Archivi categoria: ricette intolleranza al glutine e al lattosio

Muffin Zucchine e Casciotta d’Urbino senza glutine

I formaggi sono da sempre uno degli alimenti preferiti dalla ciurma e, nonostante l’ intolleranza al lattosio mia e di Serena (che affrontiamo tranquillamente con un’ alimentazione adeguata e in alcuni casi con l’aiuto di prodotti come Lactease), non mancano mai sulla nostra tavola, specialmente se si tratta di prodotti di alta qualità come la Casciotta d’Urbino. Questa caciotta è un formaggio eccezionale a pasta semicotta prodotto con una miscela di latte ovino (70 – 80%) e latte vaccino (20 – 30%) interi pastorizzati.
E’ facilmente digeribile, prezioso di vitamine e di sostanze antiossidanti che aiutano a combattere l’invecchiamento delle cellule e presenta un basso tasso di colesterolo. L’area della produzione della Casciotta d’Urbino coincide con l’intera provincia di Pesaro – Urbino, in un ambiente caratterizzato da prati, pascoli, praterie ed altopiani. Le prime documentazioni scritte sull’utilizzo di questo formaggio risalgono ai grandi banchetti per le nozze degli Sforza e dei Della Rovere, avvenuti nelle Marche nel periodo compreso tra il 1400 e il 1600.
Il più illustre estimatore del prodotto fu il grande Michelangelo Buonarroti: egli fece acquistare al suo fedele servitore Francesco Amadori da Castel Durante (soprannominato l’Urbino) una serie di poderi nel territorio durantino, con l’intento di avere un continuo rifornimento di “Casciotte”.
Un nome particolare “CASCIOTTA” che deriva dall’antico termine “cascio”, variante linguistica territoriale del più diffuso “cacio”.
La “Casciotta d’Urbino” che utilizzato per questa ricetta è stata prodotta dalla Cooperativa Agricola TreValli Cooperlat che aderisce al progetto “Qui da Noi” di Confcooperative.
Oggi MUFFIN in versione salata e senza glutine, ottimi a merenda, per un aperitivo simpatico o come sostituti del pane!  Leggeri e soffici, gustosi e semplici da preparare, con verdure di stagione come le zucchine e resi ancora più sfiziosi grazie alla presenza della Casciotta!

Ingredienti:
180gr di farina di riso
40gr di farina di riso integrale
40ml di acqua della zucchina
40ml di latte di riso naturale
70ml di olio di oliva
1 zucchina grande
120gr di Casciotta d’Urbino Tre Valli
10gr di lievito senza glutine
Sale e pepe q.b.
2 uova

Tagliate la Casciotta a pezzetti. Lavate bene la zucchina e grattugiatela con la tipica grattugia per il pane. Raccogliete il tutto il un colino e strizzate bene raccogliendo l’acqua della zucchina in una ciotola. Nella stessa ciotola unite il latte, l’olio e le uova e iniziate a lavorare il tutto. Unite ora le farine con il lievito, mescolate bene, aggiungete le zucchine, la casciotta, salate, pepate e amalgamate bene il tutto. Distribuite il composto negli stampini da muffin e cuocete in forno ventilato a 180° per 25/30 minuti circa. Lasciate intiepidire e poi gustateli!

Frittata alla Santoreggia con Zucchine e Fiori di Zucchina… coraggio, libertà e felicità

Eccomi qui, dopo un mese di silenzio, ha riempire di nuovo le pagine di questo mio piccolo spazio. Il grande Osho dice : “L’uomo libero è come una nuvola bianca. Una nuvola bianca è un mistero; si lascia trasportare dal vento, non resiste, non lotta, e si libra al di sopra di ogni cosa. Tutte le dimensioni e tutte le direzioni le appartengono. Le nuvole bianche non hanno una provenienza precisa e non hanno una meta; il loro semplice essere in questo momento è perfezione.”
Ci sono periodi della vita in cui bisogna intraprendere un cammino: quello della conoscenza di se stessi, scoprire realmente chi siamo, cosa vogliamo dalla vita, tirare fuori tutto ciò che ci fa male e “riempire” questi spazi di cose belle. Questo cammino può portare a  cambiamenti, alcune persone o cose saranno allontanate, verranno messi dei paletti, il tempo scorrerà in maniera differente e tu con lui cambierai il corso delle tue giornate. Tante cose prima scontate diventeranno radici indispensabili per la tua vita e tutto avrà un’ importanza nuova: libertà e felicità!
“Il segreto della felicità è la libertà. Il segreto della libertà è il coraggio” (Tucidide)
Esatto … per fare tutto questo ci vuole Coraggio: un coraggio che io ho dovuto tirare fuori e che mi sta permettendo di intraprendere un nuovo cammino della mia vita, naturalmente accompagnata SEMPRE dalla mia splendida ciurma, che amo sempre più!! A bordo della nostra nave abbiamo ricominciato un nuovo viaggio, alla scoperta del nostro benessere e della nostra pace!

Torniamo ora a parlare di questo nostro diario di bordo: come la nostra vita è in evoluzione lo sarà anche questo mio piccolo spazio. Nei prossimi mesi sarò meno presente perché questo cammino comporta cambiamenti e per farli ci vuole tempo… ma alla fine sarà tutto più bello e vero: il reale specchio della nostra favola!
Le mie passioni rimangono sempre la base della mia vita: sapete quanto amo stare in mezzo alla natura, ortaggi, frutta, erbe aromatiche e fiori sono il mio mondo! In questo “nuovo” periodo della mia vita, le erbe aromatiche sono state le protagoniste delle mie giornate e della mia cucina. Le adoro tutte, ho letto tantissimo e ho studiato il loro utilizzo in cucina e non solo. Mi sono sorpresa nel cercarle in mezzo alla natura, nel coltivarle con più amore, nel provarle in ogni settore. Oggi voglio condividere con voi la scoperta della Santoreggia!  La Santoreggia è una pianta perenne, che assomiglia molto al timo, con fiori piccoli rosa o lilla. La medicina moderna riconosce a questa erba la proprietà di stimolare le funzioni celebrali e fisiche in chi le consuma. Cura diverse patologie: astenia, catarro, diarrea, problemi digestivi e ulcera alla bocca.  Nell’uso del medicamento la santoreggia ha virtù digestive, antispasmodiche e carminative. La medicina popolare le attribuisce anche proprietà vermifughe e antidiarroiche, antiemetiche, espettoranti e stimolanti della sfera intellettuale e sessuale. Per uso esterno la pianta viene usata come cicatrizzante, blando antisettico e stimolante utile nella pratica domestica per favorire la regressione di piccole ulcere della bocca e della gola e per purificare la pelle. Bagni o pediluvi con una manciata di santoreggia sono stimolanti, tolgono la stanchezza, purificano e deodorano. Frizionando sul cuoio capelluto l’infuso migliora le condizioni del bulbo pilifero. Ora parliamo di questa pianta in cucina: La santoreggia viene usata su pietanze dal gusto forte, come legumi, arrosti, salsiccia e pollame. Si sposa particolarmente bene alle uova e contrasta gradevolmente il gusto deciso di formaggi a pasta dura e semidura. Aggiunge inoltre un tocco delicato alle verdure saltate, e si usa in zuppe e torte salate. E’ un’erba tradizionale in Canada, dove è usata nel tacchino ripieno, e in Bulgaria, dove è chiamata chubritsa e è usata per la moussaka bulgura,  un piatto tradizionale di patate e carne di maiale.
La santoreggia è una delle componenti delle Erbe di Provenza francesi, ed è inoltre usata nella preparazione di liquori, amari e infusi. Io ho voluto abbinarla alle uova perché trovo che sia un connubio perfetto e dona a questo semplice alimento un tocco magico. Vi presento la mia  FRITTATA alla Santoreggia con Zucchine e fiori di zucchina, un pizzico di curcuma e pepe, che fanno sempre bene alla nostra salute e una spolverata di pecorino toscano. Voilà il piatto è pronto: semplicissimo, profumato e gustoso ! Non mi resta che portavi con me in cucina!

Ingredienti per 4 persone:

8 uova
3 rametti di santoreggia fresca
1/2 cucchiaino di curcuma
8 zucchine piccole con i suoi fiori
pecorino toscano q.b.
sale e pepe q.b.
olio evo q.b.

Togliete dalle zucchine i suoi fiori, puliteli togliendo l’interno, sciacquateli e tagliateli a listarelle. Lavate le zucchine e tagliate a rondelle sottili. In una ciotola sbattete grossolanamente le uova con la curcuma, un pizzico di sale, una generosa spolverata di pepe, il pecorino grattugiato e le foglioline di santoreggia ben lavate. Unite zucchine e fiori e versate il tutto in una pirofila precedentemente rivestita di carta da forno inumidita e unta con un filo di olio. Infornate a 200° per circa 15/20 minuti.
Soffice e profumata… pronta da portare in tavola!

Involtini alla valdostana con Prosciutto e Fontina senza glutine: la Fontina e la sua storia

La Valle D’Aosta è la regione più piccola d’Italia ed è come un quadro incorniciato dai monti più alti della nostra nazione. Confina con la Francia, la Svizzera e il Piemonte cui si deve la maggiore influenza culinaria e non. La Valle d’Aosta ha un passato gastronomico fondato su piatti semplici, rustici e prodotti con le risorse locali e che sono diventati famosi per la loro genuinità e bontà. La cucina valdostana è quella tipica montanara, gustosa e sostanziosa.
Sin dai tempi più antichi sono stati fondamentali gli allevamenti di bestiame per la produzione del latte, con cui sono stati creati i famosi formaggi bovini e caprini locali, ed in particolare la Fontina, divenuta simbolo della Valle d’Aosta e che ha anche conquistato il marchio DOP.
In un affresco del castello di Issogne, dimora feudale nella bassa Valle d’Aosta, si trova la più antica testimonianza visiva dell’esistenza della Fontina: nella pittura infatti, risalente alla fine del XV° secolo, è rappresentata una bottega sul cui banco si nota una pila di formaggi praticamente uguali alla Fontina prodotta ancora oggi. Il termine fontina compare per la prima volta in un documento del 1270, redatto in lingua latina, ma è utilizzato come toponimo per individuare un appezzamento di terreno. Il nome viene successivamente utilizzato, a partire dal 1700, per indicare il formaggio in manoscritti, testi, atti pubblici e inventari; esso secondo alcuni potrebbe derivare dall’alpeggio Fontin ovvero dal villaggio di Fontinaz o ancora dal cognome di una famiglia. Da quel momento entra però nel linguaggio corrente a indicare il noto e inconfondibile formaggio. La Fontina è un formaggio dalla pasta elastica e dal colore giallo tenue ed è alla base di tantissime ricette tipiche valdostane. Oggi ho voluto raccontarVi la storia di questo buonissimo formaggio, che non manca mai nella nostra scatola dei formaggi, perchè molto amato dalla ciurma.  Come ben sapete io e Serena, per la nostra intolleranza al lattosio, non possiamo consumare tutti i formaggi o per lo meno limitarne il consumo al minimo. Ma la ricetta di oggi è  troppo buona e perfetta per i nostri piccoli di casa, ed è proprio una di quelle a cui non si riesce a dire mai di no!!! Oggi in tavola vi portiamo degli sfiziosi involtini, semplici e gustosissimi, che potete preparare con l’aiuto dei piccoli di casa: fette di prosciutto cotto, fette di fontina, uova e pangrattato senza glutine ! Laviamoci le mani e via in cucina!

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

200gr di fontina
300gr di prosciutto cotto a fette di 1/2 cm
2 uova
150gr di pangrattato senza glutine
olio di semi di arachidi per friggere
sale

Riducete la fontina in dodici fette. Disponete le fette di prosciutto sul piano di lavoro e adagiate al centro di ognuna una fettina di formaggio. Arrotolate le fettine su se stesse, in modo da formare degli involtini, ripiegate le estremità verso l’interno, per evitare che la fontina, fondendo, fuoriesca.
In una ciotola sgusciate le uova e sbattetele con una presa di sale. Passate gli involtini prima nelle uova e poi nel pangrattato, ripetendo l’operazione per due volte in modo da ottenere una doppia impanatura.
In un tegame scaldate abbondante olio di semi di arachidi e friggete gli involtini rigirandoli su se stessi con l’aiuto di una spatola, finché avranno assunto una doratura uniforme. Scolateli su carta assorbente affinché perdano l’unto in eccesso.
Servite subito in tavola con una tenera insalata!

Spiedini con bocconcini di salsiccia e provola senza lattosio ricoperti di zucchine

Per questo Venerdì insieme alla Rubrica “L’ Angolino del Papà”, prepariamo un piatto molto semplice e gustoso, ideale per i primi pranzi sotto il sole primaverile: buonissimi spiedini con bocconcini di salsiccia e provola, ricoperti di zucchine.
Prodotti di prima qualità, salsiccia magra arricchita da pezzettini di provola senza lattosio, il tutto avvolto da fettine sottili di zucchine, le prime che iniziamo a trovare sui banchi del mercato. Io li ho cotti in forno, ma sono perfetti anche in padella o addirittura sulla griglia di ghisa!

Ingredienti:

250gr di salsiccia magra*
120gr di provola senza lattosio
1 zucchina
1 rametto di rosmarino fresco
sale e pepe q.b.
pangrattato senza glutine
stuzzicadenti grandi per spiedino
olio evo q.b.

*controllare per i celiaci e intolleranti che sia senza glutine

In una ciotola sbriciolate la salsiccia, unite una spolverata di pepe e un pizzico di sale. Tagliate la provola a pezzetti piccolini oppure grattugiatela con la classica grattugia per il formaggio. Lavate il rosmarino e tagliatelo finemente. Unite il tutto nella ciotola della salsiccia e iniziate a lavorare l’impasto in modo da amalgamare tutti gli ingredienti. Fate tante polpettine ovali. Lavate la zucchina e tagliatela a fette sottilissime: io ho usato l’apposito attrezzo. Ora avvolgete ogni polpettina con la fettina di zucchina e infilzate negli stuzzicadenti. Una volta ultimato il tutto oliate ogni spiedino: io ho usato lo spruzzino da olio apposito e passate nel pangrattato. Disponete su una teglia e infornate a 180° per i primi 15 minuti e poi alzate a 200° per altri 10 minuti. Servite con una spolverata di pepe macinato fresco!

Buon appetito!!!

Crostata al profumo di Lavanda con ripieno di Mele e Marmellata di Mele e Lavanda senza lattosio: C’era una volta … La leggenda della Primavera

Nell’aria si sente già profumo di Primavera, sui rami degli alberi si scorgono i primi germogli e nei campi qualche margherita già si vede. Oggi, per la Rubrica C’era una Volta…, voglio condividere con voi una meravigliosa Favola che ho trovato in un bellissimo libro lasciatomi dal mio caro nonno Luigi, anche lui amante della lettura e della natura. Ricordo ancora le giornate passate nel suo orto insieme… ci manca tanto a tutti!
Vi porto con me dentro questa bellissima favola…

LA LEGGENDA DELLA PRIMAVERA

“Era una mattina soleggiata.
La foresta riprendeva vita. Il sole sorgeva imponente su tutto, la neve dello scorso inverno stava scomparendo grazie ai deboli ma tenaci raggi di sole.
Gli animali si svegliavano dal loro letargo. I prati verdi cominciavano a muoversi grazie alla fresche brezza mattutina.
Improvvisamente tutti gli animali scattarono a quel suono: lei si era svegliata.
Tutti si diressero al centro della foresta verde, dove si trovava una caverna.
Da li proveniva un dolce profumo di fiori appena sbocciati e una melodia allegra alleggiava nell’aria.
Poco dopo presero a crescere fiori di ogni genere e colore. Era davvero bellissimo.
Poi da quel buco nella pietra s’intravide una luce, riscaldava l’animo dei nostri giovani amici, i quali si sentivano di nuovo pieni di energie .
Infine si fece vedere. Aveva un vestito lungo e azzurro fino ai piedi, i capelli lunghi e biondi intrecciati con una corona fatta di fiori, le orecchie a punta s’intravedevano appena tra quei fili d’oro, gli occhi verdi ed un bellissimo sorriso.
Intorno a lei volteggiavano milioni di farfalle dai variopinti colori, e graziosissime api e coccinelle.
Mentre usciva da quella caverna, rimasta a riposo, troppo a lungo, danzava. Perché lei era cosi, un animo puro che ballava felice.
Lei rabbrividì leggermente al contatto dei suoi piedi con l’umido terreno della foresta.
Gli animali la guardavano tranquilli. Sapevano perfettamente che quella melodia era prodotta dal suo cuore di fata. Loro non la temevano.
Lei era la vita, il risveglio dopo il lungo ed interminabile sonno della natura.
Colei che faceva sbocciare i fiori, risvegliare dal letargo gli animali, lo scorrere di tutto viene ripreso non appena il suo cuore di fata riprende a battere.
Dopo un po’, si gira verso l’orizzonte e guarda oltre la foresta, lontano da quel luogo, finché lo si sente arrivare: al galoppo, più veloce della luce, allora il sorriso della nostra Fata si allarga sempre più.
Un unicorno bianco, dagli occhi blu ed il corno argentato fa la sua comparsa proprio davanti a lei.
Lei si avvicina cauta, quella creatura è ancora più fragile di lei. Apre la mano e da li appare magicamente un semino che ben presto diventa un pomo d’argento.
Lei s’inchina con eleganza degna di una vera principessa, davanti all’unicorno con il pomo d’argento rivolto verso il muso del cavallo.
Lui dapprima lo annusa con sospetto, poi lentamente lo mangia.
A quel punto lei si alza velocemente e lo accarezza con dolcezza, baciandolo sul muso.
Poi si alza in volo leggiadra come una piuma ed atterra sul cavallo, ad amazzone. Lui non sembra a disagio. Poi con un piccolo colpetto all’unicorno da parte della fanciulla, lui si volta e parte al galoppo, da dove era arrivato.
Mentre sfrecciava via, la melodia della giovane scompariva pian piano, lasciando al suo posto un dolce aroma.
E com’era apparsa, si era volatilizzata.
Gi animali che erano rimasti ad osservare la scena sapevano cosa sarebbe successo da li a poco. La fata, avrebbe passato a cavallo svariati territori, risvegliando la natura con il dolce profumo della vita.
Perché lei, è la Primavera.”
E’ bellissima vero? Un sogno ad occhi aperti, che lascia una dolcezza unica nel cuore. E questa dolcezza io e la mamma l’abbiamo trasformata in un Dolce troppo troppo buono!!! Un abbraccio a tutti, passo la parola al nostro Capitano e vi ricordo che la Rubrica tornerà entro fine mese per la favola che ha scelto la mia sorellina Greta!
ciao SERENA!

Come vi raccontava Serena oggi portiamo in tavola un buonissimo dolce: UNA CROSTATA integrale  al PROFUMO DI LAVANDA, con un RIPIENO DI DOLCI MELE e MARMELLATA DI MELE e LAVANDA, senza lattosio e senza burro! Andiamo subito in cucina a preparare questa delizia!

Ingredienti :

200gr farina per dolci
100gr di farina integrale
120gr di farina di riso
2 uova grandi
110 ml di olio di semi di mais o girasole
200 gr zucchero di canna
1 bustina di lievito per dolci
mezza tazzina di infuso di lavanda
un pizzico di sale
Marmellata di Mele e Lavanda
3 Mele Fuji

In una ciotola unite le farine, le uova, l’olio, lo zucchero, il lievito, il sale e iniziate a lavorare insieme tutti gli ingredienti aggiungendo piano piano l’infuso di lavanda fino ad ottenere un bel panetto omogeneo. Fate una palla, ricoprite con la pellicola e mettete in frigorifero per almeno 30 minuti. Riprendente l’impasto, tiratene via un terzo che rimetterete in frigorifero e iniziate a stendere la restante parte con l’aiuto di farina e di un mattarello. Oliate una teglia, infarinatela e disponete questo primo cerchio che io lascio abbastanza spesso. Lavate, sbucciate e tagliate le mele a fette. Disponetele all’interno e alternate gli strati con la marmellata di mele e lavanda. Riprendete la pasta rimasta in frigorifero, stendetela e ricoprite completamente la crostata, rifinendo bene i bordi.  Con i residui rimasti decorate la superfici, Serena ha fatto un cuoricino e con la forchetta dei decori. Bucherellate la superficie e infornate a 180° per 40/45 minuti circa. Ora non vi resta che far raffreddare, tirare via dalla teglia e godervi una fetta di questa buonissima, leggera e profumata Crostata!

 

Torta salata con Carciofi, Zucca e pomodorini secchi senza glutine … regala il tuo tempo

LA RAGAZZA CHE REGALAVA IL TEMPO
da Storie del Tic-Tac di Marcello Argilli
1988
non-ho-tempo“Chi ha bisogno di un’ora? Gliela regalo…
Lo diceva camminando per la strada, come un ambulante che offra mazzetti di fiori e accendini.
naturalmente nessuno le badava, pensavano che scherzasse o fosse un po’ matta.
Solo una donna le si avvicinò: stava andando all’ospedale dal vecchio padre moribondo e per
questo le prestò ascolto.
– Davvero puoi darmela? – chiese.
– Certo, – disse la ragazza, e gliela diede.
La donna corse a portarla al padre, che potè così vivere un’ora in più.
Quando la cosa si riseppe, la voce che una ragazza regalava il tempo si sparse in un baleno. La
casetta dove abitava fu assediata, la gente non bussava alla porta, ma anche ai vetri delle finestre.
– A me! … A me! – gridavano.
– Regalami un mese, te lo pago a peso d’oro! …
– Dammi una settimana!… – Un giorno solo!
Lei accontentava tutti, e senza farsi pagare.
Una madre le chiese un mese per la sua bambina gravemente ammalata e lo ebbe.
Un’altra, sofferente di cuore, aveva un unico figlio emigrato in Australia.
– Posso morire da un momento all’altro, disse, – e lui ha bisogno di tempo per mettere da
parte i soldi per venire a trovarmi. Posso non rivederlo più, capisci?
La ragazza le regalò un anno.
Regalava ore, mesi, anni, ed erano pezzetti della sua vita che dava via.
Quando le chiedevano: – Perchè lo fai? – non sapeva rispondere.
Qualcuno diceva addirittura: – Non lo farà perchè non ama vivere?
tempo1Invece chi è generoso non sa spiegare perchè lo è, o forse lei si vergognava di dire che, essendo molto povera, non aveva nient’altro da regalare.
Si penserà che a furia di dar via pezzetti della sua vita morì giovane. Invece no: chi regala il suo  tempo agli altri, non lo perde, lo guadagna: gliene ricresce tanto.”

Il tempo non è mai sprecato… è importante, sia quello dedicato a se stessi che agli altri…. specialmente ai bambini!

Con questo bel pensiero oggi voglio entrare nella mia cucina e preparare un piatto veloce e semplice, UNA TORTA SALATA, molto amata da tutti e farcita con dei buonissimi CARCIOFI, dei POMODORINI SECCHI sott’olio e l’ ultimo pezzo di ZUCCA ancora buona di fine stagione, il tutto ricoperto da una spolverata di gomasio! Per noi pasta sfoglia senza glutine!  Un piatto saporitissimo, leggero, vegetariano e completo, perfetto quando si ha poco tempo ma si vuole sfruttarlo al meglio portando in tavola qualcosa di BUONO! Prima di lasciarvi la ricetta due parole veloci sul GOMASIO: non è altro che un preparato naturale di origine nipponica, costituito da semi di sesamo (goma, in giapponese) tostato e sale (shio). Può essere utilizzato come condimento, per insaporire insalate, carne, pesce e verdure, ma ha anche specifiche funzioni curative, che gli derivano dal sesamo. I semi di questa pianta, infatti, sono particolarmente nutrienti, ricchi di vitamine e sali minerali. Inoltre, essi hanno benefiche proprietà antiossidanti e naturalmente privo di glutine.

Vi lascio la ricetta … torno al comando, la ciurma mi aspetta!

Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia senza glutine
4 carciofi
200gr di zucca già pulita e lessata
100gr di pomodorini secchi sott’olio
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.
brodo vegetale q.b.
1 rametto di timo
gomasio q.b.

Per prima cosa pulite i carciofi. Il carciofo appena tagliato tende a scurire a contatto con l’aria, poiché si ossida molto velocemente, per questo è necessario tuffarli appena puliti in acqua acidulata con limone. Per pulire i carciofi utilizzate sempre un paio di guanti, altrimenti le mani diventeranno nere, ed eliminate inizialmente le foglie dure più esterne, fino ad arrivare al cuore tenero e chiaro. (non buttata le foglie dure, sono perfette per una tisana al carciofo). Tagliate sia le punte del carciofo a circa metà altezza che il gambo, da conservare a parte. Dividete il carciofo a metà e rimuovete la peluria interna utilizzando un coltello a punta arrotondata.20170108_124855 AffettaTe il carciofo e il gambo e mettete tutto nella ciotola con il limone. Nel frattempo pulite la zucca, tagliatela a pezzetti piccoli e fatela cuocere in una larga padella con un cucchiaio di olio e del timo. Aggiungete i carciofi con i gambi e i pomodorini secchi a pezzetti ben scolati dall’olio. Mescolate tutto insieme , aggiungete un pochino di brodo e portate a cottura aggiustando di sale e pepe, senza esagerare con il sale visto che dopo aggiungeremo il gomasio. Fate raffreddare e una volta a temperatura ambiente farcite la sfoglia che avrete steso in una teglia con la sua carta da forno. Spolverate con il gomasio e infornate a 180° per 40 minuti circa.  Non vi resta che far raffreddare qualche minuto e poi gustarvi questa buonissima Torta molto rustica!

20170108_140038

20170108_140103

 

Bugie ripiene di Crema pasticcera senza lattosio: C’Era una Volta… La Fuga di Pulcinella …

Per questo Giovedì Grasso abbiamo deciso di dedicare il post alla nostra Rubrica del cuore “C’era una Volta…”. Dopo la bellissima Filastrocca di Greta “CARNEVALE” di Gianni Roderi dove abbiamo preparato delle buonissime Chiacchiere al Cioccolato senza glutine, oggi è il turno di Serena che ha voluto raccontarvi la storia di uno dei personaggi storici del nostro Carnevale: Pulcinella!

untitled-90“C’era una volta… Nel teatrino di legno tante marionette: Arlecchino, Pantalone, Colombina, Brighella… La più irrequieta di tutte era però Pulcinella. Non faceva altro che protestare: il burattinaio non gli assegnava mai la parte che avrebbe preferito, aveva fame e invece gli toccava andare in scena. Ma soprattutto era stufo di essere sempre manovrato da quei fili e di non poter fare quello che voleva.“Un giorno o l’altro” diceva sottovoce ad Arlecchino “taglio la corda.” Ebbene, un giorno – anzi, una sera – riuscì a impadronirsi di un paio di forbici e… zac, zac! Tagliò i fili che lo tenevano prigioniero. Finalmente la libertà!tumblr_inline_mg10dacoqb1qf3dsk
Pulcinella propose ad Arlecchino di fuggire insieme a lui, ma la marionetta dai tanti colori non volle separarsi dalla sua amata Colombina. E quella smorfiosa rifiutò decisamente di unirsi all’avventura!
Perciò Pulcinella fuggì da solo. Saltò coraggiosamente dal palcoscenico del teatrino sulla strada e via, di corsa! Che bello” pensava mentre scappava “non sentirsi più addosso quegli odiosi fili e poter mettere i piedi dove si vuole!”
Presto però cominciarono i guai: i gatti, vedendolo correre nel buio della notte, iniziarono a inseguirlo. Che lo avessero scambiato per un topo? Ma i gatti per una povera marionetta sono davvero grandi!
Il povero Pulcinella, spaventato, cominciò a correre più forte che poteva. Ma non riuscì a staccare i due micioni che si ostinavano a inseguirlo. Fortunatamente a un certo punto si accorse che stava costeggiando il muro di un giardino: svelto, lo scavalcò quando i gatti non avevano ancora svoltato l’angolo ed… era fatta! Pulcinella era in salvo!
images2tv66v2aStanchissimo, si sedette contro il muro e si addormentò. Al mattino, quando si svegliò, scoprì di essere finito in un posto incantato. Intorno a lui solo fiori: tulipani, margherite, rose, viole, gerani… Certo, Pulcinella aveva fame, e non c’era traccia di panini croccanti o di pizze profumate. Ma la marionetta non si perse d’animo: prese un tulipano e lo assaggiò. Beh, non era male. Certo, sarebbe stato meglio avere una brioscina, ma anche il tulipano poteva andare. E poi, lì era così bello!
Pulcinella passò l’estate nel giardino, dormendo sotto una grande magnolia che lo riparava dalla pioggia e nutrendosi di fiori. Ogni tanto gli sarebbe piaciuto riempirsi la pancia di qualcosa di più sostanzioso – un piatto di spaghetti, una bella bistecca… -, ma resisteva: la libertà valeva ben più di questo, e il giardino era così bello!
Poi arrivò l’autunno e le aiuole diventarono spoglie. La povera marionetta non aveva più nulla da mangiare.
“Pazienza” pensò, “aspetterò la primavera!”
Si rannicchiò tra le radici della magnolia e si addormentò, in attesa della neve. “Mamma, mamma! Guarda che cosa ho trovato! Posso portarlo a casa?”
Pulcinella si svegliò di soprassalto: un bambino era inginocchiato accanto a lui e lo accarezzava per liberarlo dalle foglie che l’avevano coperto.pulcinella
Fu così che la marionetta si trovò nella cesta dei giocattoli, in una bella cameretta con le pareti azzurre. C’era un bel calduccio, lì, ed era divertente giocare con il bambino. Ma ancora più divertente era potersene andare a zonzo di notte, quando tutta la casa dormiva. Pulcinella girava per le stanze, mangiava un biscotto che il bambino aveva lasciato nel piatto o una caramella caduta sotto il divano, e ogni tanto, nella bella stagione, usciva  in giardino, per andare a trovare i suoi amati fiori.”

Bella vero? Non la conoscevo ma quando l’ho letta l’ho trovata molto carina e poi piace tantissimo anche a Greta.  In cucina con mamma abbiamo deciso di preparare un piatto tipico del Carnevale: le Bugie ripiene , nel nostro caso di Crema pasticcera. Lascio la parola alla mamma. Io e Greta Vi aspettiamo a Marzo con la nostra Rubrica “C’Era una volta…”

Bugie ripiene di crema pasticcera senza lattosio è la ricetta che vi proponiamo oggi! Facilissime da preparare, in una versione non molto salutare, perché fritte, ma in queste occasioni possiamo anche chiudere un occhio!

Ingredienti per circa 20 bugie:

250gr di farina 00
40gr di zucchero di canna integrale
2 uova
1 cucchiaio di olio
1/2 bustina di lievito
1 cucchiaio di olio
1 bicchierino di liquore (io ho usato l’amaretto)
1 pizzico di sale
olio per friggere
200ml circa di crema pasticcera senza lattosio (qui la ricetta)

In una ciotola mettete la farina, lo zucchero, un pizzico di sale e il lievito. Mescolate il tutto, unite l’uovo, il liquore e l’olio. Impastate il tutto fino ad  ottenere un bel panetto che dividerete in due. Con l’aiuto di altra farina stendete entrami gli impasti cercando di dargli una forma rettangolare e uno spessore non troppo sottile. Su una metà della sfoglia mettete la crema a piccole cucchiaiate distanti tra loro. Ricoprite con la restante sfoglia di pasta e tagliate i bordi con l’aiuto di una rondella formando dei rettangoli ripieni di crema. Sigillate bene i bordi.  Mettete l’olio a friggere e quando è ben caldo immergete le bugie. Fate scolare su carta assorbente e cospargete a piacere di zucchero a velo!

20170223_114042

 

Buon Giovedì Grasso a tutti!!!

20170223_114104