La leggenda del Cavolo

Le vacanze di Natale sono finite e per i baby gnomi è arrivato il giorno di tornare a scuola.
Gnoma Fiabesca, la maestra, inizia la prima lezione del nuovo anno.
– Ben tornati piccoli, oggi vorrei parlare del Mondo dei bambini e rispondere a tutte le vostre curiosità-.
Un boato di felicità accoglie questa notizia e le mani, tremanti dall’eccitazione, dei baby gnomi iniziano ad alzarsi cercando l’attenzione della maestra.
– Oh bene, quante manine alzate! Vediamo un po’ … Broccoletto vuoi iniziare tu? – dice la maestra indicando un piccolo baby gnomo tutto emozionato nell’ultimo banco in fondo.
– Siiii! – esclama Broccoletto felice – io vorrei sapere … come nascono i bambini? -.
Il silenzio cala sull’aula, tuti i baby gnomi guardano curiosi la maestra che, sedendosi tranquillamente sulla sua comoda poltrona, inizia a rispondere alla domanda.
– La leggenda narra che i bambini nascono sotto i cavoli. Dopo nove mesi dalla semina il cavolo è raccolto e sotto di lui è cresciuto un piccolo neonato di bambino -.
Broccoletto rimane a bocca aperta, nei suoi occhi stupore e sorpresa e mentre la maestra continua a raccontare, la sua immaginazione lo porta lontano: suo papà gnomo Spavolo coltiva il cavolo!
Proprio in quel momento suona la campanella del pranzo – tutti in mensa, domani continueremo a parlare di quest’argomento – dice la maestra prendendo i piccoli per mano.

Broccoletto non sta più nella pelle, proprio quel pomeriggio ci sarà la raccolta dei cavoli. Esce da scuola come un fulmine e di corsa si avvia verso casa cantando allegramente:

“ Bianco, viola, giallo o verde sembri un fiore splendente,
Il tuo odore puzzolente nasconde un gusto sorprendente.
I tuoi cugini broccoletti sono ancora più perfetti
e sorella Verza vestita di foglie verdi brillanti è la regina di piatti stuzzicanti.”

Spalanca la porta e si trova di fronte sua sorella gnoma Verza
– Verza, dov’è papà?
– Ciao Broccoletto, stai calmo, cosa è successo? –
– Verza, per favore, dimmi solo dov’è papà! – esclama supplicando Broccoletto
– E’ andato a raccogliere i cavoli nell’orto con la mamma –
– Nooo! Devo raggiungerli subito! – e rimettendosi il cappello e i guanti esce di corsa di casa sbattendo la porta.
– Stai attento – urla dalla finestra Verza – fra poco farà buio, prendi la lanterna! – .

Il freddo pungente fa battere i denti a Broccoletto, che sorpreso dal calare veloce del buio, non riesce a trovare la strada per i campi. Pentito di non aver preso la lanterna, come consigliato da Verza, inizia a preoccuparsi e la paura di essersi perso gli fa scendere lacrime sul viso. Proprio in quel momento di disperazione, vede una luce in lontananza. Prende coraggio e inizia a correre in quella direzione. Davanti a lui una piccola casetta e tremante dal freddo bussa alla porta.
– Chi è?- risponde una voce cupa dall’interno
– Per favore, mi sono perso, ho bisogno di aiuto – dice singhiozzando il baby gnomo.
La porta si apre e davanti a lui gnomo Monello con un’espressione seria in volto; Broccoletto sa bene chi è lo gnomo che ha difronte, al villaggio lo conosco tutti come scorbutico e antipatico.
– Buonasera, mi dispiace di averla disturbata, ma ho perso la strada per i campi – continua Broccoletto spaventato – stavo cercando di raggiungere i miei genitori, fa freddo e … c’è buio e … -.
– Sì, si basta! Ho capito! Entra! – dice bruscamente Monello interrompendolo.
Broccoletto entra in casa: il calore proveniente dal camino acceso lo riscalda immediatamente e i brividi spariscono.
– Senti piccolino, fuori fa freddo e non possiamo uscire altrimenti domani mattina ci troveranno congelati come ghiaccioli – dice lo gnomo avvicinandosi alla dispensa e tirando fuori pacchi di dolci – Stanotte puoi stare qui, dormirai con Musti sul divano, e se hai fame, qui c’è qualcosa da sgranocchiare – Monello lascia sul tavolo un piatto pieno di dolci e caramelle e senza salutare si chiude in camera sua.
Affamato il baby gnomo mangia tutto e con la pancia piena si addormenta vicino al camino.
Nel frattempo, non vedendolo rientrare a casa, la famiglia di Broccoletto, guidata da papà gnomo Spavolo, inizia a cercarlo per tutto il villaggio. Lo gnomo grande e grosso è famoso nel villaggio per la sua forza e per il suo carattere fermo e deciso, ma in questa situazione, preoccupato per la scomparsa del piccolo, si sente affranto e abbattuto chiede l’aiuto degli abitanti del villaggio. La notte trascorre agitata alla ricerca di Broccoletto, ma al mattino ancora nessuna notizia del baby gnomo.

Il rumore di una porta che sbatte sveglia Broccoletto, che all’istante si alza dal divano e si sistema i vestiti. Di fronte a lui gnomo Monello, impegnato a riempire uno zaino.
– Bene ti sei svegliato! Sistemati che è ora di riportarti al villaggio! Ti aspetto fuori! – dice lo gnomo mettendosi lo zaino in spalla e uscendo da casa.
I due saltano in groppa a Musti e vi avviano verso casa di Broccoletto.

Urla di gioia, lacrime, abbracci e carezze accolgono il rientro a casa del baby gnomo.
– Ci hai fatto spaventare – dice mamma gnoma stringendolo a se in lacrime.
Gnomo Spavolo, avvisato dalla figlia Verza, torna di corsa e ricomponendosi si avvicina al figliolo
– Mi vuoi spiegare cosa avevi in mente? Perché sei venuto ai campi? – dice con voce dura e severa
Broccoletto un po’ intimorito cerca di rispondere – Papà scusami, ma volevo solo vedere i bambini sotto i cavoli –
– Cosa? Che bambini? – esclama irritato lo gnomo
– La maestra ci ha raccontato che i bambini nascono sotto i cavoli ed io volevo vederli! – risponde Broccoletto
– Piccolo della mamma, è solo una leggenda! Gnoma Fiabesca deve avertelo detto, i bambini sono portati dalla cicogna – interviene la mamma accarezzandogli la testa.
Monello, stufo di tutte queste “coccole”, cerca di allontanarsi silenziosamente ma gnomo Spavolo tempestivamente lo ferma – Dove credi di andare tu? – gli dice serioso – Siamo in debito con te, oggi pranzerai con noi ! -.

Mamma gnoma aiutata dalla figlia Verza, si mette subito ai fornelli per preparare un buon pranzetto in onore di Gnomo Monello e di dare qualcosa di salutare al suo figliolo che è rientrato a casa con un gran mal di pancia per tutti i dolcetti che aveva mangiato la sera prima per cena.
L’odore del cavolo sul fuoco è disgustoso, e gnomo Monello si sente quasi male – Devo trovare una scusa per andare via, io non voglio mangiare queste cose orrende – pensa tra se e se.
Una volta a tavola però le cose cambiano, i piatti hanno un aspetto fantastico, di un verde brillante, e il profumo ora è delizioso. Monello è il primo a essere servito: un’abbondante porzione fumante di sformato di cavolfiore al forno, filane e cremoso, ricco di formaggio. Nonostante sia bollente, lo gnomo non riesce a fermarsi nel mangiarlo e in men che non si dica svuota il piatto.
– Come sono contenta – esclama mamma gnoma soddisfatta nel vedere i piatti vuoti – ora assaggerai la nostra specialità, la zuppa di broccoli, Broccoletto ne va matto – dice rivolgendosi a Monello.
Il baby gnomo, infatti, si è già riempito il piatto e a grandi cucchiaiate finisce tutto in un baleno. Anche Monello, diffidente all’inizio, svuota la sua scodella e con sorpresa si ritrova a chiederne ancora.

Il pranzo finisce tranquillamente tra chiacchere e risate. Gnomo Monello rimane sorpreso nel vedere quanto sia simpatico Gnomo Spavolo, il suo aspetto da duro nasconde invece un gran cuore.
Broccoletto, ormai in confidenza, gli si siede sulle ginocchia e inizia a raccontargli le sue avventure con gli amici … Monello rimane senza parole, ma l’entusiasmo di questo piccolo gnomo e il calore della sua famiglia lo contagiano e gli strappano un dolce sorriso.

15 pensieri su “La leggenda del Cavolo

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