mio cuore e che mi hai insegnato a essere sempre se stessi nel bene o nel male, di affrontare la vita con coraggio e ad apprezzare e amare le piccole cose della vita come sedersi tutti insieme intorno ad un tavolo davanti a un SEMPLICE, SANO E BUON PIATTO DI FRUTTA E VERDURA.

Manuela