Archivi categoria: Ricette “C’era una Volta…”

Involtini alla valdostana con Prosciutto e Fontina senza glutine: la Fontina e la sua storia

La Valle D’Aosta è la regione più piccola d’Italia ed è come un quadro incorniciato dai monti più alti della nostra nazione. Confina con la Francia, la Svizzera e il Piemonte cui si deve la maggiore influenza culinaria e non. La Valle d’Aosta ha un passato gastronomico fondato su piatti semplici, rustici e prodotti con le risorse locali e che sono diventati famosi per la loro genuinità e bontà. La cucina valdostana è quella tipica montanara, gustosa e sostanziosa.
Sin dai tempi più antichi sono stati fondamentali gli allevamenti di bestiame per la produzione del latte, con cui sono stati creati i famosi formaggi bovini e caprini locali, ed in particolare la Fontina, divenuta simbolo della Valle d’Aosta e che ha anche conquistato il marchio DOP.
In un affresco del castello di Issogne, dimora feudale nella bassa Valle d’Aosta, si trova la più antica testimonianza visiva dell’esistenza della Fontina: nella pittura infatti, risalente alla fine del XV° secolo, è rappresentata una bottega sul cui banco si nota una pila di formaggi praticamente uguali alla Fontina prodotta ancora oggi. Il termine fontina compare per la prima volta in un documento del 1270, redatto in lingua latina, ma è utilizzato come toponimo per individuare un appezzamento di terreno. Il nome viene successivamente utilizzato, a partire dal 1700, per indicare il formaggio in manoscritti, testi, atti pubblici e inventari; esso secondo alcuni potrebbe derivare dall’alpeggio Fontin ovvero dal villaggio di Fontinaz o ancora dal cognome di una famiglia. Da quel momento entra però nel linguaggio corrente a indicare il noto e inconfondibile formaggio. La Fontina è un formaggio dalla pasta elastica e dal colore giallo tenue ed è alla base di tantissime ricette tipiche valdostane. Oggi ho voluto raccontarVi la storia di questo buonissimo formaggio, che non manca mai nella nostra scatola dei formaggi, perchè molto amato dalla ciurma.  Come ben sapete io e Serena, per la nostra intolleranza al lattosio, non possiamo consumare tutti i formaggi o per lo meno limitarne il consumo al minimo. Ma la ricetta di oggi è  troppo buona e perfetta per i nostri piccoli di casa, ed è proprio una di quelle a cui non si riesce a dire mai di no!!! Oggi in tavola vi portiamo degli sfiziosi involtini, semplici e gustosissimi, che potete preparare con l’aiuto dei piccoli di casa: fette di prosciutto cotto, fette di fontina, uova e pangrattato senza glutine ! Laviamoci le mani e via in cucina!

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

200gr di fontina
300gr di prosciutto cotto a fette di 1/2 cm
2 uova
150gr di pangrattato senza glutine
olio di semi di arachidi per friggere
sale

Riducete la fontina in dodici fette. Disponete le fette di prosciutto sul piano di lavoro e adagiate al centro di ognuna una fettina di formaggio. Arrotolate le fettine su se stesse, in modo da formare degli involtini, ripiegate le estremità verso l’interno, per evitare che la fontina, fondendo, fuoriesca.
In una ciotola sgusciate le uova e sbattetele con una presa di sale. Passate gli involtini prima nelle uova e poi nel pangrattato, ripetendo l’operazione per due volte in modo da ottenere una doppia impanatura.
In un tegame scaldate abbondante olio di semi di arachidi e friggete gli involtini rigirandoli su se stessi con l’aiuto di una spatola, finché avranno assunto una doratura uniforme. Scolateli su carta assorbente affinché perdano l’unto in eccesso.
Servite subito in tavola con una tenera insalata!

Crostata al profumo di Lavanda con ripieno di Mele e Marmellata di Mele e Lavanda senza lattosio: C’era una volta … La leggenda della Primavera

Nell’aria si sente già profumo di Primavera, sui rami degli alberi si scorgono i primi germogli e nei campi qualche margherita già si vede. Oggi, per la Rubrica C’era una Volta…, voglio condividere con voi una meravigliosa Favola che ho trovato in un bellissimo libro lasciatomi dal mio caro nonno Luigi, anche lui amante della lettura e della natura. Ricordo ancora le giornate passate nel suo orto insieme… ci manca tanto a tutti!
Vi porto con me dentro questa bellissima favola…

LA LEGGENDA DELLA PRIMAVERA

“Era una mattina soleggiata.
La foresta riprendeva vita. Il sole sorgeva imponente su tutto, la neve dello scorso inverno stava scomparendo grazie ai deboli ma tenaci raggi di sole.
Gli animali si svegliavano dal loro letargo. I prati verdi cominciavano a muoversi grazie alla fresche brezza mattutina.
Improvvisamente tutti gli animali scattarono a quel suono: lei si era svegliata.
Tutti si diressero al centro della foresta verde, dove si trovava una caverna.
Da li proveniva un dolce profumo di fiori appena sbocciati e una melodia allegra alleggiava nell’aria.
Poco dopo presero a crescere fiori di ogni genere e colore. Era davvero bellissimo.
Poi da quel buco nella pietra s’intravide una luce, riscaldava l’animo dei nostri giovani amici, i quali si sentivano di nuovo pieni di energie .
Infine si fece vedere. Aveva un vestito lungo e azzurro fino ai piedi, i capelli lunghi e biondi intrecciati con una corona fatta di fiori, le orecchie a punta s’intravedevano appena tra quei fili d’oro, gli occhi verdi ed un bellissimo sorriso.
Intorno a lei volteggiavano milioni di farfalle dai variopinti colori, e graziosissime api e coccinelle.
Mentre usciva da quella caverna, rimasta a riposo, troppo a lungo, danzava. Perché lei era cosi, un animo puro che ballava felice.
Lei rabbrividì leggermente al contatto dei suoi piedi con l’umido terreno della foresta.
Gli animali la guardavano tranquilli. Sapevano perfettamente che quella melodia era prodotta dal suo cuore di fata. Loro non la temevano.
Lei era la vita, il risveglio dopo il lungo ed interminabile sonno della natura.
Colei che faceva sbocciare i fiori, risvegliare dal letargo gli animali, lo scorrere di tutto viene ripreso non appena il suo cuore di fata riprende a battere.
Dopo un po’, si gira verso l’orizzonte e guarda oltre la foresta, lontano da quel luogo, finché lo si sente arrivare: al galoppo, più veloce della luce, allora il sorriso della nostra Fata si allarga sempre più.
Un unicorno bianco, dagli occhi blu ed il corno argentato fa la sua comparsa proprio davanti a lei.
Lei si avvicina cauta, quella creatura è ancora più fragile di lei. Apre la mano e da li appare magicamente un semino che ben presto diventa un pomo d’argento.
Lei s’inchina con eleganza degna di una vera principessa, davanti all’unicorno con il pomo d’argento rivolto verso il muso del cavallo.
Lui dapprima lo annusa con sospetto, poi lentamente lo mangia.
A quel punto lei si alza velocemente e lo accarezza con dolcezza, baciandolo sul muso.
Poi si alza in volo leggiadra come una piuma ed atterra sul cavallo, ad amazzone. Lui non sembra a disagio. Poi con un piccolo colpetto all’unicorno da parte della fanciulla, lui si volta e parte al galoppo, da dove era arrivato.
Mentre sfrecciava via, la melodia della giovane scompariva pian piano, lasciando al suo posto un dolce aroma.
E com’era apparsa, si era volatilizzata.
Gi animali che erano rimasti ad osservare la scena sapevano cosa sarebbe successo da li a poco. La fata, avrebbe passato a cavallo svariati territori, risvegliando la natura con il dolce profumo della vita.
Perché lei, è la Primavera.”
E’ bellissima vero? Un sogno ad occhi aperti, che lascia una dolcezza unica nel cuore. E questa dolcezza io e la mamma l’abbiamo trasformata in un Dolce troppo troppo buono!!! Un abbraccio a tutti, passo la parola al nostro Capitano e vi ricordo che la Rubrica tornerà entro fine mese per la favola che ha scelto la mia sorellina Greta!
ciao SERENA!

Come vi raccontava Serena oggi portiamo in tavola un buonissimo dolce: UNA CROSTATA integrale  al PROFUMO DI LAVANDA, con un RIPIENO DI DOLCI MELE e MARMELLATA DI MELE e LAVANDA, senza lattosio e senza burro! Andiamo subito in cucina a preparare questa delizia!

Ingredienti :

200gr farina per dolci
100gr di farina integrale
120gr di farina di riso
2 uova grandi
110 ml di olio di semi di mais o girasole
200 gr zucchero di canna
1 bustina di lievito per dolci
mezza tazzina di infuso di lavanda
un pizzico di sale
Marmellata di Mele e Lavanda
3 Mele Fuji

In una ciotola unite le farine, le uova, l’olio, lo zucchero, il lievito, il sale e iniziate a lavorare insieme tutti gli ingredienti aggiungendo piano piano l’infuso di lavanda fino ad ottenere un bel panetto omogeneo. Fate una palla, ricoprite con la pellicola e mettete in frigorifero per almeno 30 minuti. Riprendente l’impasto, tiratene via un terzo che rimetterete in frigorifero e iniziate a stendere la restante parte con l’aiuto di farina e di un mattarello. Oliate una teglia, infarinatela e disponete questo primo cerchio che io lascio abbastanza spesso. Lavate, sbucciate e tagliate le mele a fette. Disponetele all’interno e alternate gli strati con la marmellata di mele e lavanda. Riprendete la pasta rimasta in frigorifero, stendetela e ricoprite completamente la crostata, rifinendo bene i bordi.  Con i residui rimasti decorate la superfici, Serena ha fatto un cuoricino e con la forchetta dei decori. Bucherellate la superficie e infornate a 180° per 40/45 minuti circa. Ora non vi resta che far raffreddare, tirare via dalla teglia e godervi una fetta di questa buonissima, leggera e profumata Crostata!

 

Bugie ripiene di Crema pasticcera senza lattosio: C’Era una Volta… La Fuga di Pulcinella …

Per questo Giovedì Grasso abbiamo deciso di dedicare il post alla nostra Rubrica del cuore “C’era una Volta…”. Dopo la bellissima Filastrocca di Greta “CARNEVALE” di Gianni Roderi dove abbiamo preparato delle buonissime Chiacchiere al Cioccolato senza glutine, oggi è il turno di Serena che ha voluto raccontarvi la storia di uno dei personaggi storici del nostro Carnevale: Pulcinella!

untitled-90“C’era una volta… Nel teatrino di legno tante marionette: Arlecchino, Pantalone, Colombina, Brighella… La più irrequieta di tutte era però Pulcinella. Non faceva altro che protestare: il burattinaio non gli assegnava mai la parte che avrebbe preferito, aveva fame e invece gli toccava andare in scena. Ma soprattutto era stufo di essere sempre manovrato da quei fili e di non poter fare quello che voleva.“Un giorno o l’altro” diceva sottovoce ad Arlecchino “taglio la corda.” Ebbene, un giorno – anzi, una sera – riuscì a impadronirsi di un paio di forbici e… zac, zac! Tagliò i fili che lo tenevano prigioniero. Finalmente la libertà!tumblr_inline_mg10dacoqb1qf3dsk
Pulcinella propose ad Arlecchino di fuggire insieme a lui, ma la marionetta dai tanti colori non volle separarsi dalla sua amata Colombina. E quella smorfiosa rifiutò decisamente di unirsi all’avventura!
Perciò Pulcinella fuggì da solo. Saltò coraggiosamente dal palcoscenico del teatrino sulla strada e via, di corsa! Che bello” pensava mentre scappava “non sentirsi più addosso quegli odiosi fili e poter mettere i piedi dove si vuole!”
Presto però cominciarono i guai: i gatti, vedendolo correre nel buio della notte, iniziarono a inseguirlo. Che lo avessero scambiato per un topo? Ma i gatti per una povera marionetta sono davvero grandi!
Il povero Pulcinella, spaventato, cominciò a correre più forte che poteva. Ma non riuscì a staccare i due micioni che si ostinavano a inseguirlo. Fortunatamente a un certo punto si accorse che stava costeggiando il muro di un giardino: svelto, lo scavalcò quando i gatti non avevano ancora svoltato l’angolo ed… era fatta! Pulcinella era in salvo!
images2tv66v2aStanchissimo, si sedette contro il muro e si addormentò. Al mattino, quando si svegliò, scoprì di essere finito in un posto incantato. Intorno a lui solo fiori: tulipani, margherite, rose, viole, gerani… Certo, Pulcinella aveva fame, e non c’era traccia di panini croccanti o di pizze profumate. Ma la marionetta non si perse d’animo: prese un tulipano e lo assaggiò. Beh, non era male. Certo, sarebbe stato meglio avere una brioscina, ma anche il tulipano poteva andare. E poi, lì era così bello!
Pulcinella passò l’estate nel giardino, dormendo sotto una grande magnolia che lo riparava dalla pioggia e nutrendosi di fiori. Ogni tanto gli sarebbe piaciuto riempirsi la pancia di qualcosa di più sostanzioso – un piatto di spaghetti, una bella bistecca… -, ma resisteva: la libertà valeva ben più di questo, e il giardino era così bello!
Poi arrivò l’autunno e le aiuole diventarono spoglie. La povera marionetta non aveva più nulla da mangiare.
“Pazienza” pensò, “aspetterò la primavera!”
Si rannicchiò tra le radici della magnolia e si addormentò, in attesa della neve. “Mamma, mamma! Guarda che cosa ho trovato! Posso portarlo a casa?”
Pulcinella si svegliò di soprassalto: un bambino era inginocchiato accanto a lui e lo accarezzava per liberarlo dalle foglie che l’avevano coperto.pulcinella
Fu così che la marionetta si trovò nella cesta dei giocattoli, in una bella cameretta con le pareti azzurre. C’era un bel calduccio, lì, ed era divertente giocare con il bambino. Ma ancora più divertente era potersene andare a zonzo di notte, quando tutta la casa dormiva. Pulcinella girava per le stanze, mangiava un biscotto che il bambino aveva lasciato nel piatto o una caramella caduta sotto il divano, e ogni tanto, nella bella stagione, usciva  in giardino, per andare a trovare i suoi amati fiori.”

Bella vero? Non la conoscevo ma quando l’ho letta l’ho trovata molto carina e poi piace tantissimo anche a Greta.  In cucina con mamma abbiamo deciso di preparare un piatto tipico del Carnevale: le Bugie ripiene , nel nostro caso di Crema pasticcera. Lascio la parola alla mamma. Io e Greta Vi aspettiamo a Marzo con la nostra Rubrica “C’Era una volta…”

Bugie ripiene di crema pasticcera senza lattosio è la ricetta che vi proponiamo oggi! Facilissime da preparare, in una versione non molto salutare, perché fritte, ma in queste occasioni possiamo anche chiudere un occhio!

Ingredienti per circa 20 bugie:

250gr di farina 00
40gr di zucchero di canna integrale
2 uova
1 cucchiaio di olio
1/2 bustina di lievito
1 cucchiaio di olio
1 bicchierino di liquore (io ho usato l’amaretto)
1 pizzico di sale
olio per friggere
200ml circa di crema pasticcera senza lattosio (qui la ricetta)

In una ciotola mettete la farina, lo zucchero, un pizzico di sale e il lievito. Mescolate il tutto, unite l’uovo, il liquore e l’olio. Impastate il tutto fino ad  ottenere un bel panetto che dividerete in due. Con l’aiuto di altra farina stendete entrami gli impasti cercando di dargli una forma rettangolare e uno spessore non troppo sottile. Su una metà della sfoglia mettete la crema a piccole cucchiaiate distanti tra loro. Ricoprite con la restante sfoglia di pasta e tagliate i bordi con l’aiuto di una rondella formando dei rettangoli ripieni di crema. Sigillate bene i bordi.  Mettete l’olio a friggere e quando è ben caldo immergete le bugie. Fate scolare su carta assorbente e cospargete a piacere di zucchero a velo!

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Buon Giovedì Grasso a tutti!!!

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Chiacchiere senza glutine con cioccolato fondente: C’era una volta … il Carnevale!

Questo mese per la Rubrica ” C’era una volta…” coloriamo queste pagine con i colori del Carnevale. Oggi è il turno di Greta che, da bimba piccolina, ha scelto una bellissima filastrocca :

stellefilanti-000-7322CARNEVALE di Gianni Rodari

Viva i coriandoli di Carnevale,
bombe di carta che non fan male!
Van per le strade in gaia compagnia
i guerrieri dell’allegria:
si sparano in faccia risate
scacciapensieri,
si fanno prigionieri
con le stelle filanti colorate.
Non servono infermieri
perché i feriti guariscono
con una caramella.images-55
Guida l’assalto, a passo di tarantella,
il generale in capo Pulcinella.
Cessata la battaglia, tutti a nanna.
Sul guanciale
spicca come una medaglia
un coriandolo di Carnevale.

 

E cosa prepariamo per questo Carnevale 2017? Ho voluto fare un esperimento seguendo una ricetta presa da qui  : le CHIACCHIERE SENZA GLUTINE con farine naturali e, su suggerimento di Greta che le aveva mangiate all’asilo, le abbiamo ricoperte con un po’ di cioccolato fondente. Sono venute buonissime, molto friabili e leggere e il tocco del cioccolato è stata una fantastica idea! Mettiamoci ai fornelli … evviva il Carnevale!

Ingredienti:

200 gr di farina di riso
100 gr di fecola di patate
50 gr di zucchero
2 uova
30 gr di burro
zucchero a velo
Olio di semi

Mescolate in una terrine le due farine con lo zucchero. Aggiungete prima le uova, mescolate e poi unite il burro ammorbidito. Impastate energicamente fino ad ottenere un composto elastico e liscio. Fate una palla, avvolgete nella pellicola e fate riposare in frigorifero per circa 30 minuti. Trascorso il tempo stendete l’impasto in una sfoglia aiutandovi con altra farina di riso e fate dei rettangoli aiutandovi con il taglia biscotti a rondelle. All’interno di ogni rettangolo praticate una incisione central per il verso della lunghezza con l’aiuto della rondella. A questo punto friggete le chiacchiere senza glutine in abbondante olio di semi bollente fino a quando non saranno diventate croccanti e dorato. Scolate le chiacchiere dall’olio in eccesso su un foglio di carta assorbente da cucina e fate raffreddare. Nel frattempo sciogliete il cioccolato fondente e con l’aiuto di un cucchiaino colatelo a ragnatela sopra le chiacchere. Fate raffreddare e … abbuffatevi!!!

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Come potete vedere sono molto molto friabili, si sciolgono in bocca!

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Muffin al Cioccolato e Muffin alla Vaniglia senza glutine senza lattosio senza burro…”C’Era una volta… Frozen Il Regno di Ghiaccio”

untitled-89Questo mese entrambe le mie signorine hanno scelto la stessa favola per la Rubrica “C’era una volta…”…. FROZEN IL REGNO DI GHIACCIO!

C’Era una volta in un regno lontano chiamato Arendelle, un Re e una Regina con due figlie: Anna ed Elsa, la maggiore.  Elsa però, da quando è nata, possiede uno strano potere, cioè quello di poter creare il ghiaccio con l’uso delle mani. Una mattina Anna sveglia la sorella per andare a giocare nel salone del Castello: qui purtroppo Elsa, usando i suoi incredibili poteri, la ferisce per errore. Arrivano subito il Re e la Regina che trovano Anna fredda come il ghiaccio e priva di sensi. Solo i magici Troll, che vivono fuori il castello, possono fare qualcosa: Anna viene risvegliata grazie ad una magia ma l’effetto collaterale sarà la perdita di memoria. Anna infatti, tornata al castello, non ricorda che la sorella possiede quel potere incantato. Elsa, per paura di non riuscire più a controllare i poteri e di far di nuovo del male a qualcuno, inizia una sorta di isolamento totale. Purtroppo i genitori perdono la vita in un terribile naufragio e le ragazze  rimangono sole.  Gli anni passano ed Anna non vedrà più la sorella se non quando compirà 18 anni: giorno in cui sarà proclamata nuova Regina. Elsa finalmente potrà rivedere la sorella: le porte del Castello vengono riaperte per la cerimonia di incoronamento e per festeggiare il felice evento. Purtroppo le due ragazze litigano ed Elsa non riesce a gestire i propri poteri che creano scompiglio durante la celebrazione: la ragazza quindi fugge via lasciando il paese nel profondo e freddo inverno. Anna, sorpresa dei poteri della sorella e sentendosi in colpa, corre a cercarla lasciando il regno nelle mani di Ansel, il suo promesso sposo.

Inizia così per Anna un lungo e freddo viaggio in mezzo alla neve e così conosce Kristoff e la sua amica e fidata renna Sven che la accompagnano  in questa avventura. imagesb751x6qmMa sarà Olaf, il pupazzo di neve che Elsa aveva creato quando erano piccole, a portare Anna al castello di Elsa, dove purtroppo le sorelle non riescono a chiarirsi e Anna viene nuovamente colpita dai raggi freddi di Elsa. Questa volta il colpo arriva direttamente al cuore e Kristoff porta nuovamente Anna dai Troll. Purtroppo solo un gesto di vero amore riuscirà a guarire Anna. imageslm3hn8frCosì inizia una corsa contro il tempo per non far gelare il cuore di Anna con la decisione di tornare ad Arendelle per il bacio del  vero amore di Ansel, che nel frattempo ha catturato Elsa e la tiene rinchiusa in una prigione. Kristoff riporta Anna al castello ma qui Ansel invece di aiutarla la chiude in una stanza fredda e comunica a tutto il popolo di Arendelle che Elsa ha ucciso Anna. Ma non sa che Elsa è scappata in mezzo alla tempesta, che Kristoff sta tornando da Anna e che Anna aiutata da Olaf è riuscita a scappare. Ansel rincorre Elsa, la trova, le comunica che Anna è morta e prova ad ucciderla. Proprio in quel momento arriva Anna che salva la sorella ma purtroppo è troppo tardi e si trasforma in una statua di ghiaccio. Elsa triste corre ad abbracciare la sorella … che piano piano si scioglie: questo è il gesto del vero amore…. è l’amore la soluzione di tutto. imagesfbewplviCosì con l’amore Elsa impara a controllare i suoi poteri, torna l’estate, Ansel viene rimandato nel suo paese e Anna e Kristoff si dichiarano amore. Da quel giorno Anna ed Elsa diventeranno inseparabili!

Io e Greta adoriamo questa storia e questo cartone: ci sentiamo un po’ come Elsa e Anna e tutte le volte che litighiamo pensiamo a loro. L’amore è veramente la cosa che unisce tutti e risolve tutti i problemi. Ora andiamo in cucina con la mamma a preparare dei buonissimi dolcetti !
Vi aspettiamo a Febbraio

Cosa prepariamo? Dei buonissimi MUFFIN in due versioni: al cioccolato con pezzi di cioccolato e bianchi alla vaniglia, senza glutine, senza burro, senza lattosio e decorati con glassa e zuccherini.

Ingredienti per 6 MUFFIN al cioccolato:

125 gr. farina senza glutine
50 gr. zucchero di canna integrale
1/2 vasetto da 125 gr yogurt di soia
2 cucchiaio olio di semi
1 cucchiaio latte di soia
1 uova
50 gr. di cioccolato extra fondente senza lattosio e senza glutine
3 cucchiai di cacao amaro senza glutine
1/2 bustina lievito per dolci senza glutine
un pizzico sale

Mescolate la farina senza glutine, lo zucchero, il lievito per dolci, il cacao amaro e il pizzico di sale. In un secondo contenitore lavorate le uova con il latte, lo yogurt e l’olio di semi. Quando le uova saranno ben montate e il composto risulterà liscio e spumoso, incorporate poco alla volta il composto secco. Lavorate per alcuni minuti e aggiungete le gocce di cioccolato. Versate il composto negli stampi e cuocete in forno caldo preriscaldato a 180° per circa 20 minuti.

Ingredienti per 6 MUFFIN alla vaniglia:

125 gr. farina senza glutine
50 gr. zucchero di canna integrale
1/2 vasetto da 125 gr yogurt di soia
2 cucchiaio olio di semi
1 cucchiaio latte di soia
1 uova
1/2 bustina lievito per dolci senza glutine
1 fialetta di vaniglia
un pizzico sale

Mescolate la farina senza glutine, lo zucchero, il lievito per dolci e il pizzico di sale. In un secondo contenitore lavorate le uova con il latte, lo yogurt, la fialetta di vaniglia e l’olio di semi. Quando le uova saranno ben montate e il composto risulterà liscio e spumoso, incorporate poco alla volta il composto secco. Lavorate per alcuni minuti e versate il composto negli stampi. Cuocete in forno caldo preriscaldato a 180° per circa 20 minuti.

Per la glassa:

100gr di zucchero a velo senza glutine
2 cucchiai di acqua bollente

Una Volta freddi non vi resta che procedere con la decorazione. Preparare la glassa all’acqua aggiungendo allo zucchero a velo setacciato l’acqua calda piano piano e mescolando bene fino ad ottenere una glassa lucida e consistente. Ora non vi resta che farla colare sui muffin e poi decorate con gli zuccherini a forma di fiocco di neve.

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