Un Concerto al Profumo d’Arancia

Mancano solo due giorni a Capodanno e la neve continua imperterrita a scendere. Goffrey e i suoi amici sono molto agitati, dove faranno il concerto di fine anno visto che la piazza è completamente sommersa dalla neve?

-Goffrey, potremmo sistemare il teatro? – propone gnomo Mariaci

-Ma non ci stiamo tutti amico mio! – risponde pensieroso il Capo Villaggio continuando a camminare su e giù dentro il suo ufficio.

All’improvviso la porta dell’ufficio si spalanca: gnoma Parigina con il fiatone entra di corsa – Goffrey, amici, seguitemi subito, non potete immaginare cosa sta succedendo in piazza – urla la gnoma prendendo il capo villaggio per il braccio e tirandolo fuori.  Hai loro occhi uno spettacolo sorprendente: un gruppo di gnomi si sono messi al lavoro con pale e carretti, aiutati dai loro amici animali, per liberare la piazza dalla neve; un altro gruppo, gestito da gnomo Saci, sta costruendo un gigantesco telone per coprire la piazza dalla neve che sta ancora scendendo.

Gnomo Goffrey è commosso e orgoglioso di essere il Capo di questo fantastico villaggio.

-Forza andiamo ad aiutarli e qualcuno di voi vada in giro a recuperare più gnomi possibili! – urla gnomo Mariaci già con una pala in mano.

– Vado io così comunico a tutti che il concerto si farà ugualmente! Parigina, Ciabatta verrà con me almeno faccio prima – dice Goffrey salendo in groppa alla topolina.

Dopo aver girato tutto il villaggio, Goffrey decide di andare a controllare anche le condizioni degli orti e il sentiero che porta al fiume. I teli messi sui campi per coprire le coltivazioni dal freddo hanno protetto i raccolti dalla neve e il sentiero, percorso dagli animali tutti i giorni, è praticabile. Mentre stava rientrando verso il villaggio Goffrey sente una voce in lontananza, un canto allegro.

-Ciabatta, per favore, vai verso il fiume, voglio capire chi sta cantando – dice il capo villaggio alla topolina.

Gnomo Monello si sta rotolando in mezzo alla neve felice cantando allegro mentre Musti gli gira intorno e gioca con lui. Goffrey è contento nel vedere la spensieratezza e la gioia che racchiude in se quel piccolo gnomo. In particolare è sorpreso della bella voce che ha Monello e decide di avvicinarsi a lui – Ciao Monello! Vedo che ti stai divertendo! –. Lo gnomo imbarazzato si alza immediatamente in piedi ripulendosi dalla neve – Ciao Goffrey! Che ci fai da queste parti con tutta questa neve? –

-Ero in giro per controllare se c’erano danni o se qualcuno era rimasto bloccato in casa. E stavo cercando anche aiuto. Sai la neve ha sommerso la piazza e tutti gli gnomi del villaggio sono al lavoro per ripulirla perché fra due giorni c’è il concerto di fine anno – gli risponde il capo villaggio – Ti andrebbe di venire ad aiutarci?  –

Monello sbuffa, aveva già programmato la sua giornata di giochi, sonnellini e abbuffate, ma non voleva deludere Goffrey, specialmente in quest’ultimo periodo, dove si erano molto riavvicinati.

-Entro in casa a prendere il mantello e arrivo – risponde lo gnomo. Sale in groppa a Musti e lo segue. Durante il tragitto verso il villaggio Goffrey non riesce a togliersi dalla mente la bellissima voce dello gnomo, così decide di proporgli una cosa – Monello ti ho sentito cantare prima e…devo farti i miei complimenti. E’ una delle voci più belle di tutto il villaggio -. Monello, rosso in viso per il complimento, lo ringrazia. – Hai mai pensato di cantare? Potresti unirti al coro del villaggio, hai proprio la voce che ci manca per essere perfetti – dice Goffrey guardandolo dritto negli occhi – Stasera facciamo le prove -.

Monello è senza parole, ha sempre sognato di cantare e istintivamente risponde – Si volentieri! -. Goffrey rimane stupito, non si aspettava una risposta affermativa né tantomeno questo entusiasmo “… gli deve proprio piacere tanto …” pensa il capo villaggio.

Al tramonto la piazza è pulita e un enorme tendone la copre perfettamente dalla neve che continua a scendere.  Gli gnomi rientrano soddisfatti nelle loro casette a riscaldarsi e a prepararsi per la cena.

Monello segue Goffrey al teatro, dove un gruppo di gnomi sta già provando per il concerto della sera dopo.

-Amici, per chi ancora non lo conoscesse lui è gnomo Monello. Ha una voce spettacolare e ho pensato che potrebbe unirsi al nostro coro – dice Goffrey facendo avanzare Monello davanti agli altri.

-Ma certo! Sei il benvenuto! Questo è uno dei testi della canzone per domani….vuoi farci sentire come canti per favore? – gli dice gnoma Frugola consegnandogli timidamente un foglio con la canzone.

Monello ascolta la musica e poi inizia a cantare. Qualcosa non va…la sua voce…è sparita! Un prurito forte alla gola inizia a farlo tossire senza riuscire a prendere fiato. Goffrey prende un bicchiere di acqua e glielo porta subito – Bevi bevi! Probabilmente oggi hai preso freddo a spalare tutta quella neve, ti avevo detto di non toglierti il cappotto – lo rimprovera il capo villaggio. Monello ricomincia a tossire … Goffrey lo prende sotto braccio e salutando gli altri si allontana portandolo a casa con lui.

Arrivati, lo fa accomodare su una poltrona – Stasera ti fermi qui da me a dormire. Ora vado a prenderti qualcosa che sicuramente ti farà sentire meglio e domani riavrai la tua voce. Non muoverti – Goffrey esce di corsa.

“ Tutta tonda e arancione sei la frutta per ogni occasione

Sia d’inverno che d’estate il tuo profumo accompagna le giornate

La tua polpa dolce e succosa è una medicina favolosa

Vitamine in gran quantità per magia ben ti farà”

Nel suo magazzino gnomo Gruncio canta allegramente mentre riempie le bottiglie con buonissima spremuta di arancia. Domani sera le venderà in piazza durante il concerto.

-Gruncio dove sei? – dice Goffrey entrando nel magazzino dello gnomo

– Sono qui alla macchina spremitrice – risponde lo gnomo

– Oh bene, ho proprio bisogno di un paio di bottiglie della tua fantastica spremuta. Monello oggi ha preso freddo ed è rimasto senza voce e domani dovrà cantare al concerto. L’unico modo per guarire velocemente è fargli bere questa spettacolare pozione – spiega Goffrey avvicinandosi all’amico.

– Monello canta nel coro? Da quando? Comunque vedrai che già domani mattina per magia si sentirà meglio – dice Gruncio

– Grazie amico mio e vedrai…domani sera rimarrai a bocca aperta quando lo sentirai cantare. Lo sai che io non sbaglio su queste cose – Goffrey prende le bottiglie e di corsa torna verso casa.

– Prendi Monello, bevi – Goffrey passa allo gnomo una caraffa di spremuta leggermente riscaldata. Monello guarda dentro, la annusa e gliela ridà indietro disgustato.

– Non hai capito… era un ordine! Se ci tieni tanto a cantare, devi bere una bottiglia intera tra stasera e domani mattina. Solo così guarirai e riavrai la tua bella voce – dice il capo villaggio.

Monello non vuole rinunciare a quest’occasione, il suo sogno di cantare finalmente potrebbe avverarsi. Prende la caraffa e in un solo sorso la svuota.

“…accidenti….è buonissima, un po’ dolce e un po’ aspra…” pensa lo gnomo e ne chiede subito a Goffrey un’altra tazza.

-Hai visto? È buona vero, io ne vado matto e poi è piena di vitamine e ti protegge dalle malattie. È una pozione magica, guarisce da ogni cosa!  – lo gnomo prende un pacco di fogli e glieli passa – Questi sono i testi delle canzoni del concerto….so che molte già le conosci ma ripassa tutto così domani sarai prontissimo. Vado a prepararti il divano dove dormirai – Goffrey cambia stanza e lascia Monello già intento a studiare con la tazza piena in mano.

La mattina dell’ultimo giorno dell’anno è arrivata …. Goffrey è in cucina a preparare la colazione mentre Monello ancora dorme sul divano sommerso dai fogli. Ha studiato tutta notte e ha bevuto un’intera bottiglia di spremuta.

Il capo villaggio gli lascia la colazione pronta sul tavolo con un biglietto ed esce da casa per andare in piazza.

Fuori finalmente ha smesso di nevicare e un leggero sole s’intravede tra le nuvole grigie. Goffrey arriva in piazza e vede già gnomo Saci e i suoi aiutanti che stanno montando il palco e mettendo tutte le sedie.

-Saci, sei il migliore! – esclama il capo villaggio abbracciando l’amico.

Intanto Monello si è svegliato e seduto al tavolo in cucina sta facendo colazione…. Goffrey gli ha scritto che se al suo ritorno avesse trovato il piatto ancora pieno non lo avrebbe fatto cantare.

-Oh bene, vedo che hai mangiato tutto! – dice lo gnomo rientrando a casa – Come ti senti oggi? –

-Bene, non soffro più di mal di gola e prurito e come vedi, mi è tornata la voce. Solo che…ho un po’ paura a cantare – dice onestamente Monello.

– Stai tranquillo, prendi l’altra bottiglia di spremuta e andiamo al teatro – i due escono da casa e si avviano a fare le prove.

La luna illumina il villaggio e nel cielo si vedono solo stelle luccicanti. Tutti gli gnomi si siedono al loro posto in attesa dell’inizio del concerto. Gnomo Gruncio vende le sue bottigliette di spremuta, mentre gnoma Risa consegna morbide coperte di lana per coprirsi.

Dietro le quinte Goffrey dà le ultime direttive ai cantanti – ….e per finire tu avanzi e canti da solo l’ultima canzone. Tutto chiaro? Forza andiamo a far divertire tutti! – gli gnomi si prendono tutti per mano e salgono sul palco.

Il concerto inizia, dolci canzoni e allegri ballate intrattengono gli abitanti del villaggio. Tutti battono le mani entusiasti, è la prima volta che sono così partecipi. Siamo arrivati alla fine, il coro indietreggia lasciando sul palco un solo cantante per l’ultima dolce canzone: è gnomo Monello. Il suo sogno si è avverato… gli tremano le gambe….ma con coraggio chiude gli occhi e inizia a cantare.

Tutti gli gnomi del villaggio lo guardano assorti come se fossero avvolti da un magico incantesimo. Al termine della canzone si alzano tutti in piedi e iniziano ad applaudire come mai hanno fatto urlando – Bravo, bravo, bravo! -.

Monello riapre gli occhi e nel vedere tutta questa folla che urla e applaude per lui si commuove. Gli altri gnomi del coro insieme a Goffrey si avvicinano e lo abbracciano facendogli i complimenti. Poi il capo villaggio prende la parola – Mancano cinque minuti alla fine di quest’anno, vi ringraziamo tutti per essere stati con noi stasera e vi facciamo tanti auguri -.

Tutti scendono dal palco e ognuno si avvicina alla propria famiglia e ai propri amici per brindare all’anno nuovo. Monello si accorge che tutti hanno in mano una bottiglia di spremuta d’arancia da stappare e così corre da Gruncio per farsene dare una – Posso averne una anch’io per favore? Quanto ti devo? – chiede Monello.

-Per te è gratis amico mio, sei stato bravissimo stasera, mi hai fatto emozionare – dice lo gnomo porgendogli una bottiglia di spremuta. I due si stringono la mano e si fanno gli auguri. Goffrey corre verso Monello e lo afferra per il braccio – Tu verrai a brindare con noi, ormai fai parte della nostra famiglia -.

La mezzanotte è scoccata, nella piazza le bottiglie vengono stappate, mentre nel cielo fuochi colorati festeggiano il momento. Tutti si abbracciano e brindano insieme….anche Monello, che per la prima volta dopo tanti anni non si sente più solo, alza il bicchiere al cielo – Auguri a tutti e … grazie – e in un sorso svuota il suo bicchiere soddisfatto.

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