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Frittata alla Santoreggia con Zucchine e Fiori di Zucchina… coraggio, libertà e felicità

Eccomi qui, dopo un mese di silenzio, ha riempire di nuovo le pagine di questo mio piccolo spazio. Il grande Osho dice : “L’uomo libero è come una nuvola bianca. Una nuvola bianca è un mistero; si lascia trasportare dal vento, non resiste, non lotta, e si libra al di sopra di ogni cosa. Tutte le dimensioni e tutte le direzioni le appartengono. Le nuvole bianche non hanno una provenienza precisa e non hanno una meta; il loro semplice essere in questo momento è perfezione.”
Ci sono periodi della vita in cui bisogna intraprendere un cammino: quello della conoscenza di se stessi, scoprire realmente chi siamo, cosa vogliamo dalla vita, tirare fuori tutto ciò che ci fa male e “riempire” questi spazi di cose belle. Questo cammino può portare a  cambiamenti, alcune persone o cose saranno allontanate, verranno messi dei paletti, il tempo scorrerà in maniera differente e tu con lui cambierai il corso delle tue giornate. Tante cose prima scontate diventeranno radici indispensabili per la tua vita e tutto avrà un’ importanza nuova: libertà e felicità!
“Il segreto della felicità è la libertà. Il segreto della libertà è il coraggio” (Tucidide)
Esatto … per fare tutto questo ci vuole Coraggio: un coraggio che io ho dovuto tirare fuori e che mi sta permettendo di intraprendere un nuovo cammino della mia vita, naturalmente accompagnata SEMPRE dalla mia splendida ciurma, che amo sempre più!! A bordo della nostra nave abbiamo ricominciato un nuovo viaggio, alla scoperta del nostro benessere e della nostra pace!

Torniamo ora a parlare di questo nostro diario di bordo: come la nostra vita è in evoluzione lo sarà anche questo mio piccolo spazio. Nei prossimi mesi sarò meno presente perché questo cammino comporta cambiamenti e per farli ci vuole tempo… ma alla fine sarà tutto più bello e vero: il reale specchio della nostra favola!
Le mie passioni rimangono sempre la base della mia vita: sapete quanto amo stare in mezzo alla natura, ortaggi, frutta, erbe aromatiche e fiori sono il mio mondo! In questo “nuovo” periodo della mia vita, le erbe aromatiche sono state le protagoniste delle mie giornate e della mia cucina. Le adoro tutte, ho letto tantissimo e ho studiato il loro utilizzo in cucina e non solo. Mi sono sorpresa nel cercarle in mezzo alla natura, nel coltivarle con più amore, nel provarle in ogni settore. Oggi voglio condividere con voi la scoperta della Santoreggia!  La Santoreggia è una pianta perenne, che assomiglia molto al timo, con fiori piccoli rosa o lilla. La medicina moderna riconosce a questa erba la proprietà di stimolare le funzioni celebrali e fisiche in chi le consuma. Cura diverse patologie: astenia, catarro, diarrea, problemi digestivi e ulcera alla bocca.  Nell’uso del medicamento la santoreggia ha virtù digestive, antispasmodiche e carminative. La medicina popolare le attribuisce anche proprietà vermifughe e antidiarroiche, antiemetiche, espettoranti e stimolanti della sfera intellettuale e sessuale. Per uso esterno la pianta viene usata come cicatrizzante, blando antisettico e stimolante utile nella pratica domestica per favorire la regressione di piccole ulcere della bocca e della gola e per purificare la pelle. Bagni o pediluvi con una manciata di santoreggia sono stimolanti, tolgono la stanchezza, purificano e deodorano. Frizionando sul cuoio capelluto l’infuso migliora le condizioni del bulbo pilifero. Ora parliamo di questa pianta in cucina: La santoreggia viene usata su pietanze dal gusto forte, come legumi, arrosti, salsiccia e pollame. Si sposa particolarmente bene alle uova e contrasta gradevolmente il gusto deciso di formaggi a pasta dura e semidura. Aggiunge inoltre un tocco delicato alle verdure saltate, e si usa in zuppe e torte salate. E’ un’erba tradizionale in Canada, dove è usata nel tacchino ripieno, e in Bulgaria, dove è chiamata chubritsa e è usata per la moussaka bulgura,  un piatto tradizionale di patate e carne di maiale.
La santoreggia è una delle componenti delle Erbe di Provenza francesi, ed è inoltre usata nella preparazione di liquori, amari e infusi. Io ho voluto abbinarla alle uova perché trovo che sia un connubio perfetto e dona a questo semplice alimento un tocco magico. Vi presento la mia  FRITTATA alla Santoreggia con Zucchine e fiori di zucchina, un pizzico di curcuma e pepe, che fanno sempre bene alla nostra salute e una spolverata di pecorino toscano. Voilà il piatto è pronto: semplicissimo, profumato e gustoso ! Non mi resta che portavi con me in cucina!

Ingredienti per 4 persone:

8 uova
3 rametti di santoreggia fresca
1/2 cucchiaino di curcuma
8 zucchine piccole con i suoi fiori
pecorino toscano q.b.
sale e pepe q.b.
olio evo q.b.

Togliete dalle zucchine i suoi fiori, puliteli togliendo l’interno, sciacquateli e tagliateli a listarelle. Lavate le zucchine e tagliate a rondelle sottili. In una ciotola sbattete grossolanamente le uova con la curcuma, un pizzico di sale, una generosa spolverata di pepe, il pecorino grattugiato e le foglioline di santoreggia ben lavate. Unite zucchine e fiori e versate il tutto in una pirofila precedentemente rivestita di carta da forno inumidita e unta con un filo di olio. Infornate a 200° per circa 15/20 minuti.
Soffice e profumata… pronta da portare in tavola!

Involtini alla valdostana con Prosciutto e Fontina senza glutine: la Fontina e la sua storia

La Valle D’Aosta è la regione più piccola d’Italia ed è come un quadro incorniciato dai monti più alti della nostra nazione. Confina con la Francia, la Svizzera e il Piemonte cui si deve la maggiore influenza culinaria e non. La Valle d’Aosta ha un passato gastronomico fondato su piatti semplici, rustici e prodotti con le risorse locali e che sono diventati famosi per la loro genuinità e bontà. La cucina valdostana è quella tipica montanara, gustosa e sostanziosa.
Sin dai tempi più antichi sono stati fondamentali gli allevamenti di bestiame per la produzione del latte, con cui sono stati creati i famosi formaggi bovini e caprini locali, ed in particolare la Fontina, divenuta simbolo della Valle d’Aosta e che ha anche conquistato il marchio DOP.
In un affresco del castello di Issogne, dimora feudale nella bassa Valle d’Aosta, si trova la più antica testimonianza visiva dell’esistenza della Fontina: nella pittura infatti, risalente alla fine del XV° secolo, è rappresentata una bottega sul cui banco si nota una pila di formaggi praticamente uguali alla Fontina prodotta ancora oggi. Il termine fontina compare per la prima volta in un documento del 1270, redatto in lingua latina, ma è utilizzato come toponimo per individuare un appezzamento di terreno. Il nome viene successivamente utilizzato, a partire dal 1700, per indicare il formaggio in manoscritti, testi, atti pubblici e inventari; esso secondo alcuni potrebbe derivare dall’alpeggio Fontin ovvero dal villaggio di Fontinaz o ancora dal cognome di una famiglia. Da quel momento entra però nel linguaggio corrente a indicare il noto e inconfondibile formaggio. La Fontina è un formaggio dalla pasta elastica e dal colore giallo tenue ed è alla base di tantissime ricette tipiche valdostane. Oggi ho voluto raccontarVi la storia di questo buonissimo formaggio, che non manca mai nella nostra scatola dei formaggi, perchè molto amato dalla ciurma.  Come ben sapete io e Serena, per la nostra intolleranza al lattosio, non possiamo consumare tutti i formaggi o per lo meno limitarne il consumo al minimo. Ma la ricetta di oggi è  troppo buona e perfetta per i nostri piccoli di casa, ed è proprio una di quelle a cui non si riesce a dire mai di no!!! Oggi in tavola vi portiamo degli sfiziosi involtini, semplici e gustosissimi, che potete preparare con l’aiuto dei piccoli di casa: fette di prosciutto cotto, fette di fontina, uova e pangrattato senza glutine ! Laviamoci le mani e via in cucina!

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

200gr di fontina
300gr di prosciutto cotto a fette di 1/2 cm
2 uova
150gr di pangrattato senza glutine
olio di semi di arachidi per friggere
sale

Riducete la fontina in dodici fette. Disponete le fette di prosciutto sul piano di lavoro e adagiate al centro di ognuna una fettina di formaggio. Arrotolate le fettine su se stesse, in modo da formare degli involtini, ripiegate le estremità verso l’interno, per evitare che la fontina, fondendo, fuoriesca.
In una ciotola sgusciate le uova e sbattetele con una presa di sale. Passate gli involtini prima nelle uova e poi nel pangrattato, ripetendo l’operazione per due volte in modo da ottenere una doppia impanatura.
In un tegame scaldate abbondante olio di semi di arachidi e friggete gli involtini rigirandoli su se stessi con l’aiuto di una spatola, finché avranno assunto una doratura uniforme. Scolateli su carta assorbente affinché perdano l’unto in eccesso.
Servite subito in tavola con una tenera insalata!

Torta salata con Carciofi, Zucca e pomodorini secchi senza glutine … regala il tuo tempo

LA RAGAZZA CHE REGALAVA IL TEMPO
da Storie del Tic-Tac di Marcello Argilli
1988
non-ho-tempo“Chi ha bisogno di un’ora? Gliela regalo…
Lo diceva camminando per la strada, come un ambulante che offra mazzetti di fiori e accendini.
naturalmente nessuno le badava, pensavano che scherzasse o fosse un po’ matta.
Solo una donna le si avvicinò: stava andando all’ospedale dal vecchio padre moribondo e per
questo le prestò ascolto.
– Davvero puoi darmela? – chiese.
– Certo, – disse la ragazza, e gliela diede.
La donna corse a portarla al padre, che potè così vivere un’ora in più.
Quando la cosa si riseppe, la voce che una ragazza regalava il tempo si sparse in un baleno. La
casetta dove abitava fu assediata, la gente non bussava alla porta, ma anche ai vetri delle finestre.
– A me! … A me! – gridavano.
– Regalami un mese, te lo pago a peso d’oro! …
– Dammi una settimana!… – Un giorno solo!
Lei accontentava tutti, e senza farsi pagare.
Una madre le chiese un mese per la sua bambina gravemente ammalata e lo ebbe.
Un’altra, sofferente di cuore, aveva un unico figlio emigrato in Australia.
– Posso morire da un momento all’altro, disse, – e lui ha bisogno di tempo per mettere da
parte i soldi per venire a trovarmi. Posso non rivederlo più, capisci?
La ragazza le regalò un anno.
Regalava ore, mesi, anni, ed erano pezzetti della sua vita che dava via.
Quando le chiedevano: – Perchè lo fai? – non sapeva rispondere.
Qualcuno diceva addirittura: – Non lo farà perchè non ama vivere?
tempo1Invece chi è generoso non sa spiegare perchè lo è, o forse lei si vergognava di dire che, essendo molto povera, non aveva nient’altro da regalare.
Si penserà che a furia di dar via pezzetti della sua vita morì giovane. Invece no: chi regala il suo  tempo agli altri, non lo perde, lo guadagna: gliene ricresce tanto.”

Il tempo non è mai sprecato… è importante, sia quello dedicato a se stessi che agli altri…. specialmente ai bambini!

Con questo bel pensiero oggi voglio entrare nella mia cucina e preparare un piatto veloce e semplice, UNA TORTA SALATA, molto amata da tutti e farcita con dei buonissimi CARCIOFI, dei POMODORINI SECCHI sott’olio e l’ ultimo pezzo di ZUCCA ancora buona di fine stagione, il tutto ricoperto da una spolverata di gomasio! Per noi pasta sfoglia senza glutine!  Un piatto saporitissimo, leggero, vegetariano e completo, perfetto quando si ha poco tempo ma si vuole sfruttarlo al meglio portando in tavola qualcosa di BUONO! Prima di lasciarvi la ricetta due parole veloci sul GOMASIO: non è altro che un preparato naturale di origine nipponica, costituito da semi di sesamo (goma, in giapponese) tostato e sale (shio). Può essere utilizzato come condimento, per insaporire insalate, carne, pesce e verdure, ma ha anche specifiche funzioni curative, che gli derivano dal sesamo. I semi di questa pianta, infatti, sono particolarmente nutrienti, ricchi di vitamine e sali minerali. Inoltre, essi hanno benefiche proprietà antiossidanti e naturalmente privo di glutine.

Vi lascio la ricetta … torno al comando, la ciurma mi aspetta!

Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia senza glutine
4 carciofi
200gr di zucca già pulita e lessata
100gr di pomodorini secchi sott’olio
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.
brodo vegetale q.b.
1 rametto di timo
gomasio q.b.

Per prima cosa pulite i carciofi. Il carciofo appena tagliato tende a scurire a contatto con l’aria, poiché si ossida molto velocemente, per questo è necessario tuffarli appena puliti in acqua acidulata con limone. Per pulire i carciofi utilizzate sempre un paio di guanti, altrimenti le mani diventeranno nere, ed eliminate inizialmente le foglie dure più esterne, fino ad arrivare al cuore tenero e chiaro. (non buttata le foglie dure, sono perfette per una tisana al carciofo). Tagliate sia le punte del carciofo a circa metà altezza che il gambo, da conservare a parte. Dividete il carciofo a metà e rimuovete la peluria interna utilizzando un coltello a punta arrotondata.20170108_124855 AffettaTe il carciofo e il gambo e mettete tutto nella ciotola con il limone. Nel frattempo pulite la zucca, tagliatela a pezzetti piccoli e fatela cuocere in una larga padella con un cucchiaio di olio e del timo. Aggiungete i carciofi con i gambi e i pomodorini secchi a pezzetti ben scolati dall’olio. Mescolate tutto insieme , aggiungete un pochino di brodo e portate a cottura aggiustando di sale e pepe, senza esagerare con il sale visto che dopo aggiungeremo il gomasio. Fate raffreddare e una volta a temperatura ambiente farcite la sfoglia che avrete steso in una teglia con la sua carta da forno. Spolverate con il gomasio e infornate a 180° per 40 minuti circa.  Non vi resta che far raffreddare qualche minuto e poi gustarvi questa buonissima Torta molto rustica!

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Verdure al Curry al Latte di Cocco con Riso Integrale alla Cannella e Pepe… un tuffo in India

Amiche mamme, eccoci di nuovamente con la Rubrica mensile “Bellissime Mamme”. Chiedo scusa a tutte voi per la mia assenza ma come ben sapete, tra lavoro e famiglia, il tempo ha disposizione è sempre meno. Oggi voglio portarvi con me in un paese unico e magico come L‘India. 9788871667300_0_0_259_80Per natale ho ricevuto un libro bellissimo ” La cucina Indiana Da madre in figlia” di Anjali Mendes: “Fiera della cultura tramandatale dalla madre e dalla nonna, Anjali Mendès ci fa scoprire l’arte raffinata della cucina indiana, attraverso duecentotrenta ricette. Dal Goa a Benares, passando per il Kerala e per il Kashmir, ci invita a intraprendere un viaggio nel cuore del ricco patrimonio gastronomico dell’India, grande punto di incontro fra musulmani e indù, fra vegetariani e amanti della carne di manzo e di maiale, fra montagne e città portuali, fra Oriente e Occidente.” Tantissime ricette da provare, tantissimi ingredienti speciali e tantissime spezie. La ricetta di oggi è una delle più conosciute al mondo, vegetariana, semplice e profumatissima... una delle mie preferite: VERDURE AL CURRY con latte di cocco accompagnata da Riso Integrale alla Cannella e Pepe. Una ricetta light, senza lattosio e senza glutine, adatta a tutti, con un profumo spettacolare. Un piatto completo, che vi riempirà e che vi farà sentire bene lasciandovi sazie ma allo stesso tempo leggere. E poi diciamolo…. se amate le spezie, questa ricetta è perfetta!!! Al mese prossimo!

Ingredienti per  1 persona:

60gr di riso integrale
1/2 stecca di cannella
1 patata
1/2 peperone rosso
1/2 peperone giallo
1/2 melanzana
1 cipollotto
200ml di latte di cocco
1 mestolo di brodo vegetale o acqua
2 cucchiai di curry
coriandolo q.b.
peperoncino q.b.
pepe q.b.
sale q.b.
oli evo q.b.

Tagliate le verdure a cubetti e affettate il peperoncino e il cipollotto. Fate dorare in una padella il cipollotto con il peperoncino in due cucchiai di olio per un paio di minuti, unite le altre verdure e aggiustate di sale. Fate cuocere per 5 minuti e poi aggiungete il latte di cocco e il brodo. Lasciate cuocere piano piano a fuoco bassissimo per circa 10/15 minuti fino a quando le verdure sono cotte. Unite il curry e il coriandolo tritato, mescolate il tutto, aggiustate di sale e lasciate riposare.
Nel frattempo lessate il riso integrale insieme alla stecca di cannella. Scolate il tutto e condite con una macinata di pepe fresco. Componete il piatto con il riso, le verdure e il loro sughetto che condirà il riso senza aggiungere olio o burro, mantenendo il piatto leggero!

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Focaccia Farcita con Cime di Rapa, Provolone e ‘Nduja

Una super ricetta per questo Venerdì in compagnia della Rubrica “L’Angolino del Papà”: FOCACCIA FARCITA CON CIME DI RAPA, PROVOLONE E ‘NDUJA. Sapori unici, mediterranei, propri della nostra terra: le fantastiche e stagionali CIME DI RAPA, che personalmente adoriamo e usiamo tantissimo; il PROVOLONE, un formaggio saporitissimo, DOP, a pasta semidura e ricco di proteine nobili e calcio. E per finire un alimento che non manca mai nella mia dispensa perché particolarmente amato dal papà di casa : ‘NDUJA, un salame spalmabile piccante tipico della bellissima CALABRIA! Lievitazione di 8 ore divisa in due fasi con FARINA 1. Vi lascio la ricetta e buon week end a tutti!!!

Ingredienti:

500gr di FARINA 1
1 bustina di lievito di birra
260ml di acqua tiepida
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaio di sale
3 cucchiai di olio evo
400gr di cime di rapa
1 cucchiaio di ‘nduja
150gr di provolone
olio evo q.b.
sale grosso q.b.

20161124_163107Per prima cosa preparate l’impasto: in una ciotola mettete la farina con l’olio. Sciogliete il lievito nell’acqua con il cucchiaino di miele. Versate il tutto nella farina, iniziate a lavorare l’impasto e unite il sale. Lavorate il tutto fino ad ottenere un panetto bello liscio. Mettetelo in una ciotola e ricoprite con pellicola. Fate lievitare per 6 ore in un luogo caldo e lontano da correnti di aria. Nel frattempo lavate bene le cime e fatele lessare fino a quando non sono tenere (gambi compresi), scolateli e lasciateli raffreddare. Una volta lievitata la pasta, che avrà raddoppiato il suo volume, dividete l’impasto in due e stendete delicatamente una prima parte su una teglia ben oleata. Farcite con le CIME DI RAPA, il PROVOLONE a pezzetti e l‘NDUJA anche a lei a pezzettini. Stendete anche la seconda parte e ricoprite il tutto, sigillando bene i bordi. Ricoprite con la pellicola e fate lievitare ancora per 2 ore.

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Ora non vi resta che spennellare la superficie con acqua e olio e spolverare di sale grosso a piacere. Infornare a 210° per 20 minuti circa.

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Che aggiungere di altro… fatevi sotto!!

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Torta salata di carote viola, porro e ricotta senza glutine senza lattosio: essere belle dentro

73c007795274935d245b01ecfa6f23adPer l’appuntamento mensile con la Rubrica “Bellissime Mamme” oggi voglio condividere con Voi amiche mamme e donne il mio essere Donna, Madre, Moglie, Figlia, Zia, Amica e non so cos’altro. Si, perché noi, siamo tutto questo racchiuso in solo corpo. In questa Rubrica spesso vi ho dato consigli su come mantenersi in forma, abbiamo cucinato piatti light, semplici e veloci per quelle mamme che hanno poco tempo. Abbiamo scoperto cibi che non sapevamo potessero farci bene. Abbiamo curato il nostro corpo dall’interno per essere belle fuori. E DENTRO? per essere belle fuori dobbiamo esserlo dentro, il nostro corpo è lo specchio della nostra anima. Possiamo anche essere magre, con addominali scolpiti, capelli perfetti e trucco impeccabile, ma vi assicuro che se dentro vi sentite uno schifo, chi vi guarda da fuori lo percepisce! E per essere belle dentro bisogna essere sereni con se stessi e DECIDERE DI ESSERE FELICI, cercando la gioia! Lo so, tante parole , ma vi assicuro che è proprio così. La vita spesso ci travolge come uno tsunami con i suoi momenti difficili: solo con la forza e la voglia di ritrovarsi si può sopravvivere e ricominciare a VIVERE. E se vivi bene, e dentro di te la gioia domina su tutto vi assicuro che anche senza trucco, con qualche chilo in più, voi sarete BELLISSIME! Da Donna a Donne credetemi, pensate a voi più spesso, dedicatevi più tempo, magari anche solo una semplice passeggiata all’aria aperta o un bagno caldo con sottofondo la vostra musica preferita. Da Donna a Donne… NON DIMENTICATEVI MAI E AMATEVI TANTO, perché LA PACE E LA GIOIA VIENE DA DENTRO, non cercatela fuori (cit. Buddha) . Oggi volevo solo condividere con voi la mia esperienza e il lavoro che sto facendo su me stessa e la mia ritrovata passione per il cibo regalandovi una ricettina semplice e gustosa, veloce e sana, con le mie amate carote viola, di cui qui vi ho parlato tempo fa. Una TORTA SALATA CON CAROTE VIOLA, PORRI E RICOTTA MAGRA SENZA LATTOSIO. Nel mio caso ho usato una sfoglia già pronta SENZA GLUTINE, ma in questa ricetta quello che conta è il gustoso ripieno! Ci rivediamo il mese prossimo con il nostro appuntamento mensile “Bellissime Mamme”!

Ingredienti:

1 rotolo di pasta sfoglia nel mio caso senza glutine
2 porri
8 carote viola
300gr di ricotta magra senza lattosio
parmigiano grattugiato *
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.

* stagionato 48mesi è senza lattosio

20160910_130427Pulite le carote e il porro. Stufate il porro in un tegame con due cucchiai di olio, aggiungete le carote viola e fate cuocere a fuoco lento per circa 20 minuti, fino a quando non saranno cotte. Una volta fredde versate in una ciotola e unite la ricotta, aggiustate di sale e pepe e mescolate bene il tutto.

Srotolate la pasta sfoglia in una teglia, versate tutto il ripieno e spolverizzate con parmigiano. Infornate a 180° per circa 20 minuti. Non vi resta che farla raffreddare per qualche minuto e poi gustarla!

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Muffin salati con Piselli e Prosciutto senza glutine e senza lattosio : C’Era una Volta … La Principessa sul Pisello

Torna la nostra Rubrica mensile “C’Era una Volta…” dove io e mamma collaboriamo e cerchiamo di portarvi per qualche minuto con noi nel magico mondo delle Favole: mai smettere di sognare e di essere un po’ bambini (mamma me lo dice sempre). Da questo mese c’è una novità: anche la mia sorellina Greta vuole partecipare, così l’appuntamento mensile sarà doppio, cioè due favole al mese una scelta da me e l’altra dalla piccola di casa! Vi piace come idea? Noi siamo contentissime!!! Bene, oggi tocca a me…
” C’era una volta un principe che voleva sposare una principessa ma non una principessa qualsiasi… voleva una vera principessa, una fanciulla di sangue blu. Partì per un lungo viaggio, deciso a cercarla ovunque. Attraversò molti paesi e molti regni e incontrò molte principesse ma c’era sempre qualche cosa, un particolare nel loro atteggiamento poco reale che non lo convinceva… erano vere principesse, principesse di vero sangue blu?
Triste e sconsolato, il principe tornò nel suo castello senza avere trovato la principessa perfetta.
Una sera, mentre fuori si scatenava un terribile temporale, qualcuno bussò alle porte del castello.
Il vecchio re (il padre del nostro principe) decise di andare ad aprire di persona.
Chi bussava alla porta? Era una principessa! Ma com’era mal ridotta da questa terribile pioggia… l’acqua gocciolava dai suoi capelli e da tutti i suoi vestiti, entrando dalla punta delle scarpe e uscendone dalla suola. Eppure, la fanciulla si presentò e affermò di essere una vera principessa. “Lo sapremo molto presto” pensò la vecchia regina. In gran segreto, entrò nella stanza da letto dove avrebbe dormito la principessa e mise un pisello sotto il materasso del letto; aggiunse altri 20 materassi uno sopra l’altro ed infine ancora 20 piumini… La principessa venne accompagnata nella camera e si coricò esausta.
L’indomani mattina, il re, la regina e il principe le chiesero come avesse dormito. “Male! Malissimo!” rispose “Non sono riuscita a chiudere occhio… C’era qualche cosa di duro che mi dava fastidio, talmente fastidio che sono coperta di lividi!”
Sentendo queste parole, capirono che si trattava di una vera principessa perché una pelle così sensibile non poteva appartenere che a una principessa di vero sangue blu!
Il principe le chiese subito di sposarlo e il pisello fu esposto nel museo dei tesori dove si trova ancora oggi sempre che nessuno lo abbia portato via.”
Bella vero? Questa è una di quelle favole che nonna mi raccontava quando ero piccolina e mi diceva sempre che non bisogna mai basarsi sulle apparenze (come avevano fatto il re e la regina all’inizio) ma imparare a conoscere le persone prima di giudicarle. Certo… una principessa che non riesce a dormire per colpa di un pisello sotto 20 materassi .. è un po’ viziata!
Bene, passo la parola alla mamma che vi lascerà la ricetta che abbiamo preparato io e Greta insieme a lei!
Ciao Serena

Ricettina semplice e veloce che i bambini adorano: perfetta per un buffet, come merenda salata e in tavola al posto del pane! Oggi prepariamo dei MUFFIN SALATI SENZA GLUTINE e SENZA LATTOSIO CON PISELLINI E PROSCIUTTO A CUBETTI. Leggiamo gli ingredienti e mettiamoci ai fornelli!

Ingredienti per 12 muffin

200gr di pisellini fini
100ml di latte di riso
200gr di farina di riso
50gr di sorgo integrale
100gr di parmigiano reggiano stagionato 48 mesi grattugiato *
1 bustina di lievito senza glutine
100ml di olio di semi
100gr di prosciutto cotto
2 uova
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.

*vi ricordo che il parmigiano così stagionato non contiene lattosio

Per prima cosa lessate i pisellini, scolateli e fateli raffreddare. In una ciotola sbattete le uova con il latte e l’olio.
In un altra ciotola unite le farine e il lievito. Aggiungete questo mix ai liquidi e lavorate il tutto molto velocemente. Unite prosciutto, formaggio e piselli. Mescolate, aggiustate di sale e pepe e riempite i pirottini fino all’orlo. Io ho usato pirottini in silicone e di solito li ungo sempre un pochino prima.
Non vi resta che infornare a 180° per circa 20/25 minuti.
Le principesse sono servite!

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Vi aspettiamo nelle prossime settimane con la favola scelta da Greta!