Un amore al carciofo

In una fredda mattina di Febbraio una coppia di gnomi, mano nella mano, camminano verso casa del Capo villaggio: sono gnomo Giofo e gnoma Mammola.
Goffrey accoglie i due con molto affetto e, dopo i saluti iniziali, li invita ad accomodarsi al tavolo per la colazione.
Gnoma Mammola ha portato un presente, un cesto pieno di buonissimi carciofi appena raccolti
– Grazie Giofo! Sono splendidi, chissà che sapore delizioso. Stasera me li farò preparare da Silfa per cena, magari gli consigli qualche ricetta tu Mammola !–dice Goffrey entusiasto – tornando a noi, vi starete domandando per quale motivo vi ho invitati qui da me – continua il capo villaggio sorseggiando la sua spremuta di arance – come voi ben sapete, fra una settimana è San Valentino e se non ricordo male, voi festeggiate esattamente duecento anni di matrimonio.
Gnoma Mammola commossa prende la mano del marito che dolcemente la bacia.
– Hai proprio ragione Goffrey, duecento bellissimi anni di vita insieme – esclama Giofo – due stupendi figli e tanta felicità.
Goffrey guarda felice i due vecchi amici che si scambiano ancora sguardi d’amore – Bene, vi ho chiamato proprio per questo. Siete una delle coppie più vecchie del villaggio e rappresentate il vero sentimento dell’Amore. Per questo mi farebbe piacere se partecipaste al grande ballo di San Valentino rientrando a far parte del coro del villaggio e cantando con loro quella sera.
Gnoma Mammola e gnomo Giofo si guardano stupefatti.
– Che onore – rispondono entusiasti – sono ormai cento anni che non cantiamo più in pubblico ma dicci cosa dobbiamo fare e non mancheremo!
Il gran giorno è finalmente arrivato, i giovani gnomi ben vestiti si dirigono verso il teatro, pronti ad aprire i loro cuori a nuovi incontri.
Intanto nel teatro, mentre gnoma Asata si posiziona all’ingresso del salone dove si terrà il ballo, in attesa di aprire le porte, Goffrey controlla il programma della serata.
– Dopo l’apertura delle porte, il coro salirà sul palco e inizierà il breve concerto. Avete già avuto l’onore di conoscere durante le prove gnomo Giofo e gnoma Mammola che canteranno l’ultima canzone. Dopo sarà il turno del gruppo musicale, che intratterrà gli ospiti per tutta la durata della serata. Tutto chiaro? – chiede Goffrey rivolgendosi ai suoi amici.
Proprio in quel momento a interrompere l’entusiasmo del capo villaggio, interviene gnomo Mariaci – … c’è un piccolo problema! Monello non è ancora arrivato ed è lui che deve cantare la prima canzone.
Senza perdere il controllo Goffrey dà le direttive per risolvere il problema.
– Qualcuno di voi lo vada a cercare a casa e altri provino la sua canzone, abbiamo ancora trenta minuti prima che Asata apri le porte del salone e inizi il ballo.

Gnomo Monello è davanti allo specchio ormai da ore, indeciso su cosa indossare per la serata.
– Musti, aiutami ti prego, come sto cosi? Non posso sfigurare stasera, ci sarà anche lei! – dice lo gnomo alla sua amica puzzola che, invece, accortasi dell’orario, non fa altro che sbattere il suo musino contro la porta.
Proprio in quel momento qualcuno bussa alla porta. Monello apre e davanti ai suoi occhi Mariaci, con lo sguardo infuriato.
– Cosa diavolo fai ancora in casa? Mancano venti minuti all’inizio del ballo e tu devi cantare! – urla Mariaci, prendendo con forza Monello per il braccio e trascinandolo fuori di casa.
Monello senza parole prende il mantello e chiudendosi la porta dietro le spalle segue velocemente l’amico.
Nel salone del teatro gnoma Frugola prova la canzone, sarà lei a sostituire Monello se non dovesse arrivare in tempo.
– Molto bene Frugola, sei pronta, però cerca di stare più calma, non ti ho mai vista così agitata! – le dice gnoma Parigina.
Frugola non è agitata per la canzone … per lei questa serata è molto importante: è la festa delle persone che si vogliono bene, degli innamorati e lei in questo momento è innamorata, ogni volta che pensa a lui il cuore le batte forte e un gran calore le prende il viso.
– Frugola … stai bene? – le chiede Parigina – sei tutta rossa ?
Monello è arrivato ed è proprio lì davanti a lei: il suo amore segreto.
– Sei sempre il solito! – urla Goffrey avvicinandosi a Monello – mancano solo dieci minuti. Devi riprovare la canzone. Frugola aiutalo tu per favore.
Gli occhi dei due gnomi s’incontrano solo per un attimo e poi entrambi abbassando lo sguardo iniziano a cantare.
– Mai sentito niente di più bello – esclama gnoma Mammola – Goffrey, se fossi in te, li farei cantare insieme.
– Hai perfettamente ragione amica mia. Avete capito voi due? Canterete insieme stasera! Ora forza mancano, pochi minuti, tutti al loro posto! – esclama Goffrey dirigendosi verso il palco.
Frugola e Monello, senza parole, lo seguono più emozionati che mai.
Gnomo Giofo prende la mano della moglie e, mentre seguono gli altri, sussurra – Brava cara, ti sei subito accorta dell’amore tra quei due giovani gnomi.
– Mi hanno ricordato noi due, sotto la grande quercia, esattamente duecentoquattro anni fa, quando abbiamo cantato insieme per la prima volta alla festa di Primavera e tu mi hai regalato un mazzo di carciofi, il più bel mazzo di fiori mai ricevuti – risponde Mammola con gli occhi lucidi.

Il breve concerto iniziale scalda i cuori dei giovani gnomi che senza timore si buttano in balli romantici. Ma, tra loro, due gnomi rimangono divisi e isolati: Frugola da una parte e Monello dall’altra. Nonostante la perfetta sintonia sul palco durante la canzone, i due, troppo timidi, non riescono ad avvicinarsi.
Gnoma Mammola, vedendo cosa sta succedendo, decide di intervenire chiedendo l’aiuto del marito.
Con dolcezza si avvicina a Frugola – Ciao carissima, ti stai divertendo?
Frugola, sorpresa risponde mentendo – Certo Mammola, è molto bello il ballo.
– volevo farti i complimenti per la tua bellissima voce e mi piacerebbe molto farti vedere i testi di alcune canzoni che avevo scritto anni fa, quando ero una giovane cantante. Ti andrebbe domani di pranzare insieme?
Il viso di Frugola si colora di rosso e un sorriso bellissimo appare sul suo volto – Oh Mammola, sarei onorata!
Gnoma Mammola guarda Giofo dall’altra parte della sala mentre parla con Monello, un sorriso soddisfatto sul suo volto: il piano sta funzionando.

E’ quasi ora di pranzo quando qualcuno bussa alla porta.
– Caro per favore, ho le mani sporche di farina, puoi aprire tu la porta? – urla gnoma Mammola dalla cucina
– Ciao Frugola, ben arrivata – dice Giofo aprendo la porta – Mammola è in cucina, va pure da lei!

“ Allungato con le spiene o rotondo come un fiore
Tu nascondi un tenero cuore,
il tuo gambo verde peloso, cucinato diventa gustoso
in ogni piatto trovi posto tu sei …

Le due gnome iniziano a chiacchierare mentre Giofo finisce di apparecchiare la tavola. Guardando dalla finestra si accorge che Monello è arrivato, così lo accoglie alla porta – Ben arrivato amico mio! – dice Giofo – Stavo proprio tirando fuori gli spartiti da mostrarti dopo pranzo.
– Non vedo l’ora – risponde lo gnomo subito stuzzicato dall’invitante profumo che proviene dalla cucina.
In quell’istante Frugola, seguita da Mammola, appare dalla cucina. La giovane gnoma alla vista di Monello, si ferma di scatto e una forte agitazione le fa tremare il vassoio che ha in mano. Mammola, accortasi subito, si avvicina – Tranquilla cara, ci sono io. Andiamo a tavola – le sussurra dolcemente.
Dopo un breve saluto imbarazzante, tutti si siedono a tavola. La padrona di casa rompe il silenzio – Per pranzo oggi un buon sformato di carciofi e un piatto di pasta fatto in casa con carciofi e pomodori. Ti piacciono i carciofi Monello? – chiede Mammola riempiendogli il piatto di pasta.
“Che schifo i carciofi” pensa Monello “ ma pungono!”
– Eh veramente non li ho mai mangiati – esclama guardando il suo piatto pieno
– Bene, vorrà dire che oggi proverai qualcosa di nuovo e sono certa che non lascerai niente nel piatto – risponde Mammola

– Mammola, questa pasta è buonissima – interviene di sorpresa Frugola – sei bravissima. Io non so cucinare completamente niente!
Anche Monello vorrebbe fare i complimenti a Mammola ma non riesce a smettere di mangiare il suo buonissimo piatto di pasta: i carciofi non sono belli e hanno un colorito verdognolo strano, ma hanno un sapore buonissimo!
– Cara Frugola, se vuoi imparare a cucinare da Mammola devi venire! – esclama orgoglioso Giofo – La mia mogliettina è la più brava cuoca del villaggio.
– Ora assaggiate questo – dice Giofo servendo lo sformato – è il miglior piatto in assoluto!

Giofo ha proprio ragione, Monello non ha mai mangiato niente di così buono.
Il pranzo finisce, Giofo mostra a Monello gli spartiti e insieme iniziano a suonare al pianoforte. Mammola e Frugola si uniscono a loro, cantando insieme.
L’atmosfera è bellissima e tutti si sentono a proprio agio: il pomeriggio passa in fretta tra musica e canzoni.
– Si è fatto tardi – dice Frugola notando il buio fuori dalla finestra – devo rientrare a casa.
– Non puoi assolutamente tornare a casa da sola – interviene Mammola preoccupata
– Tranquilla cara, Monello mi stava proprio dicendo ora che ci penserà lui ad accompagnare Frugola a casa – interviene Giofo facendo l’occhiolino all’amico che imbarazzato riesce solo a fare un cenno di assenso con la testa.
I due gnomi, pronti per andare, si dirigono verso la porta, quando affannata, arriva Mammola con qualcosa in mano – Aspettate! Ho preparato per entrambi un cestino con dello sformato che avevo preparato in più.
Poi si avvicina a Monello, come una mamma lo abbraccia a se e gli bisbiglia – Dentro il tuo cesto c’è un regalo per Frugola … fatti coraggio giovane gnomo, siete una bellissima coppia .
I due si allontanano prendendo il sentiero che porta a casa di Frugola. La camminata a piedi trascorre nel totale silenzio, nessuno dei due ha il coraggio di dire qualcosa, sino a quando, arrivati davanti alla porta di casa, la gnoma prende coraggio – Grazie Monello per avermi accompagnato e per la bella giornata di oggi.
Frugola apre la porta e scompare dentro casa.
Monello solo, davanti ad una porta chiusa, ricorda le parole di Mammola e facendosi coraggio bussa.
– Scusami … volevo anch’io ringraziarti e questo è per te – dal cestino tira fuori uno splendido mazzo di carciofi senza spine, di un colore verde-viola, raccolti da un grosso fiocco rosso.
Entrambi rimangono senza parola, nessuno dei due poteva immaginare quanto fossero belli dei carciofi.
– E’ il regalo più bello mai ricevuto – dice Frugola emozionata – grazie per il pensiero.
La timidezza sparisce e le sue piccole labbra rosa accarezzano con un dolce bacio di ringraziamento la guancia di Monello.
Con un sorriso carico di gioia lo gnomo si avvia verso casa … il primo passo verso il suo amore è stato fatto!

20 pensieri su “Un amore al carciofo

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