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Dolce variegato alla cannella (senza glutine e senza lattosio): un attimo di tregua

I dolci sono per noi un conforto, specialmente in periodi come questo dove non si fa altro che correre, si dorme poco e i pensieri sono tanti. Il nostro viaggio si è momentaneamente fermato per cause di forza maggiore, si avvicinano sempre più le feste, ma quello che vogliamo noi è solo un attimo di tregua e che mio suocero esca al più presto dall’ospedale e torni a stare bene.
Torniamo alla ricetta che voglio proporvi oggi, un dolce semplice, goloso e profumato, dall’aspetto invitante e che farà impazzire i vostri bambini: un plumcake variegato, senza glutine e lattosio, con tanto cioccolato e profumato alla cannella. Ormai le ricette “senza” fanno parte della mia cucina, anche se devo ammettere che la mia “intolleranza” al glutine è decisamente migliorata (aveva ragione il medico… lo stress è una brutta bestia e usare farine di qualità è la cosa migliore). Nonostante questo, ormai mi sono abituata ad una alimentazione diversa ( che la ciurma su alcune cose segue) e all’utilizzo, specialmente in alcuni dolci come quello di oggi, di farine senza glutine di ottima qualità, come quella di riso, che rende tutto più leggero, digeribile ed è molto apprezzato dalla ciurma, che ha “spazzolato” questo dolce in un solo giorno! Vi lascio immediatamente la ricetta e mi scuso con tutti se in questo periodo sono stata e sarò meno presente: mi rifarò promesso!

Ingredienti:

60gr di cioccolato fondente 85% senza glutine e senza lattosio Venchi
125gr di burro all’olio oliva
125gr di zucchero di canna
2 uova
125gr di farina di riso Mulino Marino
2 cucchiai di latte di riso
2 cucchiaini di cannella

Sciogliete il cioccolato a bagnomaria, mescolando spesso e lasciatelo raffreddare. Mescolate il burro con lo zucchero di canna, versate piano piano le uova sbattute e una volta raggiunta la consistenza di una crema, unite la farina setacciata, la cannella, il latte e amalgamate bene. Trasferite  l’impasto dentro uno stampo da plumcake ricoperto da carta forno, aggiungete il cioccolato fuso e con un cucchiaio disegnate delle onde in mezzo all’impasto per creare l’effetto marmorizzato. Infornate in forno preriscaldato a 180° per 50 minuti, facendo la prova dello stecchino per controllare la cottura.

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Fate raffreddare, togliete dallo stampo e servite spolverizzando con zucchero a velo!

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Perfetto per la colazione ma anche per una sana merenda

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CON QUESTA RICETTA PARTECIPO ALLA RACCOLTA DI DICEMBRE

“Cioccolato e … Cannella”

dicembre nuovo colore

E… SONO ARRIVATA AL 1° POSTO!

Mafalde con crema di Rucola e Peperoni Rossi: bi-di-bi.. bo-di-bi..bo!

Proprio come la fata Smemorina questa volta ho dovuto fare una magia: trasformare interamente un piatto in fase di produzione. Una delle verdure di questo mese è la Rucola: come già vi ho detto, alimento non troppo facile da far apprezzare ai più piccoli. Così cerco sempre di inventare qualcosa di “diverso” e più “appetibile” al palato dei nostri bimbi, in particolar modo di quelli della mia ciurma! Dopo la pasta con il pollo, pomodorini e rucola, e il risotto (super buono) con rucola e stracchino, ho deciso, avendo pochissimo tempo, di preparare un condimento semplice e conosciuto da tutti: il pesto di rucola e condirci un semplice piatto di gnocchi. Intanto che l’acqua va a bollore preparo il pesto e arriva Serena che vede gli gnocchi sul tavolo: “ancora gnocchi? li ho mangiati oggi a scuola!” Mannaggia alla scuola che a metà ottobre non mi ha fatto ancora avere il programma mensile della mensa! “Va bene amore, apri la dispensa e scegli la pasta che vuoi”. Nel frattempo il pesto è pronto. Greta in piedi sulla sedia vicino a me (la mia aiutante ai fornelli) ci “puccia” il dito per assaggiare: “Blaaaa” e tira fuori la sua linguetta tutta verde”. Oddio,panico! Assaggia anche Serena e la reazione è la stessa. Bene e ora che faccio? Il sapore è troppo forte e amaragnolo, dice Serena (a me piace), così apro il frigo e cerco di modificarlo un po’. Proprio quella mattina avevo preparato dei Peperoni al forno, che privati della pelle e tagliati a fette erano pronti per essere conditi. Il peperone è dolce e alle bimbe piace tantissimo. Così decido di frullarlo e aggiungerlo al pesto di rucola.
La magia è fatta, e che magia: invece di gnocchi al pesto di rucola, in tavola delle Mafalde con crema di rucola e peperoni, con tanto di solita scarpetta al condimento rimasto nel piatto! Effettivamente devo dare ragione alle monelle: è molto più buono!! Il dolciastro del peperone si sposa alla perfezione al piccante-amarognolo della rucola e il goccino di panna di riso che ho aggiunto ha reso questa crema molto delicata!
Anche questo giro di boa è andato per il meglio, abbiamo superato il mare mosso e la ciurma è soddisfatta. Riprendo il timone in mano e via verso nuove avventure della nostra Favola in tavola!

Ingredienti:

320gr di Mafalde corte
100gr di rucola
50gr di pinoli
50gr di pecorino
5gr di parmigiano reggiano
10 foglie di basilico
100gr di peperone rosso cotto e spellato
50ml di panna di riso
olio evo q.b.
sale q.b.

Mettete l’acqua per la pasta sul fuoco e appena raggiunge il bollore salate e buttate la pasta.
Preparate il classico pesto di rucola mettendo nel bicchiere del mixer la rucola, i pinoli, il pecorino, il parmigiano e iniziate a frullare aggiungendo piano piano l’olio di oliva. Io ho poi aggiunto le falde di un peperone rosso che avevo precedentemente cotto al forno e spellato. Unite il basilico e frullate ancora il tutto. Versate in un tegame, accendete il fuoco dolce e unite la panna di riso aggiustando di sale.

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Amalgamate bene la crema e una volta cotta la pasta scolatela e fatela saltare brevemente nel tegame della salsa.

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Servite in tavola!

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Risotto alla Rucola e Stracchino: fare scarpetta è la sua nuova passione!

Con l’arrivo dell’Autunno i piatti in tavola cambiano: più zuppe, tanti risotti e ricette sugose. Sul fondo del piatto rimangono sempre salse e cremine, così la piccola Greta ha imparato a raccogliere tutti i sughi facendo la classica scarpetta prima con il dito, poi con il pane. Da chi avrà preso? Stavolta mi metto di persona in gioco: io adoro raccogliere il fondo del piatto e ripulirlo alla perfezione e intendo ogni genere di preparazione: da zuppe e pastasciutte ad arrosti e dolci. E il pane inzuppato nelle ultime due dita di brodo di carne dei tortellini? Vogliamo parlarne? Mi è venuta voglia solo al pensiero… stasera li preparo!
E così ormai Greta ripulisce ogni piattino che si trova davanti. Ieri ho preparato questo risotto, semplice e delicato, dolce grazie al porro, molto cremoso per la presenza dello Stracchino, che ho usato per mantecare il riso, evitando burro o altro e con al suo interno tanta rucola fresca presa al mercato, poco amata sino a qualche giorno fa dalle mie bimbe (vi ricordate i miei Rigatoni al Pollo con Pomodorini e Rucola che hanno conquistato la ciurma?).
Alla fine di questo risotto, sul fondo del piatto, una cremosa salsina è lì che attende di essere raccolta con un pezzettino di pane caldo… ed è lì, che io e la piccola Greta, ci godiamo l’ultimo magico boccone che lascia in bocca quel bel sapore fine pasto! Soddisfatte possiamo passare alla frutta e attendere il prossimo piatto della nostra Favola in tavola!

Ingredienti:

300gr di riso carnaroli La Pila
80gr di rucola fresca
120gr di Stracchino Nonno Nanni allo Yogurt
1 porro
3 cucchiai di parmigiano reggiano
brodo vegetale q.b.
olio evo q.b.

In un tegame con due cucchiai di olio evo fate appassire il porro tagliato sottile. Unite il riso e fate tostare per qualche minuto. Aggiungete piano piano il brodo vegetale portando a cottura, l’ultimo minuto abbassate il fuoco e unite la rucola ben pulita e tagliata grossolanamente.

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Mescolate delicatamente e spegnete la fiamma. A questo punto unite lo stracchino, mantecando bene il risotto e il parmigiano.

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Impiattate e servite ben caldo!

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Mi raccomando non dimenticate il pane per la scarpetta!

Tagliatelle di barbabietole con crema di finocchi e porri: un gesto diventato passione!

Chi l’avrebbe mai detto che nel giro di pochi giorni avrei rifatto la pasta fresca? eh si, perché dopo i miei ravioli di barbabietole, ho deciso di preparare anche delle deliziose tagliatelle. Un’aiutante unica: la mia piccola Greta, che con le sue manine d’oro ha creato con me questo delizioso impasto. Un condimento semplice, una crema di finocchi e porri, ispirata dalla mia geniale amica Tiziana del blog Profumo di broccoli: le sue creme di porri sono eccezionali, quella con la pesca è unica e deliziosa, andate a curiosare!
Il parere della ciurma? Eh eh, un primo piatto buonissimo e questo magnifico condimento, delicato e dolce, avvolge magnificamente le tagliatelle. L’unica osservazione sulla pasta, leggermente troppo spessa, ma per essere la prima volta che preparo le tagliatelle, devo dire che me la sono cavata egregiamente! Così, un semplice gesto nato da un esperimento, è diventato una mia nuova passione: foglietti con tantissime ricette di pasta fresca sono sparsi sul tavolo della cucina, sporchi di farina, pronti per essere ordinati e portati in tavola in tanti nuovi piatti che non faranno altro che arricchire magicamente la nostra Favola!

Ingredienti per 4 persone:

1 barbabietola rossa media già lessata
1 uovo
farina di riso q.b.
sale q.b.
1 porro
2 finocchi
sale e pepe q.b.
brodo q.b.
olio evo
2 cucchiai di parmigiano reggiano

Frullate la barbabietola e mettetela in una ciotola, unite l’uovo, un pizzico di sale e aggiungete piano piano la farina, mescolando fino a quando non otterrete un minimo di consistenza.

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Prendete l’impasto, iniziate a lavorarlo unendo ancora farina e quando è ben elastico e compatto fate un panetto, avvolgete nella pellicola e fate riposare un mezz’oretta.
Riprendete l’impasto e con l’aiuto della macchina per la pasta iniziate a tirarlo, montate l’accessorio tagliatelle e preparate la vostra pasta.

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Stendetela, infarinatela bene e lasciatela riposare. Pulite il porro e tagliatelo a rondelle sottili, fate la stessa cosa con il finocchio.
In un tegame con due cucchiai di olio mettete a stufare il porro insieme al finocchio e unite mezzo bicchiere di brodo.

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Fate cuocere sino a quando non saranno morbidi e se serve unite altro brodo. Frullate il tutto, rimettete sul fuoco e aggiustate di sale e pepe.

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Fate lessare la pasta in acqua in ebollizione salata, scolatela al dente e fatela saltare con un mestolo di acqua di cottura nel tegame della crema di porri e finocchi.

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Mantecate il tutto con due cucchiai di parmigiano grattugiato e servite in tavola.

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Risotto vongole e borlotti: Yessss… anche la seconda è andata!

Voi non potete capire la mia soddisfazione nel vedere Serena mangiare i fagioli: ricordo ancora quando, se li vedeva nel piatto, si alzava da tavola e si rifiutava di mangiare. Grazie di cuore alla cucina toscana che con i suoi fagioli all’uccelletto ha fatto apprezzare questo legume alla mia principessa, portandola a diventare meno diffidente quando li trova nel piatto. Così, dopo le mie polpettine di fagioli, ho voluto provare a lasciarli interi: non potevo che fare il risotto, primo piatto adorato in famiglia!
E’ nato un mare e monti: pesce, in questo caso delle vongole (i lupini, quelle piccoline che avevo usato anche qui per condire gli spaghetti) e i nostri borlotti. Un risotto buonissimo, profumato di mare grazie all’aggiunta dell’acqua delle vongole in cottura e delicatamente cremoso con la purea di parte dei fagioli.
Voi sapete che le ricette che pubblico devono essere approvate dalla ciurma, in particolare dalle due monelle: la mia filosofia non cambia, i bambini devono imparare a mangiare tutto gradualmente(salvo casi di allergie o altro naturalmente) cercando di capire loro stessi quali sono gli alimenti preferiti e noi mamme dobbiamo avere la pazienza, la costanza e la fantasia di portare in tavola tutto, sempre in modo diverso per non annoiarli!
Il risotto è stato divorato, forse avrei anche dovuto farne in maggiore quantità visto che mi hanno chiesto il bis! Ora non mi resto che preparare i fagioli all’uccelletto, su richiesta esplicita di Serena e vedere se anche Greta apprezza. Un’altra sfida mi attende… la favola continua con profumi toscani!

Ingredienti:

350gr di riso carnaroli
350gr di borlotti lessati
500gr di vongole lupini
1 spicchio d’aglio
1 bicchiere di vino bianco
brodo vegetale + acqua delle vongole
prezzemolo
olio evo
sale q.b.
peperoncino facoltativo

Mettete le vongole in una padella con olio e aglio in camicia, coprite e fate aprire a fuoco vivace. Sgusciatele, filtrate il liquido di cottura e tenete da parte.
Frullate più della metà dei fagioli

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mettete la purea ottenuta in un tegame con i restanti fagioli interi, un cucchiaio di olio, aggiustate di sale e cuocete per un paio di minuti.
Preparate il risotto versandolo in una capiente pentola e fatelo tostare con due cucchiai di olio evo, bagnate con il vino bianco, fate evaporare e proseguite la cottura con il brodo caldo. Quando è quasi pronto unite l’acqua filtrata, il condimento di vongole e quello di fagioli, mescolate bene e portate a cottura finale.

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Decorate con prezzemolo fresco e servite in tavola.

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Per i grandi vi consiglio una spolverata di peperoncino: una bomba!!

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Ravioli alle Barbabietole con Ricotta di capra, Raspadura e Noce moscata: ho fatto la pasta fresca!!!!!!!!!

Solo pochi giorni fa, quando preparavo gli gnocchi alla barbabietola,vi dicevo quanto non ami molto preparare la pasta fresca fatta in casa, anche perché, vi ripeto, ho la suocera, cuoca in pensione, che ci vizia bene! L’ultima volta tutti insieme, marito compreso dotato di grande pazienza e manualità, abbiamo preparato i ravioloni di carote , dove mi ero limitata ad impastare gli ingredienti  e preparare il ripieno, tutto il resto lo ha fatto la ciurma.  Questo mese però, dover cucinare e proporvi ricette con la barbabietola, mi ha spinto a provare nuove cose. Questo ortaggio è difficile da far apprezzare alla ciurma: ho fatto una deliziosa insalata che ho mangiato solo io,  avanzata tutta dalle bimbe; ho preparato un contorno caldo in padella con frutta secca, definito orribile da Serena … insomma, così nuda e cruda non la mangiano neanche fosse l’unica cosa in tavola. Non resta che lavorarla insieme ad altri ingredienti e farla diventare elemento predominante di qualche impasto. E’ arrivato il momento fatidico di mettersi alla prova e preparare tutta sola, la pasta fresca, esattamente i ravioli!
Quando Serena, domenica mattina, ha visto la macchina per tirare la pasta pronta sul tavolo, ha chiamato di corsa Mauro e gli ha detto :” oh papà, la mamma non sta bene, sta facendo la pasta fresca”!
E invece sto benissimo, e mi sono anche divertita un casino. Sarà stata l’adrenalina della prima volta, sarà stata l’emozione dell’esperimento in corso, ma è stata una figata (passatemi il termine molto giovanile)!
Ho portato in tavola un super piatto: ravioli di barbabietola, con un ripieno delicatissimo di ricotta magra di capra, raspadura e noce moscata, conditi semplicemente con burro e salvia fresca. Applausi in tavola, Greta che li mangiava con le mani leccandosi le ditina, una domenica indimenticabile, un piatto da rifare ancora, con ripieni diversi e condimenti nuovi, una nuova emozionante scoperta, quella della pasta fresca, che penso di non lasciare più! Penna e carta alla mano, vado dalla suocera per farmi passare tante nuove ricette e rendere la mia Favola in tavola ancora più magica!

Ingredienti per 4 persone:

1 barbabietola rossa media già lessata
1 uovo
farina q.b.
sale q.b.
300gr di ricotta magra di capra
100gr di raspadura Bella Lodi
noce moscata q.b.
burro
olio evo
6 foglie di salvia fresca

Frullate la barbabietola e mettetela in una ciotola, aggiungete l’uovo, e un po’ di farina alla volta, finchè non avrete creato un panetto morbido.

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Fate riposare l’impasto e preparate il ripieno: in una ciotola unite la ricotta con la raspadura e la noce moscata, aggiustate di sale e lavorate il tutto a crema.

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Riprendete l’impasto e con l’aiuto della macchinetta per stendere la pasta iniziate a tirarla ottenendo uno spessore di circa 1 millimetro e mezzo. Disponete cucchiaini di ripieno a distanza su tutta la pasta, ricoprite con l’altra parte e con l’aiuto della rondella fate dei quadrotti, sigillate bene i bordi e disponete su un vassoio infarinato.

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Fate cuocere in abbondante acqua salata sino a quando non tornano a galla (circa 5 minuti), scolateli e riversateli in un largo tegame dove avrete fatto insaporire una noce di burro e un cucchiaio di olio evo con le foglie di salvia. Mescolate bene il tutto e servite ben caldi con una grattugiata di parmigiano!

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Io, vista la presenza sia di glutine che di lattosio, ne ho assaggiato solo uno per curiosità e mi sono mangiata le mani perché sono buonissimi e bellissimi: il ripieno morbido e corposo, speziato dalla noce moscata e perfettamente bilanciato con il dolciastro, delicato, della barbabietola nell’impasto.

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Porca miseria queste intolleranze… non mi resta che riprovare con le mie farine speciale!
Al prossimo esperimento!

Gnocchi di barbabietole: un gioco da ragazzi!

Come ben sapete non amo molto preparare la pasta fresca in casa, ora più che mai vista la mia intolleranza al glutine. Mia suocera, cuoca in pensione, ci vizia ancora con i suoi vassoi pronti almeno una volta alla settimana: tagliatelle, tortelli, ravioli e tanto altro (che io tristemente non posso più mangiare). Una cosa però ha iniziato a piacermi, e molto … preparare gli gnocchi! Oltretutto è un piatto che riesce a consumare chi è intollerante come me, visto che la dose di farina è minima e può essere sostituita tranquillamente da quella senza glutine. Eh si, dopo quelli di ceci e quelli di spinaci, mi sono sbizzarrita anche in quelli di barbabietole, verdura ostile in cucina. Non pensavo, ma è stato un gioco da ragazzi! Facilissimi da fare, belli da vedere e buonissimi da mangiare! Serena e Greta mi hanno aiutato, divertite entrambe nel vedere queste palline rosa che si formano sul tagliere, per passare sul vassoio, essere tuffate in acqua bollente e finire nei loro piatti. Tutto questo in 40 minuti! Un piatto che mai avrei pensato di preparare, ma che ci ha dato enormi soddisfazioni, tanto che ne ho preparati ancora il giorno dopo e fatto i sacchettini da congelare per le occasioni “last-minute” come dico io. Ho preparato un impasto semplicissimo, con barbabietole e farina di riso, ho legato con 1 uovo e aromatizzato con il mio adorato pepe di jamaica, quello che ho usato per la marmellata di albicocche (trovate qui la ricetta). Per la prima volta ho optato per un condimento semplice come un sugo di pomodoro e basilico, ma secondo la ciurma, anche con del gorgonzola o del taleggio farebbero un figurone. Così, senza rendermene conto, la ciurma ha mangiato ancora una volta la barbabietola e con estremo entusiasmo. Nuovi alimenti e nuove ricette entrano nella mia cucina, nuovi piatti vengono portati in tavola per continuare la nostra Favola!

Ingredienti:

400gr di barbabietole cotte al forno
1 uovo
100gr di parmigiano grattugiato
500gr di farina di riso
100gr di parmigiano
pepe di jamaica q.b.
salsa di pomodoro fatta in casa oppure passata già pronta
aglio
basilico
olio evo q.b.
sale q.b.

Io ho usato una salsa di pomodoro che avevo preparato i giorni scorsi, facendo semplicemente scottare dei pomodori incisi in acqua, sbucciati e frullati. Mettete la salsa in un tegame con un filo di olio evo, lo spiccio d’aglio in camicia, qualche foglia di basilico e salate. Fate insaporire qualche minuto, togliete l’aglio e spegnete la fiamma.
Prendete le barbabietole, sbucciatele dalla pelle esterna e passatele nello schiacciapatate. Versate in una ciotola e unite metà farina e l’uovo iniziando ad impastare. Unite il formaggio, una spolverata di pepe di Jamaica e piano piano la restante farina sino a quando non avrete ottenuto un composto morbido e liscio. La dose di farina varia naturalmente se usate quella normale, quindi vi consiglio di unirla graduatamente. Riporre il composto in frigorifero per 10 minuti.

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Riprendetelo, formate dei serpentelli e con l’aiuto di un coltellino tagliate gli gnocchetti, disponete su un vassoio infarinato. Mettete l’acqua sul fuoco, salate quando bolle e versate gli gnocchi che scolerete come sempre quando tornano a galla.

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Versateli nel tegame del sugo, fate saltare brevemente e servite in tavola!

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